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re: Una vita da disoccupati
Un tipo del mio ufficio, sui 50 anni, vive con i genitori, a quanto so non viaggia né ha hobby costosi, ha detto che non va in palestra perché non se la può permettere. Già a sentire questa cosa mi viene voglia di spararmi, a che cazzo serve andare a lavorare tutto il giorno se poi i soldi non sono mai sufficienti per fare nulla?
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re: Una vita da disoccupati
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Per quanto riguarda la Germania io non intendo certo comprarmi una casa la, sarei felicissimo di vivere in un locale di 20 metri quadrati all'interno di un ristorante e di lavorarci come lavapiatti in cambio di vitto, alloggio e 400€ al mese. Lo farei soprattutto per imparare la lingua e non ci resterei per più di 5/6 anni, in modo tale che quando tornerei indietro cercherei lavoro come interprete nelle trasferte per qualche azienda della mia zona ( ce ne sono diverse che lavorano moltissimo per la Germania e chi sa il tedesco ha praticamente fatto bingo perché è un profilo molto richiesto). |
re: Una vita da disoccupati
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Io se avessi dei vicini di casa che mi offrissero per un sabato 80€ per 8 ore di decespugliatore ( fornito da loro) accetterei sicuramente perché è un lavoro che mi piace e poi 80€ fanno sempre comodo 🙂 |
re: Una vita da disoccupati
si però 8 di decespugliatore significa che hai un tanta erba da tagliare,da smaltire.Poi cmq dipende sempre dai patti che si stabiliscono.
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re: Una vita da disoccupati
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Il lavoro lo si trova e si può cambiare in maniera semplicissima però ci sono i laureati senza lavoro... Poi parli di disoccupazione mentre hai detto che preferivi sempre scegliere il lavoro in nero. E se dici che non puoi non lavorare vuol dire che solo con la disoccupazione non riesci a camparci tanto... Sei tutto un controsenso... Farsi licenziare vuol dire che devi fare volontariamente qualcosa di così "sbagliato" da costringere i datori di lavoro a mandarti via e questo in molti casi pregiudica il possibile lavoro successivo perché se ti chiedono il motivo per cui ti hanno licenziato cosa gli dici? E se si informano direttamente dal precedente datore? Quote:
Niente palestra e niente viaggi alla fine è la rinuncia minima. |
re: Una vita da disoccupati
Basta non presentarsi a lavoro x 3 giorni di fila senza preavviso
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re: Una vita da disoccupati
Io l' ho fatto non è difficile se parlo e xke ci sono passato sennò non direi mai cose a vanvera, la verità è che tanti si lamentano ma a conti fatti non dico di lasciare il lavoro ma nemmeno si guardano in giro, allora io dico che ti lamenti a fare stai così tanto male e non ti guardi neanche in giro altri lavori? Magari pure ragazzi non gente over 40 x me sono assurde queste cose e mi dispiace appunto perché le ho provate sulla mia pelle, quando non ho retto più ho fatto la cosa più sensata cioè ho lasciato il lavoro però molti sono troppo attaccati al denaro, pur vivendo magari con i loro genitori, però e più facile dire che non c'è soluzione a fare un brutto lavoro che si odia e ci fa soffrire...
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re: Una vita da disoccupati
Togliamo dal ragionamento chi ha figli o debiti importanti tipo mutui 30 ennali o robe del genere, io parlo dal mio punto di vista di ragazzo di 26 anni, se dopo anni hai compreso che il lavoro che svolgi e il luogo del lavoro dove lavori ti fanno stare male ci stai rimettendo di salute mentale e fisica, stai rischiando un esaurimento la cosa più sensata e totalmente legale è cambiare lavoro, ma poi quando glielo fai notare iniziano i discorsi tipo, e ma se sto peggio, e ma se devo fare 15 minuti in più di tragitto, e ma se mi pagano un po' meno e allora io dico attaccati non so che consigli darti continua a fare il lavoro che odi e che ti logora la salute se questa e la scelta più logica x te, io posso solo parlare x la mia esperienza
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re: Una vita da disoccupati
Ho ottenuto un demansionamento, spero di guadagnarne in serenità e tranquillità
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re: Una vita da disoccupati
Beati voi che il lavoro ve lo tirano addosso :)
Io sono sempre stato invisibile ed indesiderato nel mercato del lavoro, un po' come in tutti gli altri ambiti. |
re: Una vita da disoccupati
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re: Una vita da disoccupati
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lavorare nelle scuole (ad insegnare?) non ce la farei mai. Massimo rispetto per voi che anche se a fatica ci riuscite. si, ma i lavori alla fine alla fine ci sono ma sono quelli che non vuole fare nessuno.. e se non li vuole fare nessuno un motivo ci sarà. |
re: Una vita da disoccupati
Ma l'importante è stare bene con se stessi e cio che si fa, lavori che nessuno vuole fare, lavori che vogliono fare, sono tutti discorsi relativi poi molto spesso che fa la differenza sono i colleghi, il datore di lavoro insomma l ambiente lavorativo non la mansione in s'è, se soffri davvero è meglio valutare di cambiare aria, perché l alternativa qual è? Un esaurimento ? Una depressione? E cosi x 30 anni? E magari incubi la notte anche quando andrai in pensione? No grazie
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re: Una vita da disoccupati
Io a fare il prof andrei già coi miei compagni 19 20enni ora che ho rotto il ghiaccio mi trovo bene farei battute a tutto spiano poi certo dipende in che tipologia di scuola vai e ovviamente devi essere capace ad insegnare il mio unico problema sarebbe l'udito sento poco e dovrei sempre chiedere ai miei alunni di parlare forte
ma tanto la laurea non ce l'ho |
re: Una vita da disoccupati
Ma secondo me se hai fobie sociali non dovresti fare lavori troppo al contatto con il pubblico e un discorso di buonsenso
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Ma sì era per rispondere a chi si sente escluso dal mondo del lavoro, il lavoro c'è ed è vero, ovviamente se c'é tanta richiesta vuol dire che non è sto granché, o perché è sottopagato o faticoso o perché precario o perché in genere non piace (tipo badante). Questo a prescindere dal discorso fobie.
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