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Atlas2 10-01-2026 11:31

Re: milano aldilà del cosmo
 
ho sempre avuto paura, avrò sempre paura, sono un codardo, sarò sempre un codardo..
come fa la gente a non vivere nel panico di ciò che può succedere?
io mi credo un cataclismatico cretino, eppure, eppure,
incredibilmente
c'è di peggio.
e questa gente, non si preoccupa. non ha ansie, è fatalista, nuota in acque profonde, senza paura.
come si vive senza paura?
come farò a vivere senza paura?
una volta riuscii a capire, per la prima volta me stesso: io devo vivere sapendo cosa farò e come lo farò; non è sempre possibile, non è mai possibile.
vivo nel buio, vivo nella paura, vivo nella vergogna vivo nell'umiliazione, vivo nell'illusione di un pericolo che non esiste.
di cosa ho paura? più scavo meno me lo spiego. cosa mi è successo che la mia paura ha superato la voglia di vivere? è rimasta solo il bisogno di sopravvivere, il resto si è bruciato. io avanzo, sempre alla cieca, senza permettermi un desiderio che fosse uno, senza concermi una speranza, oppure un diritto che fosse uno.
ogni cosa è ostile, anche i miei pensieri sono doppi, ogni paura prevede un problema maggiore, impercutabile, invisibile.

https://upload.wikimedia.org/wikiped...ternity%29.jpg

Atlas2 23-01-2026 08:20

Re: milano aldilà del cosmo
 
immagina la pianura padana.
immagina

una vasta distesa che un tempo erano campi fertili trasformati ad industria, immagina pasture di smeraldo e vedi emergere silos di acciao, canne fumarie di mattoni, e in ascesa, magazzini, officine, tuti uguali, scatole di cemento senza una striscia di intonaco nè colore, immagina suppurare la superficuie come un pustole, asversare nei fiumi e nei canali le suppurazioni infette. immagina l'intera pianua divenire come una sconfinbata cicatrice infiammata, incandescente in perpetua espansione, e poi, immagina, che queste croste di acciaio e cemento si svuotino, da un giorno all'altro. immagina questa vallata di tetano divenire una stermiinata baraccopoli di rovine. Immagina una valle come una ferita necrotica, un dedalo di officine e magazzini divelti, di vetrine incrostate e serrande rugginose, auto abbandonate, telai sventrati, ziggurat attraversate da piante infestanti che s'irraggiano come viticci alieni lungo i suoi angoli. Immagina questa desolazione, e immagina gru verso l'oriozzonte, che continuano a contaminare tutto secondo un'infinita espansione, negando la terra l'aria e l'acqua, creature sifilidiche che si reggono su zampe rachitiche e posano lo sguardo su tutto, con i loro piccoli occhi rossi.
Immagina la devastazione immagina gli scavi continui, immagina la costruzione di rovine fresche su vecchi terreni contaminati, immagina un'economia basata sul riciclaggio e sulla mafia, basata sulla produzione dell'effimero, immagina il costante tumulto di un formicaio in costante cordoglio, immagina il cielo lattiginoso come il catarro, immagina i giorni in affanno, immagina una terra dove la morte non si concede, incapace di rinnovare qualcosa che non è mai stato vivo.

https://www.edt.it/sites/default/fil...?itok=NE3F53eu

Atlas2 15-02-2026 20:56

Re: milano aldilà del cosmo
 
domani vedremo se rimango o meno.

Patatrac! 15-03-2026 11:28

Re: milano aldilà del cosmo
 

Atlas2 15-05-2026 04:58

Re: milano aldilà del cosmo
 
non riesco a farmi bastare il tempo, non riesco a viverlo. arrivo all appartamento e svengo, praticamente. ogni giorno sono 12 - 13 ore di guerra. mi dico che è solo per questo anno, mi dico che è solo fino a dicembre. nessuno mi obbliga.
mi sento alienato, stranito. mi sento fuori dall'universo, un glich. Vivo come se nessuno si ricordasse mai di me, come se mi dimenticassero appena esco dalla vista, in realtà sono io che non riesco ad associare nomi facce luoghi e persone. tutto è un'unica confusione, per ogni informazione devo prendere appunti, altrimenti è come se non esistessero, come se i fatti non fossero mai avvenuti.

sono stato a casa, mi stupisco di come abbia potuto vivere in camera tutto quel tempo. che cazzo di cambiamento ho fatto.
che madre inetta e criminale ho avuto, come tutte le donne sole, come tutte le donne divorziate che non riescono a trovarsi un'uomo, si aggrappano ad i figli con le loro frustrazioni ed i loro bisogni.

per questo sono scappato, è stato una necessità vitale, esistenziale, come risalire dopo un tuffo.

ma rimane in me la necessità di trovarmi un buco dove nascondermi, una lotta continua per non interrarmi in un'angolo, Lotto contro le mie cattive abitudini, non compro dolci nè alcol per creare loop di dopamina che potrebbero interrarmi per bene. non ho nessuno che verrebbe a tendermi la mano.

Qui non esiste una pausa, il nord è solo un grande parcheggio di un centro commerciale. La gente piena di tic, le dita divorate dall onicofagia, le sigarette ed i caffè tirati uno dietro l'altro, gli urli per i giorni di ferie ed i permessi, il menefreghismo nei confronti del lavoro.
questo mi ha stupito molto, pensavo che i fancazzisti fossero i meridionali, e invece no, è una caratteristica universale. solo che quelli del sud te lo dicono nel muso, al nord lo vedi con i lavori tirati via e la colpa data agli altri.
ma ci sono cose che la gente del sud non credo accetterebbe. Lìipocrisia di guardarti in faccia e dirti che va tutto bene e che è tutto a posto, uno del sud te lo dice chiaramente che stì strunz gni fott na minkia, stà press frate,

qui devi pararti il culo perchè fanno cazzate, aspettano che si accumulino, e poi cercano lo stronzo a cui dare la colpa. uno scaricabarile codardo.
ti dicono le cose che dovresti fare ma che non devi mai fare.
forse è così ovunque nel mondo, e sto cercando di liberarmi da certe ansie da certe paure. vedo situazioni impensabili in un paese come l'italia.

ed è cresciuta dentro di me la sensazione che sia stato sempre in una bolla. che il mondo si divida in primo secondo e terzo mondo.
non è così,
è tutto terzo mondo,
solo che c'è un bel quadro davanti nel primo. solo che nel primo mondo, nel mondo extralusso, esistono persone che vanno spremute per dargli l'illusione di vivere in un palco.

vedo il mondo come un manipolo di vecchi che non si decidono a crepare, uno zoccolo di rincoglioniti dalla propaganda, ed il resto è gente che lotta tutti i giorni, fottendosene di razza religioni oppure origini, non c'è energia nè tempo per essere razzista.

io intanto. mi sveglio alle due del mattino per prepararmi la giornata, ritorno a casa alle 18 senza aver pranzato, ed il ciclo si ripete.
chissà perchè tutti scappano da milano.

Atlas2 21-06-2026 11:36

Re: milano aldilà del cosmo
 
mi hanno preso a tempo indeterminato, sono disperati.


ogni giorno è come se fosse il primo giorno.

cosa farò, rimango al nord oppure torno giù?

qui è un'incubo.
giù non ho nulla.

fra mio fratello e mia madre gli ho mandato giù 5.000 euro.
hanno sempre casini, hanno sempre cazzate.
non gli interessa sapere cosa passo.
cosa ho passato.
cosa passerò

sono solo nell'universo.

pensavo seriamente che avrei trovato la forza di suicidarmi. ma ho scoperto che non mi permetterò di farlo.
c'è una parte di me con cui non riesco ad entrare in contatto, che FA le cose. Vive e sopravvive, lotta con energie inbfinite contro ogni cosa, non crolla mai, e l'altra che vive nel terrore di non farcela.

uso gemini come psicoanalista, almeno per cercare di capire a grandi linee cosa ho. Spiego che sono un fallito, un'ameba, un codardo, uno spreco di pelle e carne. Sono un'idiota, una persona inutile dentro e fuori.

gemini però ricorda quello che ho fatto, e mi dice che
-sono uscito di casa, cambiato lavoro, trasferito, fatto nuove conoscenze, e trovato lavoro.
i tuoi sentimenti ed i dati fattuali non coincidono.

perchè affogo nel terrore ogni giorno? perchè non sviluppo la sicurezza che dovrei aver meritato?
anche altri sentendo la mia storia si complimentano per il mio coraggio.
io non sento nè di meritare questo lavoro, nè la mia vita.

quando mi sono sentito felice? quando stavo con altri.
morissi adesso non avrei fatto una vita inutile.
eppure.

e comunque ora cosa scelgo di fare?
al centro il mondo del lavoro si è seccato. per un uomo con la terza media come me sganciarmi da qui vuol dire rischiare di non trovare più lavoro.
e stare disoccupato a mezza età è catostrofico, niente è stato angosciante come gli anni da disoccupato, non per la mancanza di soldi ma come ti trattano le persone. l'angoscia era un elemento fisico, come la vergogna.

ora ho un lavoro.
se mi sforzo anche gruppi con cui passare tempo libero. se sono meno stronzo e inizio a creare gruppi e posti dove andare ho gente che mi seguirà.

di buono che al nord c'è di tutto, a pochi km.

c'è di buono che a me basta poco per vivere. sono un ragno, hop solo bisogno di un secchio dove mettere la testa a fine giornata.


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