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Re: Gli "amici" mi hanno abbandonato...
Certo smeraldina hai ragione, le priorità possono cambiare, ma un minimo di spiegazione sarebbe opportuno darla, a persone con cui si è passato molto tempo insieme in precedenza.
Quantomeno per correttezza. Diciamo che sparire di punto in bianco non è che sia proprio il massimo dell'educazione ecco... |
Re: Gli "amici" mi hanno abbandonato...
La gente è opportunista, si viene usati come tappabuchi per i momenti di solitudine e poi cestinati. L'amicizia, o comunque qualcuno che si ricordi della tua esistenza a prescindere da ogni tipo di tornaconto, è rara purtroppo.
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Re: Gli "amici" mi hanno abbandonato...
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Re: Gli "amici" mi hanno abbandonato...
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Re: Gli "amici" mi hanno abbandonato...
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Re: Gli "amici" mi hanno abbandonato...
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Ricordo ancora la fine delle superiori, ai tempi avevo un gruppo di amici. Ho cercato per tre mesi di fila di organizzare una cena, il mio era un modo per rivederli. Ho tentato anche di proporre delle uscite a ognuno singolarmente, ma niente, erano tutti impegnatissimi. Il giorno prima erano dei semplici studenti, il giorno dopo si sono trasformati in persone dalla vita frenetica. Manco i Pokemon fanno delle evoluzioni così rapide :sisi: Comunque. Dopo mesi e mesi sono riuscita a fissare un giorno per questa benedetta cena. Detto tra noi, è stata una serata orrenda. La mia migliore amica si è presentata dicendo che non aveva tempo nemmeno per un caffè dopo la pizza, dato che doveva andare dal suo fidanzato. “Non ci vediamo mai, voglio stare un po’ con lui”. Come no, certo. Convivevano, avevano orari super compatibili… insomma, poteva trovare una balla migliore. E gli altri? Hanno partecipato, mi hanno detto “ci faremo sentire” e… fine. Il mio telefono non ha più squillato. Io ho capito l'antifona e non ho più insistito, da parte loro non c'era evidentemente il desiderio di proseguire. Ecco, secondo me certe amicizie sono destinate a durare solo per un periodo. Probabilmente dipendono dall’ambiente, dal momento, e poi basta. Le premesse svaniscono e le persone voltano pagina. In casi simili non c’è molto altro da fare o da provare. |
Re: Gli "amici" mi hanno abbandonato...
Capisco la delusione verso chi chiami "amici".
Non perché avessero il dovere di risolvere i tuoi problemi, ma perché quando c'è un legame vero, un minimo di attenzione verso l'altro dovrebbe venire spontanea. Anche solo non voltarsi dall'altra parte. Purtroppo molte "amicizie" reggono finché le vite vanno più o meno alla stessa velocità; quando uno resta indietro o fa più fatica, spesso viene semplicemente lasciato lì. |
Re: Gli "amici" mi hanno abbandonato...
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Re: Gli "amici" mi hanno abbandonato...
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Re: Gli "amici" mi hanno abbandonato...
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Re: Gli "amici" mi hanno abbandonato...
tu per loro cosa hai fatto?
stavo giusto pensando ad alcune persone che conosco, alle quali ho proposto più volte delle attività e hanno sempre temporeggiato o rifiutato.. per me se ne possono andare a fare in culo. e sono il primo che ha rifiutato varie volte inviti per fare cose, e alla fine hanno smesso di invitarmi. giusto così. o sei particolarmente attrattivo come persona, e socialmente puoi vivere di rendita, oppure ti devi giocare bene le poche carte che hai. |
Re: Gli "amici" mi hanno abbandonato...
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Per quanto riguarda l'attrattiva sociale purtroppo non ne ho mai avuta... |
Re: Gli "amici" mi hanno abbandonato...
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Re: Gli "amici" mi hanno abbandonato...
ricordo di un mio ex amico che quando venne mollato dalla sua prima ragazza iniziò a ricontattarmi dopo tempo e propormi spesso di uscire la sera, così per un periodo ci siamo visti molto di frequente.... poi non appena trovò un'altra (la stessa con cui attualmente convive ed è peraltro prossimo al matrimonio) all'improvviso svanì nel nulla quasi come a dimenticarsi della mia esistenza..... ora ok che dopo una certa età, per via degli impegni lavorativi, il tempo libero a disposizione è ovviamente minore e si preferisca pertanto dare la priorità al/alla proprio/a partner, però quantomeno si potrebbe anche trovare un compromesso.....ghostarmi completamente vuol dire darmi la dimostrazione che mi frequentavi soltanto per ripiego!!
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Re: Gli "amici" mi hanno abbandonato...
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Mi viene in mente la mitica scena di Fantozzi, in cui il geometro Calboni cerca delle donne da far conoscere a Filini e Fantozzi, solo che, per non rovinarsi la reputazion e, li descrive come effetivamente sono. Poi hai scritto che i veri amici dovrebbero aiutarsi l'un l'altro, nei momenti di bisogno. Giusto..., però in base a questa affermazione ti lamenti che loro non ti abbiano aiutato e allora io ti chiedo: " e tu cosa hai fatto per loro, in che modo li hai aiutati?" mi pare che tu si senta in credito verso i tuoi amici, tu che favori hai fatto a loro? |
Re: Gli "amici" mi hanno abbandonato...
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Comunque, detto tra noi. Forse quello strappo è stato un bene. Meglio prima che dopo, giusto? Ho dato un’occhiata ai loro profili sui social e ho avuto la sensazione che oggi non saremmo più compatibili. Non tanto per lo stile di vita, quanto per il modo di pensare, per le idee… insomma, ci saremmo persi in ogni caso. Era solo una questione di tempo. |
Re: Gli "amici" mi hanno abbandonato...
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Re: Gli "amici" mi hanno abbandonato...
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Devo dire per rispetto della verità che una buona metà della fine delle amicizie è soprattutto mia, ma anche se mi fossi comportato diversamente avrei solo prolungato un qualcosa che sarebbe stato solo un revival.. E' triste, perché è triste che delle belle amicizie finiscano così, ma per continuare ad essere amici bisogna vedersi spesso, e quindi abitare vicini, fare più o meno gli stessi percorsi. |
Re: Gli "amici" mi hanno abbandonato...
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Re: Gli "amici" mi hanno abbandonato...
Mi dispiace molto per la situazione in cui ti trovi Escluso, in realtà molto simile alla mia con la differenza che io non ho mai avuto amici nei termini in cui ne hai avuti tu, da frequentare nella vita "reale", per uscire la sera, con cui andare in giro, ecc.
Vivo però una vera amicizia, ne vissi un'altra che però non esiste più, di questo sarò sempre grato al Fato; un dono immenso di cui ringrazierò per sempre l'imperscrutabilità del Caso. Mi discosto per sensibilità personale da quanto sostieni riguardo l'idea avrebbero dovuto favorirti in qualche modo nel trovare una compagnia femminile, se pur avessi avuto degli amici per il genere di frequentazione che hai vissuto, non avrei mai accettato questa ipotetica proposta, seppur mossa dalla loro possibile preoccupazione per il mio destino; per orgoglio avrei negato l'idea che qualcuno mi potesse essere presentato come fossi incapace di attrarre indipendentemente dalla facilitazione del gruppo (foss'anche un orgoglio immotivato, ma tant'è). Si tratta solo di disposizione personale non biasimo la tua rimostranza, anzi, ne capisco bene le ragioni. La conclusione cui giungi, la necessità dell'autarchia, di farcela (a fare cosa?) con le tue forze è quella la cui constatazione immanente dei fatti porta per natura dialettica: la conclusione apparentemente naturale del vedere come funzionino le dinamiche sociali nel gruppo dei pari. C'è però un grande convitato di pietra che viene sempre taciuto, secondo me, in questioni come queste (mi riallaccio alla considerazione di Sasuke sulle priorità individuali): se davvero dobbiamo farcela da soli (a fare cosa?) la società non ha alcuna ragione d'esistere, anzi è già la prova della sua inesistenza, degli pseudo-rapporti che costituiamo, anche quelli con il partner e la prole, sono esclusivamente forme esteriori basate sui vincoli del Capitale (ciò che viene comunemente chiamato egoismo); mettere al mondo un figlio per destinarlo alla replica di questo destino ignobile di solitudine e pseudo-rapporti è un atto inumano. Propagandare l'idea tutto ciò sia inevitabile, sia la natura umana, "la legge della vita", serve solo ad alimentare l'inferno in cui viviamo. Non ho risposte d'altrimenti, non propongo alcun percorso alternativo e salvifico ma l'onestà nell'osservazione dell'orrore può essere un ultimo atto di resistenza nei confronti della spersonalizzazione necessaria alla prosecuzione di questo schema comportamentale, distruttivo, nella specie. L'idea che la vita degli altri esseri umani sia secondaria alla nostra è semplicemente la negazione della possibilità di essere umani, in termini positivistici, riducendoci a delle forme funzionali che respirano. In ultima analisi, per etica ed estetica, penso non sia un dovere assoluto accettare qualsiasi destino, anche quando ignobile e mostruoso, per la sola ragione sembri "naturale" o inevitabile. Ciò che contesto è l'idea di dovercela fare (a fare cosa?) da soli. Senza gli altri esseri umani, qualcosa che esista al di là degli pseudo-rapporti la cui evidenza è l'esclusione della possibilità dell'onestà intellettuale/emotiva per la costituzione di un nucleo funzionale, per l'essere umano non può esistere alcunché che giustifichi l'esistenza in termini minimamente accettabili (è soprattutto una questione di sensibilità ingiustificabile, potrebbe essere diverso per voi ma parlo per ciò che "sento"). Sembrerà io stia sparlando o trattando di principi slegati dalla realtà ma questo è comunque ciò che volevo dire. Per quanto può valere scritto da un estraneo, attraverso un mezzo come questo: mi dispiace che voi, coloro che hanno scritto prima di me, stiate soffrendo. |
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