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Re: Siete persone spirituali o materialiste?
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Re: Siete persone spirituali o materialiste?
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Re: Siete persone spirituali o materialiste?
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Poi stavo leggendo vari testi spirituali, sulle spiritualità che più mi affascinano, tipo la Wicca ed il Buddismo. Ne ho letti fin ora 3-4, purtroppo con l'università e le preoccupazioni della vita quotidiana non sento di avere il tempo libero o lo stato d'animo adeguato a questo genere di cosa. Ma sono sicuramente concetti interessanti. Un amico di mio padre è ''guarito'' dall'alcolismo dopo aver trovato dio grazie all'alcolisti anonimi. Praticamente se vai in cose tipo l'AA o simili gruppi, o persino nella DBT ci sta un enfasi non necessariamente sul credere in dio, ma sul coltivare una forma di spiritualità o l'altra. La meditazione che io avevo sempre snobbato, secondo diversi studi porta benefici ad una vasta gamma di disturbi ed aumenta la neuroplasticità. Ci sta sicuramente qualcosa che ci sfugge, l'universo è troppo vasto per pensare che la razionalità attuale basti a comprendere tutto. Questo genere di cose mi ha fatto nascere un interesse ed una curiosità per il mondo della spiritualità che un tempo non avevo. |
Re: Siete persone spirituali o materialiste?
Senza soldi non si può essere troppo materialisti:D
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Re: Siete persone spirituali o materialiste?
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Re: Siete persone spirituali o materialiste?
Non sono mai stata in alcun modo una persona spirituale, ma allo stesso tempo non non mi interessano particolarmente i piaceri terreni. Insomma mi importa ben poco della vita in ogni suo aspetto.
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Re: Siete persone spirituali o materialiste?
Nel momento in cui si ritiene che tutto sia materia, ovvero si adotta un punto di vista cosiddetto materialista, non è che le cose ritenute "spirituali" spariscano o vadano considerate di serie B, semplicemente vengono spiegate in un modo diverso rispetto a una prospettiva dualista, cioè quella che distingue tra lo "spirito" (solitamente ritenuto qualcosa di livello superiore) e la "materia" (di solito ritenuta di livello inferiore).
Inutile dire quest'ultima prospettiva, quella dualista, è quella che viene giù da Platone, poi incorporata dal cristianesimo, e poi preservata da Cartesio e seguaci anche nella modernità. Io mi direi "materalista" nel senso che ritengo il Mondo sia formato unicamente da oggetti misurabili che occupano spazio e sono dotati di massa, che tutti i fenomeni risultano dall'interazione di questi oggetti in un processo che procede dal basso verso l'alto e senza un'intelligenza superna che guidi le cose dall'alto. Avverso fortemente qualunque descrizione dualista del Mondo, che sia quella platonica, cristiana o cartesiana, e penso che, quando è questa a dominare all'interno di una società, porti solo guasti. Questo ovviamente, per i motivi che ho scritto nei primi paragrafi, non significa che io rigetti come inutili o inconsistenti i fenomeni solitamente ascritti alla spiritualità, semplicemente non li ritengo provenire da ipotetiche realtà "superiori" o esterne alla materia. Per me si può godere egualmente di un buon pranzo, un buon libro, si può godere degli oggetti cosiddetti materiali ma anche della propria cultura, dei rapporti umani, dei sentimenti, della bellezza, e persino di un qual senso ineffabile di appartenenza all'intero universo, e questo proprio perché penso che tutto ciò derivi da un'unica fonte e non riesco a vedere una qualche divisione nel Mondo tra "materia" e "spirito". Tutto è uno. |
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Re: Siete persone spirituali o materialiste?
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lo hanno bruciato per ''essere ateo'' ma in realtà aveva semplicemente un concetto di dio (molto affascinante) più vicino ad altre forme di spiritualità, che al cristianesimo. |
Re: Siete persone spirituali o materialiste?
Ho la sensazione comunque che per riuscire a mettersi in contatto con il lato spirituale delle cose si debba avere un minimo di tranquillità e pace a livello mentale. se sei impegnato in una lotta quotidiana per tirare a campare, avere uno stato d'animo ''tranquillo'' e svuotare la mente mentre si tenta di meditare diventa più difficoltoso.
certo magari con la pratica ci si riesce lo stesso, ma per ora non vedo grandi risultati, non perchè non mi interessi ma perchè non ho lo stato d'animo adatto e ho appena iniziato. |
Re: Siete persone spirituali o materialiste?
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Re: Siete persone spirituali o materialiste?
Al di là di ogni sovrastruttura religiosa ed utilitarista , i due aspetti non hanno carattere dicotomico, ma rappresentano un tutt'uno, come lo spazio-tempo: scinderli non ha senso, tranne per definirne i singoli aspetti.
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Re: Siete persone spirituali o materialiste?
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Per dire, le librerie sono zeppe di libri e libricini sulla mindfulness e online si possono trovare vari spiritual coach. Osservo il tutto con scetticismo, ammetto però di essere in qualche modo incuriosita da questo fenomeno.. |
Re: Siete persone spirituali o materialiste?
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Re: Siete persone spirituali o materialiste?
Non sono per nulla spirituale.. abbiamo una sola vita e tutto quello che abbiamo è qua.. tanto vale goderselo.. sempre se ci si riesce :(
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Re: Siete persone spirituali o materialiste?
Mi interesso talvolta di roba immateriale ed astratta perché non posso e riesco ad essere materialista.
Se avessi potuto scegliere avrei scelto una vita dissoluta e dedita ai piaceri più sfrenati (la roba che piace a me ovviamente), una dolce vita all'ennesima potenza. Ma sono quel che sono e la mia esistenza è quella che è. Se avessi qualcosa di meglio da fare non starei manco qua a scrivere 'sta roba :mrgreen:. Ma credo anche molti di voi. |
Re: Siete persone spirituali o materialiste?
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e mi convinsi che la meditazione potesse essere un aiuto x la fobia e quella motivazione mi spinse a meditare anche se era una sofferenza, effettivamente la meditazione mi ha aiutato, non ha fatto miracoli ma ho notato che la forza delle emozioni e diminuita su di me, riesco a gestirle meglio |
Re: Siete persone spirituali o materialiste?
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Io la cosa che mi chiedo in fondo a tutto questo buco nero è questa: ma se la vita che uno vorrebbe davvero vivere risultasse inaccessibile e questo scontro inevitabile? Cosa si dovrebbe fare se non accettare e farti piacere quella che hai, modificando a monte le tue tendenze? Che siano sessuali o di altro tipo poco importa, queste si vogliono andare a modificare. Eppure io penso che anche questa soluzione non risolve il malcontento. Non riesco a convincermi che la soluzione di un conflitto, sia anche contro il mondo nelle sue radici più profonde, sia rappresentata dall'accettazione, fosse l'unica cosa possibile da fare, non lo riconoscerei. Anche se la sofferenza è frutto di questo conflitto e non si risolverà mai se non con la morte, riconoscerei comunque più la morte come una soluzione vera e vicina a quel che si vorrebbe, e cioé non vivere quel tipo di vita o un certo tipo di vita, rispetto a questa cosa qua. Se c'è un rifiuto a monte di vivere la vita che il mondo attuale concede, come si cura questa cosa qua? Se io sono fatto così adesso, ammesso anche che si possa generare un qualche cambiamento in quel verso, non sarei tanto motivato a percorrerlo. Solo se uno mi promettesse un'altra vita (così come dico io però) e i miracoli, magari mi muoverei e farei qualcosa in più, ma se mi promettono semplicemente di farmi accettare quel che ho già e che per me rappresenta un problema, non sarei tanto motivato a fare molto e sopportare certe cose. Ho delle resistenze fortissime ad andare in quel verso, se si prova in un qualsiasi modo, soprattutto se me lo fanno sapere informandomi di cosa si sta cercando di fare, io inizierei ad oppormi. Se io adesso non posso avere delle cose e le desidero, un tizio potrebbe dirmi "visto che probabilmente non puoi averle potremmo estirpare a monte il tuo desiderio nel voler condurre questo tipo di vita impossibile per te con la meditazione, però devi impegnarti in una pratica quotidiana". Ecco io non sarei motivato comunque ad impegnarmi tanto, anche se certe cose non le ho e mi dimostrassero che, data la situazione, non potrò averle, non riuscirei a riconoscere a monte l'accettazione come soluzione sana, penso sia più sano morire e aiutarmi a morire o lasciare le cose così come stanno, sto male, ma non c'è cura per me. Ora se io sono matto a questo livello qua, come fanno a curarmi con questo tipo di cure? :nonso: O creano una cura dove devo impegnarmi poco, sfruttando la scarsa motivazione, o non credo che funzionerà, io non mi metterei a meditare perché penserei di ottenere roba che alla fine manco mi interessa adesso, se io voglio una donna o roba materialista e davvero becera ora, anche se mi promettessero la pace dei sensi estirpando a monte il problema non sarei tanto motivato, mostrassero pure che il cervello viene modificato non dimostrerebbe una cippa per me, anche il cervello di un eterosessuale rispetto a quello di un omosessuale dovrà pur essere diverso da qualche parte, come potrebbe mai funzionare altrimenti la cosa? E questo che vorrebbe dire? Cosa si vorrebbe dimostrare? Che casomai l'omosessuale in società vivesse una merda, questo implicherebbe che il cervello dell'eterosessuale è sano mentre quello dell'omosessuale malato perché non si è conformato e non va in conflitto col contesto? :nonso: Anche se uno suona il pianoforte il suo cervello si modifica, che dobbiamo dedurre da questa cosa? Che il cervello di un pianista è più sano di quello di chi non suona strumenti musicali? Sono ridicoli per me questi studi dove mostrano che il cervello cambia praticando certe cose in modo insistente ogni giorno, perché cambia sempre a qualche livello il cervello, anche se impari una cazzata a memoria da qualche parte rispetto a prima sarà pur dovuto cambiare il tuo cervello, questa cosa immagazzinata in memoria altrimenti dove starebbe? Quel che bisognerebbe dimostrare è che questa condizione è più sana dell'altra, ma è più sana rispetto a cosa? Quale sistema di valori definisce il sano e il malato? E qua secondo me si potrebbe essere in disaccordo a monte. Un sistema di valori potrebbe dire che non vale la pena vivere un qualsiasi tipo di esistenza, compromesse certe cose meglio morire, un altro invece direbbe che è meglio riuscire ad accettare abbastanza volentieri tutto, in qualsiasi condizione esistenziale uno si trovi. Questi due sistemi confliggono, aderire ad uno o all'altro definisce quali debbano essere considerate soluzioni del disagio. Confliggono anche a livello poi politico, casomai si dovessero stipulare leggi o incrementare certe risorse per favorire certi tipi di aiuti, uno andrebbe in una certa direzione, l'altro in una direzione ben diversa. |
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