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Re: Una vita da disoccupati
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Re: Una vita da disoccupati
syd le macchine le lavate ogni giorno?
Quando lavoravo io in panificio a fine giornata le impastatrici erano uno specchio, e pure tutto il reparto, celle comprese, lavate ogni giorno. Però ero l'unico fesso che lo faceva, gli altri davano una grattata e tutto a posto. Ci sono anche posti dove praticamente non le lavano mai se non ogni qualche mese. Ma giusto per una questione di costi. Non è un grosso problema di igiene perché con i prodotti da forno il rischio biologico è molto ridotto rispetto a qualsiasi altro settore alimentare. Lo facevo proprio perché avevo voglia di sbattermi. Ho abituato bene i miei superiori che in cambio mi hanno sempre trattato come uno stronzo. Poi non so come funziona se arriva l'asl e trova sporco. Presumo una mazzetta e passa la paura. |
Re: Una vita da disoccupati
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Re: Una vita da disoccupati
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Re: Una vita da disoccupati
si beh io andavo di acqua calda e paglietta (vietatissima) :sisi:
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Re: Una vita da disoccupati
Ho trovato un'offerta di lavoro molto ghiotta, e una volta tanto è la ditta a cercare e non chi lavora che la cerca, cosa che nel mio settore vedo solo ora per la prima volta.
Devo essere velocissimo a spedire tutti i documenti richiesti, perché saranno comprensibilmente sepolti dalle richieste e immagino che a un certo punto cominceranno a scartare in massa per semplice stanchezza. Vediamo come va, se va in porto potrebbe essere un bel salto di qualità professionale. |
Io domani chiamo un tizio di un autonoleggio a 50 km da casa mia che cerca un addetto da inserire....capace mi prendono non chiedono qualifiche ne un cazzo...
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Re: Una vita da disoccupati
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Vediamo se entro qualche mese sento qualcosa... |
Re: Una vita da disoccupati
60km a tratta, 120 e spicci al giorno con una macchina che ha 256mila e spicci chilometri che potrebbe abbandonarmi in ogni istante visto che non gli sto facendo neanche la manutenzione ordinaria, figuriamoci quella straordinaria.
Un ora e trenta di viaggio, se sono fortunato, se piove, c'è sciopero, c'è un incidente arriviamo tranquillamente a due ore, quattro ore solo di commuting, 13 forse 14 ore fuori casa totali, al giorno, per sempre. Per ritrovarmi poi a cinque giorni dallo stipendio con 31€ sul contocorrente. Vale la pena vivere così? A 35 anni? |
Re: Una vita da disoccupati
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meglio mendicare a sto punto |
Re: Una vita da disoccupati
Ieri ho avuto un feedback positivo per un'azienda che cercava assistenza telefonica e digitale per altre aziende clienti in merito ai loro prodotti e inizio fra due settimane. Contratto, ovviamente senza contributi e "promessa" di eventuale successivo inserimento in azienda; tirocinante... Come se avere fatto un anno di tirocinio abilitante non fosse abbastanza! Per lo meno qui il rimborso spese è presente...
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Re: Una vita da disoccupati
possiedo ancora un sufficiente entusiasmo per la vita da pensare spesso di aprire una partita iva. chissà se mi deciderò mai a farlo, e se ne avrò l'occasione concreta prima che sia troppo tardi.
diciamo che la storia di giuseppe crippa diventato imprenditore dopo la pensione, e morto con un patrimonio di 4 miliardi di euro mi è decisamente di ispirazione. |
Re: Una vita da disoccupati
Sto seriamente pensando di rimettermi a studiare. Ma probabilmente sarebbe solo un modo per allontanarmi dal mondo del lavoro. A me il lavoro nuoce alla sanità mentale. Non so come gli altri riescano a stare calmi passando più di otto ore quotidiane a fare qualcosa che detestano. Capisco che servano i soldi, ma questo non mette a tacere la consapevolezza angosciosa di buttare via la vita intera a maledire ogni giorno in cui suona la sveglia e devi andare a lavorare. Il mio obiettivo è lavorare il meno possibile guadagnando il minimo indispensabile.
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Re: Una vita da disoccupati
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Dopo 6 la puoi buttare con valore residuo minimale.. Ogni anno devi farci un cambio gomme peraltro più un paio di tagliandi più la stessa usura dell auto (gpt mi quantifica l usura sugli 80-100€ al mese), rischio incidenti, multe, ghiaccio, nebbia etc etc, solo di benzina sono 350€ al mese Per non parlare del tempo perso e dello stress di dover stare attento a tutto mentre guidi: il traffico, i camion, i trattori in mezzo ai coglioni, le fdo ovunque, chi sorpassa come un invasato, la gente in bici/monopattino e che cammina in mezzo alla strada o guidatori che si fermano con le 4 frecce in rettilinei che si percorrono a 100km\h o dietro una curva, i velox etc etc Quando arrivo a lavoro son già stanco e stressato ancor prima di iniziare xD è già un lavoro andare a lavoro Poi proprio io che non sopporto di dover guidare troppo a lungo Mai più lavori distanti, sempre detto che il raggio massimo dovrebbe essere 30km... c è un motivo se gli italiani in media fanno tra gli 8 e i 12km per andare a lavoro (beh, com è giusto e logico che sia).. in questi casi il discrimine e' lo stipendio, per 2000 si può fare, per 1000 (come me) anche no :D Come mi scade il contratto li saluto e buonanotte (il lavoro l ho accettato perchè doveva essere da 30h a settimana, quindi andare 3-4 volte massimo... poi è diventato 50h a settimana 7gg su7, dopo di che, forse 1 gg di riposo... e avrei dovuto andare con un auto a gpl che al momento è indisponibile, apposto) |
Re: Una vita da disoccupati
Stasera si spedisce un altro curriculum.
In questo caso le probabilità di una risposta direi siano sotto al 10%, ma è meglio non lasciare intentata nessuna strada. |
Re: Una vita da disoccupati
Vorrei andare a lavorare in biblioteca, a me basta pure sistemare gli scaffali. Per lo meno per regola di silenzio nessuno può urlarmi addosso bestemmie e improperi di ogni tipo come succede nelle aziende e non ci sono gli anziani che ti trattano come un galoppino perché sei più giovane, o almeno credo.
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Re: Una vita da disoccupati
per fortuna da anni lavoro da solo, da remoto, mai trasfwerte... solo i clienti li sento al telefono a volte tutto il giorno, dipende da quanto c'è da fare.... maledette call, quelli sembra vengano pagati a call ormai... Ho il terrore che però in futuro possa cambiare e dover andare in trasferta, in qualche ufficio o dover fare qualche corso (in tal caso mi licenzio)
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Re: Una vita da disoccupati
Sono tornato a vivere a Genova, ho trovato un lavoro per ora di 3 mesi con proposta (scritta e da me fatta firmare) di assunzione a tempo indeterminato alla scadenza. È tutto un altro stile di vita, non c'è assolutamente paragone rispetto alla deprimente provincia lombarda dov'ero prima, è caotica e gli spostamenti in bus in mezzo al traffico impazzito sono stressanti, ma è davvero impagabile vedere il mare ogni mattina e a ogni pausa pranzo fare lunghe passeggiate sui moli del porto antico a guardare le navi , oltre ad avere tutto intorno al posto di lavoro (fuori dalla zona dei cantieri navali dove lavoro io) una vasta scelta di locali per tutte le tasche per pranzare . Oltre a ciò, il clima è infinitamente migliore , a parte il vento e la pioggia frequente.
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Re: Una vita da disoccupati
Qualcuno di voi ha mai lavorato da Autogrill? Ho visto i servizi di FarWest e la situazione pare agghiacciante. Se il mondo del lavoro è così c'è da ingegnarsi per far soldi in altro modo.
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Re: Una vita da disoccupati
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Re: Una vita da disoccupati
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Re: Una vita da disoccupati
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Re: Una vita da disoccupati
Qualcuno sa cosa bisogna fare dopo che hai attivato la NasPi? Bisogna prendere appuntamento al centro dell'impiego?
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Re: Una vita da disoccupati
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Re: Una vita da disoccupati
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Re: Una vita da disoccupati
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Re: Una vita da disoccupati
A quando ho capito l'assegno di invalidità non è compatibile con la NasPi, non so se c'è la possibilità di scelta, in tal caso converrebbe più la seconda. Solo che poi se trovo un lavoretto part-time (e quindi credo che la naspi decada) avrò bisogno dell'assegno di invalidità per arrotondare e poter portare avanti la riabilitazione psichiatrica, non so se è possibile attivarlo in un secondo momento.
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Re: Una vita da disoccupati
Vi chiama il capo dal lavoro mentre siete in ferie o durante un giorno di festa, non avete la reperibilità, rispondete? :pensando:
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Re: Una vita da disoccupati
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Re: Una vita da disoccupati
Oggi sono restato a casa da lavoro e domani presumibilmente mi farò dare 3 giorni per malattia (in effetti non sto bene e dovrò fare una visita).
Fino ad anni fa facevo il bravo, poi vedevo la gente che si faceva i cazzi suoi, malattie strategiche, io l'unico coglione a lavorare anche a fare cose che non dovrei fare, così comincio anche io a tirarglielo nel deretano. Se non fosse per un lieve senso di colpa che mi porto dietro da anni direi che son soddisfazioni...ma a questo punto dell'anno sono stanco... L'altro giorno su instagram ho visto l'ennesimo post di quella del corsivo che perculava i lavoratori...alla fine veramente i coglioni son quelli che lavorano |
Re: Una vita da disoccupati
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Comunque la tua disamina è corretta, ahimè. |
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