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Dove sono i dati? Esistono statistiche specifiche che attestino tale realtà? Perché di solito le uniche denunce vengono fatte sui social e sui giornali..per poi diventare ufficialmente tutt'altro tipo di reato nei commissariati o nelle procure. |
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Il confine è sottile, ma è lo stesso che già esiste per la Legge Mancino su religione e razza. Oggi puoi dire che non ti piace una religione senza finire in galera, ma non puoi istigare a colpire chi la pratica. Il DDL Zan voleva solo estendere questa stessa protezione alle persone LGBT e ai disabili. |
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Che paura avevate? Di non poter più dire "frocio" a qualche effeminato che vi passava davanti ai vostri occhi? |
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I dati esistono e sono pubblici: puoi consultare i report dell'OSCAD, l'organismo del Ministero dell'Interno che si occupa proprio di crimini d'odio. Ogni anno pubblicano statistiche basate sulle segnalazioni che arrivano a Polizia e Carabinieri. Se i reati diventano altro in procura, spesso è proprio per l'assenza di una legge che permetta di catalogarli correttamente come crimini d'odio, non perché la violenza non sia avvenuta. |
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Incidente stradale, morto il giudice del processo contro Netanyahu
https://www.notiziegeopolitiche.net/...er-corruzione/ Coincidenze? |
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Ehhh peccato che l'articolo 4 volesse esattamente punire le discriminazioni. Ed esattamente chi avrebbe stabilito cosa fosse una discriminazione? Se qualcuno avesse impedito ad una donna trans di entrare in un bagno o uno spogliatoio femminile, o sostenere la legittimità di tale atto, o o lo scagliarsi contro matrimoni gay e omogenitorialita' sarebbe stato passibile di denuncia e processo? Si. Perché lo scopo della legge fu esattamente questo. |
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Oppure diventano altro perché magari il reato non è l'aggressione subita per omofobia ma ben altro. Quindi perché dovrebbe esistere questo fantomatico reato? Se qualcuno viene effettivamente pestato a sangue le leggi ci sono già. Altro discorso è cercare presunte aggravanti, oppure trasformare in aggressione un semplice insulto. Il problema è proprio far rientrare in crimine d'odio una qualasiasi aggressione o presunta tale subita da una persona gay. Ma chi lo stabilisce che siano delle vittime sempre e comunque? |
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No. Paura di essere denunciati o peggio per l'espressione di un'idea contraria alla dottrina lgbt. Dare una valenza legale a quello che già accade, ovunque, a chiunque si opponga ai pride e alle rivendicazioni lgbt. Con censure, minacce..etc.. Ne sanno qualcosa le femministe radicali, i provita o altri gruppi che contrastano la comunità lgbt. |
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Impedire invece l'accesso a un servizio pubblico o a un locale a una persona solo perché trans o gay non è esprimere un’idea: è un atto che nega la dignità e i diritti di un cittadino. La legge non voleva punire il pensiero, ma l'uso del pensiero come arma per colpire gli altri. Chi stabilisce il confine? Lo stesso giudice che oggi decide se una frase rivolta a un fedele di una religione rientra nella libertà di opinione oppure costituisce istigazione all'odio. |
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No. Affatto. erano, e sono esattamente le opinioni che si volevano colpire. Esattamente come avviene in Inghilterra o negli usa. Dove si può finire a processo per il solo fatto di non assecondare i pronomi o le rivendicazioni assurde di una persona trans. Anche solo impedendo la frequentazione o l'accesso di un MASCHIO in uno spazio femminile. Ergo difendere i diritti delle donne, inopinatamente più importanti da difendere rispetto ai presunti diritti trans. Sarebbe bastata una denuncia e la complicità Di un giudice compiacente, e con una bella bandierina arcobaleno nell'ufficio a determinare quel confine totalmente discrezionale. Ed è esattamente questo a cui ci si è opposti. Sarebbe stata una validazione legale semplicemente per una forma di censura verso le idee o le imposizioni della dottrina lgbt. Una validazione legale di ciò che già in parte succede già a mezzo social o nelle piazze. |
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La discrezionalità di un insulto alla religione non ha nulla a che vedere con il negazionisno biologico proprio della comunità lgbt. Se io affermo che esistano solo due sessi, o che le donne trans siano uomini non può esserci nulla di discrezionale, tantomeno potra mai essere definita discriminazioni. Sono una realtà biologica inopinabile. Eppure per la comunità lgbt è discriminazione. E sarebbero bastati una denuncia e un giudice orientato ideologicamente per finire in tribunale o ritrovarsi la fedina penale sporca |
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Il punto è questo: perché la religione e la razza sono già considerate aggravanti specifiche e l'orientamento sessuale o la disabilità no? È questa disparità che si voleva colmare. |
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Per quanto riguarda gli spazi femminili, il DDL non cambiava le regole di accesso a bagni o spogliatoi, che restano basate sul sesso biologico indicato nei documenti d'identità. Temere un giudice compiacente significa allora mettere in dubbio l'intero sistema giudiziario, non solo questa legge. |
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Il famigerato articolo 4 che proteggerebbe la libertà di espressione rimane vaghissimo. Quale parola comporta pericolo alla categoria? ricordiamo che parte della propaganda senza senso attualmente in voga quando si critica il concetto di genere e di biologia asserisce che se lo fai, instighi automaticamente al suicidio i trans. Era una esaltazione alla propaganda di genere e allo psicocrimine, dove qualsiasi dissidenza ( spesso, legittima ) sul genere poteva diventare reato. Era una legge fatta male, banalmente. Oltretutto, ragionanando per assurdo e utilizzando questo ddl al contrario, negare il corpo femminile in quanto "il genere è un construtto sociale" diventa anch'esso un possibile crimine contro le donne e passabile di reato. Negare le voci femminili, le declinazioni ( ricordiamo "le persone con mestruazioni", le persone in gravidanza" perchè era errato dire donne perchè potevano anche essere non donne, in quel mondo contorto ) è una discriminazione. Per assurdo, era discriminante anche lo stesso ddl, visto con le maglie larghe che volevano dare alla confezione della legge. |
Riguardo l'omicidio della povera Renée Good: quindi non era solo il problema di un criminale che non si ferma all'alt (tipo Ramy), il problema è NON fermarsi all'alt, anche se sei un cittadino modello (alt che tra l'altro non c'è nemmeno stato, e pistola estratta davanti agli occhi della vittima prima che tentasse giustamente la fuga, come si vede chiaramente nell'ultimo video diffuso poche ore fa ripreso dallo stesso agente).
È questo l'abominio che stanno sostenendo, coloro che lo giustificano . |
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Stai descrivendo ciò che tu avresti, forse, voluto, ma non ciò che vuole la comunità lgbt. Ed è solo questo che conta Per I militanti lgbt TUTTO quello che ho descritto è discriminazione,istigazione alla violenza, o violenza. Ergo la legge l'avrebbero voluta per punire chiunque manifestasse tali pensieri. Per loro TUTTE DISCRIMINAZIONI. Ecco il problema. Poi si. Io metto in discussione la buonafede e l'imparzialità dei giudici. Soprattutto su questi temi. Quindi il pericolo sarebbe stato doppio. |
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L'abominio è credere che possa essere legittimo ostacolare operazioni di polizia, e scappare se le forze dell'ordine ti intimano l'alt o vogliono fare un controllo. E pensare di poter rimanere impuniti o cavarsela come se nulla fosse. I cittadini modello si fanno I cazzi loro in primis, e non tentano di investire degli agenti cercando di guadagnarsi la fuga. Altro che "giustamente" |
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In un tribunale italiano non basta un’opinione sgradita per fare un reato; serve un pericolo concreto di violenza, e nessuna critica al concetto di genere può essere trasformata automaticamente in istigazione solo perché qualcuno si offende. Paradossalmente, visto che il testo citava esplicitamente il "sesso", quella legge avrebbe offerto per la prima volta una tutela specifica proprio contro la misoginia e le violenze sulle donne in quanto tali. |
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Se un giudice provasse a condannare qualcuno per una semplice opinione biologica o antropologica, quella sentenza verrebbe ribaltata in Appello o in Cassazione in pochi mesi, perché violerebbe l'articolo 21 della Costituzione. Il pericolo di cui parli è smentito dai fatti: sono trent'anni che esiste la Legge Mancino sulla religione, eppure nessuno è mai finito in galera per aver criticato un dogma o una fede, nonostante esistano militanti religiosi molto agguerriti. |
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