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Originariamente inviata da Hassell
(Messaggio 3097545)
Ma guarda, io ho fatto un percorso su questo argomento dell'orientamento sessuale, che mi ha portato a pensare che non c'è nulla da capire nell'omosessualità, se non che esiste, esattamente come esiste l'eterosessualità. Quindi se vogliamo farci degli studi sopra, altri studi oltre ai millemila già fatti, facciamoli pure, così ci sentiamo meglio e diamo una spiegazione razionale a ciò che sotto sotto ci turba, ok.
Ma tutto ciò non aiuta all'accettazione dell'omosessualità, che altro non è che una forma di sessualità come lo sono decine di altre forme.
Io sono arrivato a pensare che bisogna smettere di giudicare, discriminare, tollerare, financo accettare l'omosessualità come se fosse qualcosa di anormale. L'omosessualità semplicemente È. Punto.
Chi ha una opinione di qualsivoglia tipo sull'omosessualità secondo me è solo un cretino. Non bisogna averne nessuna, come non la si ha sull'eterosessualità. Essa esiste e vive indipendentemente da chi la ripudia o la vuole analizzare. Anche il troppo studio porta male. Smettiamola di vivisezionarla: gay lesbiche trans tutta la comunità LGBT ringrazierà.
L'unica cosa utile che si può fare è parlarne, sì, ma in senso amorevole, affettivo, emozionale, perché è quando queste situazioni si rompono che fa male e si soffre. Il resto sono elucubrazioni mentali che non portano a nulla.
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A me pare che zittire gli intelocutori che si fanno domande su loro stessi dicendo che farsi domande non aiuta, sia poco rispettoso della loro intelligenza. Invitare a non leggere libri perchè dicono cretinate significa trattare chi legge come un bambino un po' sciocco, che potrebbe essere turbato da tante corbellerie. Io credo invece che Gaucho sia abbastanza intelligenete da giudicare da sè.
Semplicemente mi da fastidio che i percorsi di vita di ognuno (che sono diversissimi e irripetibili) vengano ridotti ad un unica ortodossia (che è peraltro una semplificazione dei risultati delle ricerche che, come ho dimostrato, sono lungi dall'essere univoci, anche perchè appunto ogni caso è diverso).
Per quanto mi riguarda, io non ho il percorso di vita di Gaucho, ma una cosa so, e cioè che se qualcosa di buono ho raggiunto nella vita è perchè ho imparato a pensare con la mia testa, qualunque cosa pensassero gli altri di me.
Quindi puoi darmi (indirettamente e tra le righe si capisce) del cretino e dell'omofobo, ma io non mi smuovo solo per questo dalla mia opinione, anche perchè parlo alla luce di un percorso di vita che ha attraversato momenti di sofferenza e quindi queste accuse le respingo al mittente. Ai tempi della scuola ero l'unico parlare con un compagno omosessuale che veniva emarginato proprio come me.
Proprio per questo rispetto chi viene emarginato e giudicato, visto che è successo, per motivi diversi, anche a me.
Sicuramente se all'epoca mi avessero detto:"non è colpa tua se sei timido, hai una neurodivergenza" non mi sarebbe servito a nulla e anzi mi avrebbe dato fastidio perchè da una certa età in poi conoscevo benissimo tutti gli errori educativi che mi avevano portato ad essere prima un bambino obeso e poi un adolescente insicuro e introverso.
Il caso dell'omosessualità è sicuramente diverso, ma è comunque utile riflettere sulla propria storia di vita, per tutti. Questo indipendentemente dalla lettura di un libro specifico, che io ho citato semplicemente perchè concorda con alcune osservazioni che Gaucho ha fatto nel post che ha fatto partire questo filone di discussione.
Se la gente continua a trattare alcune categorie di persone con disprezzo e a emarginarle, questo non c'entra nulla con le teorie di libri che certo non leggono, ma con il fatto che bisognerebbe insegnare il rispetto degli altri, omosessuali o eterosessuali, bianchi o neri, timidi o estroversi che siano. Rispetto che ancora oggi non si insegna, anche perchè non lo si può fare con un semplice ciclo di conferenze.
Detto questo la finisco qui. Chi vuole capire capisca.