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Re: C'è qualcuno che è riuscito ad accettare il fatto di rimanere sola/o a vita?
Accettato da una vita, del resto sono sempre stato solo da piccolo e anche nell'età adulta.
Sono cresciuto nella solitudine e ora l'ho accolta. |
Re: C'è qualcuno che è riuscito ad accettare il fatto di rimanere sola/o a vita?
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Re: C'è qualcuno che è riuscito ad accettare il fatto di rimanere sola/o a vita?
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Re: C'è qualcuno che è riuscito ad accettare il fatto di rimanere sola/o a vita?
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Re: C'è qualcuno che è riuscito ad accettare il fatto di rimanere sola/o a vita?
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Ma alla fine è accaduto l'inevitabile: la saturazione, la nausea ed è finita in divorzio dopo anni di gelosie paranoiche. Prevengo la possibile obiezione: quello che ho descritto è un livello esteriore e malato; "dare tutto" ha un senso molto più profondo che comprendo. Però non restano compartimenti stagni separati, se la dimensione di coppia diventa totalizzante anche con il significato positivo di "dare tutto" alla fine penso che si arrivi alla saturazione e alla rottura. La coppia formata dai miei genitori ha funzionato benissimo non solo per un fatto generazionale ma perché ciascuno aveva i suoi spazi fisici. Mio padre il suo studio dove lavorava, mia madre lo stesso. C'era il tacito accordo di non voler mai andare nel luogo di lavoro dell'altro/a esattamente per lasciare respiro a una dimensione privata che non può mancare pena uno squilibrio piscologico. Questo per quanto riguarda la mia opinione sulla tua risposta. Riguardo alla trasmissione, secondo me il movente dominante di quella frase è stato egotismo sfrenato e una ipervalutazione di sé stessi. Vale anche per gli uomini quando pretendono la donna giovane, bellissima, illibata eccetera poi magari sono mostri che nessuna donna vorrebbe. E' questo quello che io trovo sbagliato, ovvero partire in quarta con le pretese. Se invece si partisse in modo "interlocutorio" sarebbe diverso. Ovvero ciascuno sa che è disposto a "dare tutto", ma nel senso autentico, non quello totalizzante che sfociava nel c....are mentre l'altro/a si faceva il bidet "perché noi ci amiamo" (così dicevano), e questa disposizione a dare sé stessi dovrebbe essere una conseguenza che le cose funzionano bene e non la premessa. Quella era certamente un'attrice che aveva il copione di esasperare gli animi ma non è che fosse un personaggio senza alcuna relazione con la realtà, anzi, secondo me ne è stato un ottimo esempio. |
Re: C'è qualcuno che è riuscito ad accettare il fatto di rimanere sola/o a vita?
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Re: C'è qualcuno che è riuscito ad accettare il fatto di rimanere sola/o a vita?
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Per quanto riguarda il discorso sulle pretese, io credo che dipenda molto dal carattere di una persona il pretendere o meno determinate cose e dipende anche tanto da come sono stati cresciuti. Per fare un esempio, una ragazza che conosco ha avuto il padre che le ha dato sempre tutto quello che voleva, che le dice in continuazione quanto è brava e bella. Una abituata così è normale che in un uomo voglio ritrovare tutto questo. Io invece le cose che ho avuto ho sempre dovuto meritarmele e non mi hanno mai fatto complimenti a caso. Quindi da un uomo non mi interessa che mi riempia di regali, che mi faccia da schiavo o chissà che strane pretese. Inoltre, per il tipo di carattere che ho, non riuscirei mai a stare appiccicato a qualcuno tutto il tempo. Ho bisogno dei miei spazi. Per questo trovo inutile parlarne in modo generico. |
Re: C'è qualcuno che è riuscito ad accettare il fatto di rimanere sola/o a vita?
Certo, è un'opinione rispettabile. Tanto per continuare a mettere in campo il vissuto (che è una buona idea) io ho una formazione scientifica e quando si è lontani dalla certezza della matematica e della fisica solo la statistica permette di capire le tendenze generali, in questo caso della società.
E la cosa è direttamente pertinente al topic perché questo verte sulla solitudine. Quindi dopo aver premesso io per primo che quella è un'attrice il cui ruolo è esasperare, continuo a ritenere sensato il mio approccio: se fa "audience", e la fa, è perché tocca temi e tendenze attuali che sono percepite in larghi strati della popolazione. |
Re: C'è qualcuno che è riuscito ad accettare il fatto di rimanere sola/o a vita?
Concordo con pokorny. Le pretese troppo alte portano a vivere una costante insoddisfazione. Bisogna venirsi incontro e rispettarsi, questo sta alla base di tutto secondo me. Mettersi sul piedistallo e pretendere è prima di tutto scorretto, ma anche dannoso, perché porta a non tollerare il minimo difetto nell'altra persona.
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Re: C'è qualcuno che è riuscito ad accettare il fatto di rimanere sola/o a vita?
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Re: C'è qualcuno che è riuscito ad accettare il fatto di rimanere sola/o a vita?
Non so se leggere o no quello che è scritto qua sopra.
Ho letto un po'. Mi viene da dire, intanto: -questa questione del metterla giù sul dare e l' avere, per quanto io sia fuori dai giochi, mi mette sempre tanta tristezza comunque. -Uomini e donne é puro trash e per tale va preso. - le persone a meno che non abbiano 15 anni hanno un vissuto privato significativo, nel bene e nel male, pertanto quando si approcciano ad una relazione ci arrivano col loro bagaglio di roba, e giudicare un rapporto come fosse cristallizzato nel qui e ora senza un trascorso da ambo le parti che spieghi (non sempre giustifica, ma spesso spiega) come si è arrivati a tali conclusioni, lascia un po' il tempo che trova. - Alla domanda di QWERTY rispondo con un'altra domanda: perché ci si dovrebbe relazionare con una persona "bisognosa di tutto"? E che quel tutto che le manca lo cerca nel partner? Non mi sembrano premesse ottimali. Specie ad una certa età, non mi verrebbe da "dare tutto" per il fatto che mi aspetterei di trovare una persona che non abbisogna di tutto, ad un bambino si dà tutto. Da ambo le parti mi chiederei: perché cerco persone in stato di bisogno? Perché sono bisognoso/a e vedo una relazione come soddisfazione dei bisogni? La premessa dovrebbe essere il piacere di stare assieme e condividere la strada, poi per carità se accadono delle necessità viene spontaneo aiutarsi, ma che la premessa sia l'aiuto mi fa più pensare a un rapporto di subalternità che ad una relazione matura. |
Re: C'è qualcuno che è riuscito ad accettare il fatto di rimanere sola/o a vita?
Trovare donne interessate senza contorno e impossibile sopra i 30.sopratutto più sono socialmente inserite.ho consigliato le straniere anche per questo,sopratutto uno che cambia città più facile leghi con uno di fuori.il meridione non consente questi scambi.e una cosa che si percepisce appena varchi il confine.ma una donna e interessata ad ogni aspetto di un uomo vissuto lavoro immagine estetica..comunq io non conosco il vissuto di molte donne non è che parlano con me,magari hanno un vissuto simile.nom e che quando vedo una persona per strada ho il radar.la donna italiana non è una donna alla mano o avvicinabile..
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Re: C'è qualcuno che è riuscito ad accettare il fatto di rimanere sola/o a vita?
Poi io trovo che le pretese eccessive e i "capricci" all'interno di una relazione siano una cosa parecchio infantile, le persone veramente adulte e mature, che sanno quello che vogliono, non dovrebbero avere bisogno di comportarsi in questo modo
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Re: C'è qualcuno che è riuscito ad accettare il fatto di rimanere sola/o a vita?
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Provare piacere nel passare del tempo con la persona che si ama non è il soddisfaciemnto del proprio bisogno di amare/sentirsi amati? |
Re: C'è qualcuno che è riuscito ad accettare il fatto di rimanere sola/o a vita?
ma scusa pure lo sposarsi per dire , uno si sposa perche ? perche c ha paura che sta per lasciarsi ? cosi co sto vincolo in piu magari riesce a legare l altra persona? se stai bene come stai nn hai bisogno manco di sposarti , quando le robe vanno male ti sposi , se vanno ancora peggio fai un figlio cosi proprio e'piu difficile lasciarsi ..... chi sta veramente bene con l altro nn ha bisogno de sta robba
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Re: C'è qualcuno che è riuscito ad accettare il fatto di rimanere sola/o a vita?
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Re: C'è qualcuno che è riuscito ad accettare il fatto di rimanere sola/o a vita?
Se io non fossi un solitario e ci metto pure il reddito non sufficiente per molte a 36 anni al di là che a me le donne da caviale non piacciono,avrei più interessate perché esteticamente oggi non credo manchi niente..comunq il mio era un problema legato anche al contesto dove vivevo meridionale dove non mi sono mai identificato..pero con le straniere credo sia più facile perché non stanno attente a quelle cose delle italiche o comunq di meno.a me bergamo piaceva ma vedevo donne troppo abituate a roba costosa,una piccola Milano,credo che l'utente medio con le straniere abbia veramente molte più chances..
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Re: C'è qualcuno che è riuscito ad accettare il fatto di rimanere sola/o a vita?
Se facessi una vita di clausura totale sarebbe più facile rassegnarsi, uscendo per lavoro è normale che si inneschino dinamiche imprevedibili.
Io non vorrei arrendermi mai, per un periodo l'ho fatto. Sostanzialmente durante il lockdown e anche durante i periodi miei di depressione. Inviato dal mio moto g32 utilizzando Tapatalk |
Re: C'è qualcuno che è riuscito ad accettare il fatto di rimanere sola/o a vita?
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