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Purtroppo oggi ricorrere alla repressione sembra fuori moda. |
Re: Omar è violento, ma dai
Non so chi me lha chiesto volevo dire mamma autoritaria padre diplomatico o mite,che poi vorrei capire la mamma autoritaria cosa porta,visto che siete esperti jonny depp,neanche se sapevo..comunq io tutte le donne che mi ricordano mia madre e un problema,dove c'è isteria ed egocentrismo in una donna io non mi trovo bene.
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Re: Omar è violento, ma dai
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Re: Omar è violento, ma dai
E del toro la heard non mi sembra un gesto da toro,sono molto tranquille in genere,avrà un ascendente focoso diciamo..
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Re: Omar è violento, ma dai
Poi non ho mai capito vorrei leggere la sentenza lha mai colpita si o no,mi pare che definendola una coppia disfunzionali e lui vittima di lei per questo motivo sia stato assolto..
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Re: Omar è violento, ma dai
Mi riferisco a un video che avevo visto tempo fa su fanpage in cui in America un ragazzino che veniva preso in giro a scuola ha tirato fuori in fucile in classe e ha cercato di ammazzarsi e lo hanno arrestato, nonostante non volesse ferire altre persone ma solo se stesso
EDIT Gli hanno dato 36 mesi di libertà vigilata per possesso di arma, non proprio "sbattuto dentro" come mi ricordavo |
Re: Omar è violento, ma dai
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Re: Omar è violento, ma dai
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alla fine gli istrionici sempre manipolatori sono, son solo la versione più leggera dei narcisisti |
Re: Omar è violento, ma dai
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Night fa una domanda giusta: Quote:
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Re: Omar è violento, ma dai
Che pezzaccio si è fatta la Venier
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Re: Omar è violento, ma dai
A me piace Amber Heard ha il faccino dolce :ridacchiare::timidezza:
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Re: Omar è violento, ma dai
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Re: Omar è violento, ma dai
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Re: Omar è violento, ma dai
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il decadimento fisico, aspettare che arrivi una malattia terminale che inevitabilmente arriverà se si è soli, pure dover affrontare queste cose in solitudine iniziare a perdere colpi e poi magari ritrovarsi con l'alzeimer |
Re: Omar è violento, ma dai
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Forse sarà un ovvio bias cognitivo: a ciascuno di noi pare che il proprio problema sia il peggiore del mondo. Ma in alcune cose non importanti la vita mi ha dato qualcosa. Anche non potendole più fare mi dispero meno. Non salirò più alla capanna Margherita, già 20 anni fa arrivai distrutto. Ma posso ringraziare le circostanze che avrei potuto anche non vederla mai. Se lo paragono al dolore per il non-avuto-e-mai-avrò non c'è paragone. E queste riflessioni le faccio ora che non sono morente in ospedale. Quando accadrà credo che la disperazione sarà ingestibile. Spero solo che il mio vicino sarà uno sfigato come me che ci sosterremo a vicenda e non il superfigo che chiaramente ha avuto una vita meravigliosa. Peraltro qualche anno fa dovetti fare un intervento con 2 gg di ricovero e mi capitò esattamente quel genere di tipo come compagno di stanza. Inutile dire l'effetto sentendolo parlare al telefono con le sue amiche-ammiratrici. |
Re: Omar è violento, ma dai
:pensando:
Io però ad esempio preferirei essere cieco da sempre, fin dalla nascita, piuttosto che esser nato vedente e perdere in seguito completamente la vista in breve tempo. Riguardo a certe cose è meglio non averle avute proprio piuttosto che averle avute e poi perderle. Avere un figlio e perderlo a causa di un incidente sarebbe davvero un dolore troppo grande, meglio non averne avuti proprio. Anche questo è doloroso, ma credo sia più doloroso averne uno e perderlo. Su certe cose può filare questo tipo di ragionamento su altre meno, però ha un certo senso comunque. Adattarsi ad una perdita improvvisa è difficile, uno che è ricco e perde il patrimonio subisce comunque un colpo che non subisce uno che è stato sempre un mezzo morto di fame come me insieme ad altri. E' come quando c'è un cambio di temperatura o velocità, se il cambiamento è brusco uno ci può restare secco, mentre la velocità e temperatura costanti non producono "catastrofi" di questo tipo. Comunque questa analogia regge fino ad un certo punto, non so se un miglioramento improvviso può risultare traumatico in modo analogo come accadrebbe quando un corpo accelera molto in un itervallo di tempo molto breve, mi viene in mente solo il tizio che viene colto da un infarto quando sa di aver vinto un mucchio di soldi :mrgreen:. |
Re: Omar è violento, ma dai
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Re: Omar è violento, ma dai
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E' vero che mia madre si sarebbe fatta in otto ma aveva già passato gli 80 e farla spostare per una stupidaggine mi sembrava troppo e gliel'ho detto a cose fatte. Chiaramente mi è apparsa come non mai la consapevolezza che se non muoio presto morirò lentamente magari per essere scivolato in casa e nessuno che se ne accorgerà. |
Re: Omar è violento, ma dai
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È meglio entrare in una stanza buia o in una stanza con la luce accesa che poi si spegne? Io direi la seconda perché anche se la luce si spegne all'improvviso hai comunque un'idea, un ricordo di com'era quella stanza |
Re: Omar è violento, ma dai
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Un cieco mica poi non conosce il mondo, non dovremmo conoscerlo nemmeno noi allora casomai non avessimo certi organi e sistemi percettivi? E noi non ce li abbiamo tutti così sviluppati certi sistemi percettivi, ad esempio non abbiamo certo il fiuto di un cane, il nostro mondo di odori è molto piatto rispetto a quello di certi animai, siamo dei "ciechi olfattivi". :pensando: Comunque è una cosa che probabilmente ha a che fare col fatto che altri esseri umani vedono e noi siamo ciechi, dev'essere questo che disturba molto. Certe cose complicate penso che non riuscirò mai a capirle dati i miei limiti, ma siccome sono in buona compagnia, la maggior parte delle persone non riesce, la cosa infastidisce poco. E' una questione di confronto e forse dipende anche da come viene valutata socialmente qualcosa, la cecità viene percepita come un difetto, anche questa cosa che dici che uno non conosce il mondo se è cieco mette in evidenza questa cosa. Comunque io continuo a preferire essere cieco da sempre piuttosto che diventarlo dall'oggi al domani. Penso questa cosa perché in fondo io rispetto ad un genio sono comunque un cretino, ma essendo sempre stato così non è che percepisco in modo forte questa cosa, sono cieco in relazione a certe cose e non le capirò mai, ma siccome sono stato sempre così non avverto una perdita. Percepire una perdita è una cosa che secondo me provoca sofferenza, è una cosa irrazionale ma noi siamo fatti in parte così secondo me. Uno pensa "ma non era meglio avere qualcosa in più e perderla rispetto al non averla mai avuta?" e qua secondo me si possono aprire diversi scenari, razionalmente sembra sia corretto e più conveniente avere qualcosa in più, emotivamente però le perdite repentine colpiscono un sistema. Magari sbrocca la persona che ha avuto un figlio e l'ha perso mentre quella che non li ha mai avuti subisce una tristezza diluita nel tempo che non la fa sbroccare mai a quel livello. La stessa persona potrebbe sbroccare nel primo caso e non sbroccare nel secondo eppure a livello razionale è una situazione migliore, si ha qualcosa in più. O forse è una cosa che ha a che fare con le aspettative, uno che ha osservato l'andazzo non si aspetta più di avere figli, l'altro che l'ha avuto si aspetta che sopravviverà. Comunque lo vedo che ci sono questi picchi di sofferenza in concomitanza a delle perdite repentine che non dovrebbero esserci ma ci sono. La persona che non ha subito una perdita non avverte mai questi picchi di sofferenza anche se una cosa non l'ha mai avuta, eppure vive costantemente nella condizione in cui inizia a vivere l'altro, dovrebbe provarla in continuazione quella cosa, invece non prova mai questo picco, che superati certi livelli secondo può distruggere o danneggiare certi sistemi. Se dovessi rappresentare la cosa con un grafico in funzione del tempo, direi che un tizio che è sempre vissuto in condizioni modeste vive in uno stato di disagio costante che so pari a 30 maggiore rispetto a un tizio che vive meglio e magari prova un disagio pari a 3, ma quando il tizio che vive meglio dall'oggi al domani subisce un'ingente perdita che lo porta nelle stesse condizioni di vita del tizio disagiato, che prova un livello di disagio 30, percepirà un picco di disagio elevatissimo in quel frangente e che può superare i 30 che il tizio che è vissuto sempre male prova in continuazione nella sua esistenza. Poi magari se il sistema del tizio che vive meglio regge e non subisce danni, scende allo stesso livello 30 dell'altro, ma ci sono questi picchi secondo me. Uno che non ha figli non è che piange tutti i giorni come il tizio che dall'oggi al domani ne ha perduto uno. E' una cosa che si può osservare empiricamente per me che percepiamo mediamente questa cosa qua, è una cosa irrazionale, ma mi sa che siamo fatti proprio così. Percepiamo più per contrasto forse, e il sentimento di disagio o sofferenza è regolato così. Se si riescono a reggere questi picchi e li si tollera è meglio avere qualcosa e perderla, ma se non li si riesce a reggere, delle perdite possono essere più devastanti del vivere costantemente in perdita. Per questo delle persone potrebbero aver paura di migliorare il tenore della propria vita se non sono abbastanza sicure di poterlo rendere stabile. A naso immagino che più la perdita è ingente più si percepirà elevato il picco. |
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