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Potrei già saperlo, nel senso che fin da piccolo sono sempre stato convinto che morirò a 42 anni, ne ho 37, quindi non tra moltissimo. Ricordo che lo dicevo quando in famiglia si parlava di conoscenti che venivano a mancare, "io morirò a 42 anni", beccandomi puntualmente il "non si dicono queste cose che passa l angelo". Chi è del sud può capirla.
Ad essere onesto non ricordo precisamente se indicavo il mio quarantaduesimo anno di età come fine della mia esistenza, ricordo che era sicuramente nei 40, era un numero pari perché sono fissato con questi e mal sopporto i numeri dispari. Quindi, 42, 46 o 48 (non erano certamente 40 e 44). Questo pensiero era sparito dopo gli anni dell infanzia anche se in me una certa sensazione di "avere poco tempo" è stata sempre presente, poi è ritornato prepotentemente negli ultimi mesi, banalmente parlando in famiglia di ricordi e cazzate varie che si facevano o dicevano da ragazzi. Ne ho parlato con la mia terapeuta qualche settimana fa e sono rimasto a dir poco incuriosito dalla sua risposta. "E se fosse il ricordo di una vita precedente ?"
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