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Vecchio 18-06-2020, 22:31   #61
Esperto
L'avatar di Equilibrium
 

Entrare in contatto con l 'io autentico é molto difficile, perché per farlo bisogna smettere di giudicare e giudicarsi, bisogna smettere di credere di essere, cioè abbandonare i riferimenti della proiezione dell' immagine di sé. In buona sostanza bisogna smettere di pensare.
Ed é per questo che é difficile, perché se nn smetti di pensare nn puoi entrarci in contatto. Creare una linea diretta col profondo significa abbattere tutti i filtri che la mente ha costruito nel tempo. Per farlo poi c'è bisogno anche di essere consapevoli che tutte queste barriere esistono. Non pensare, dimenticarsi di sé é difficile.

Ultima modifica di Equilibrium; 18-06-2020 a 22:33.
Vecchio 18-06-2020, 22:41   #62
Intermedio
 

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Originariamente inviata da Equilibrium Visualizza il messaggio
Entrare in contatto con l 'io autentico é molto difficile, perché per farlo bisogna smettere di giudicare e giudicarsi, bisogna smettere di credere di essere, cioè abbandonare i riferimenti della proiezione dell' immagine di sé. In buona sostanza bisogna smettere di pensare.
Ed é per questo che é difficile, perché se nn smetti di pensare nn puoi entrarci in contatto. Creare una linea diretta col profondo significa abbattere tutti i filtri che la mente ha costruito nel tempo. Per farlo poi c'è bisogno anche di essere consapevoli che tutte queste barriere esistono. Non pensare, dimenticarsi di sé é difficile.
In un certo senso è così. Smettere di pensare, soprattutto di giudicare. Ma per cercare il contatto si deve pensare di volerlo, quindi è già un pensiero. Un casino...

@JR a me non ha mai convinto sta cosa di Io Es Sé et similia.

@Inosservato è vero, contano anche le nostre maschere che ci modificano pure dentro. Però poi la maschera la dobbiamo levare, e per quanto ci abbia cambiato più sotto rimaniamo noi e dobbiamo vederci.
Vecchio 18-06-2020, 22:59   #63
Esperto
L'avatar di Equilibrium
 

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Originariamente inviata da Palla Visualizza il messaggio
In un certo senso è così. Smettere di pensare, soprattutto di giudicare. Ma per cercare il contatto si deve pensare di volerlo, quindi è già un pensiero. Un casino...
E uno stato difficile da raggiungere e non é mai duraturo.
Ma io penso che a volte ci entriamo in contatto, anche se per poco, in modo spontaneo. Può capitare per esempio quando entriami n contatto con un essere autentico, che può essere rappresentato da un neonato, un cane, un gatto, un coniglio, una persona down, per fare degli esempi.
Vecchio 19-06-2020, 10:54   #64
Esperto
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Originariamente inviata da Palla Visualizza il messaggio
In un certo senso è così. Smettere di pensare, soprattutto di giudicare. Ma per cercare il contatto si deve pensare di volerlo, quindi è già un pensiero. Un casino...

@JR a me non ha mai convinto sta cosa di Io Es Sé et similia.

@Inosservato è vero, contano anche le nostre maschere che ci modificano pure dentro. Però poi la maschera la dobbiamo levare, e per quanto ci abbia cambiato più sotto rimaniamo noi e dobbiamo vederci.
Be in realtà non c'è molto di cui convincersi, Jung parlava di anima e cose molto astratte ma a mio avviso Sè, Io, sono solo un modo per definire qualcosa che potremmo ridurre, molto semplicemente in Genetica VS Psiche (o almeno, io li identifico in questo). La Psiche è comunque sempre condizionata dall'esterno, da quello che ci insegnano, da quello che "assorbiamo" dal mondo al di fuori di noi, Sè è il nostro "programma" interno. I tuoi pensieri non potranno mai essere "staccati" dai condizionamenti esterni, ma se smettiamo di ascoltare questo continuo "vociare" che ci arriva dall'io possiamo sentire quello che ci arriva da di dentro.

Da questo conflitto tra Io ed Sè derivano tutte le nostre nevrosi, ad esempio io ho sempre voluto realizzarmi, laurearmi, ma non è la mia natura, seguire un percorso di studi accademico non è la mia natura, io apprendo meglio da sola, spinta dalla mia sola curiosità, forzando la mia natura (iscrivendomi all'università perchè volevo a tutti i costi laurearmi, anche perchè vedevo che era quello che facevano tutti, dunque condizionamento esterno) ero diventata nevrotica, infelice. Quindi devo rinunciare al mio sogno di realizzarmi? No, (senza i nostri sogni, aspirazioni, senza il nostro ego diventiamo semplicemente "delle macchine" che vivono andando avanti per inerzia seguendo un "programma biologico", infatti l'ego non è il male come pensano in tanti, ma va comunque sempre integrato al nostro Sè) ma lo devo fare a modo mio, secondo quella che è la mia natura.

Ultima modifica di JR_Reloaded; 19-06-2020 a 11:12.
Vecchio 20-06-2020, 05:07   #65
XL
Esperto
L'avatar di XL
 

Condivido di più l'interpretazione di JR_Reloaded, nel senso che non è che c'è una qualcosa di noi vero che va contro qualcosa di falso, ci sono due pezzi di noi che vanno uno contro l'altro per certi motivi.
Io ad esempio sono andato a scuola non perché mi piacesse in sé ma per pressioni sociali, ma non è che ci sono andato in base a qualcosa di falso, è sempre un aspetto di me che, relazionandosi col contesto, mi ha spinto a fare una cosa del genere, l'altra parte di me avrebbe voluto giocare o fare altro. Probabilmente la prima è stata più forte della seconda in quel contesto.
Poi ci sta che magari una persona fa qualcosa senza sapere perché la fa e le reali motivazioni per cui la fa, ma alla fine lo stesso mi sembra scorretto dire che quel che fa sia in qualche modo falso o inautentico, qua al più si può dire che non sia consapevole del perché fa qualcosa ma non che quel che fa non è autentico.

Per me può essere anche che si sia autenticamente indecisi, perché anche questa cosa che esiste di sicuro una situazione che non ci lascerà divisi non è mica così certa.

Se c'è una parte di noi sociale che vuole accontentare gli altri (la mamma o chi per lei) e un'altra parte di noi che desidera fare una cosa per altri motivi io ci leggo un conflitto e non uno scontro tra qualcosa di autentico contro qualcosa di inautentico. Non è proprio corretto poi sostenere che il vero io vuole fare una cosa e l'altro, il falso, ne vuole fare un'altra, mi sembra più corretto dire che ci sono alcune esigenze sociali che vanno contro altri aspetti di noi in quel contesto e si dovrà quindi poi rilevare quale delle due motivazioni sia più forte, ammesso che una delle due lo sia, perché come ho scritto prima non è così sicuro che debba esserci e si potrebbe restare comunque in uno stato di indecisione interna.

Per me anche ammesso che si arrivi a conoscere tutte le motivazioni per cui si fa qualcosa non è mai sicuro che si riuscirà ad uscire dal conflitto.

Ammesso anche che ci siano aspetti acquisiti della personalità ed aspetti più innati, per me non è che poi gli aspetti acquisiti siano falsi.

Cosa conviene fare in assoluto non si sa, tanto resta tutto sempre un po' appeso. Negli stati di indecisione alcuni assumono il rischio di decidere momentaneamente qualcosa senza manco sapere se sarà la scelta giusta.

L'idea che c'è questo stato idialliaco in cui si conosce tutto di sé e del mondo e che grazie a questa conoscenza la decisione verrà presa con convinzione assoluta forse non c'è, le persone decisioniste a me sembra che assumano molti rischi, si trovano comunque divise, ma tagliano la corda che tiene unite le due metà buttandone via una, per il momento, per vedere poi cosa succederà, tanto può essere che avranno ragione tanto può essere che imboccano una strada sbagliata. Ecco le due metà unite dalla corda...



Poi dall'altra parte ci sono quelle che restano appese e che quella corda non la tagliano mai, e anche questo è un altro modo di continuare.
In realtà penso che dell'altra parte uno non se ne libera veramente, quando tagli la corda cerchi di potenziare una delle due per risolvere il conflitto, l'altra se si è fortunati, diventa solo più piccola ma continua ad esserci.

Per me questa descrizione che divide in autentico/non autentico è ancora una forma di difesa che ci assicura che una delle due parti è assolutamente nostra e l'altra assolutamente non nostra e che scegliendo la parte nostra si risolve tutto, io non penso che le cose stiano così, non condivido questo modo di descrivere le cose.

Ultima modifica di XL; 20-06-2020 a 06:11.
Vecchio 21-06-2020, 07:04   #66
Intermedio
 

@XL alcune cose che scrivi le trovo condivisibili. Però non capisco perché metti in contrapposizione le esigenze sociali, o il voler rispondere alle aspettative sociali, rispetto a desideri più "interni". Io non ho mai parlato di dubbi tra il voler accontentare gli altri e il voler accontentare me. Nella mia ricerca non c'è proprio spazio per le aspettative altrui, sono tutti dubbi che riguardano mie esigenze e miei desideri.
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