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Discussione: Mal che andrà, lo ripeto, sarà un successo. Rispondi alla discussione
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09-01-2008 21:45
HurryUp
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Originariamente inviata da Jes
la filosofia e le sue regole non mi aiuta perchè è lo stesso uomo ad averla inventata questi sono ragionamenti umani..
La logica non è una facoltà umana, è una proprietà naturale.
Se neghi questo fatto neghi la tua stessa rappresentazione della realtà: se neghi che la logica sia una proprietà della realtà non potresti spiegare perchè funzionano i computer, perchè funziona la scienza.
Cosa intendi per filosofia? Una serie di argomentazioni logiche fatte dall'osservazione della realtà? Allora anche tu stai facendo filosofia, per il solo fatto di argomentarmi logicamente il tuo pensiero.
Quote:
Originariamente inviata da Jes
io cerco di avvicinarmi il più possibile a qualcosa che di ragionamenti uomani non ha niente cioè la natura per questo devo perdere ogni pregiudizio umano per avvicinarmi ad essa.
La logica però non è un pregiudizio umano, è questo che ti sfugge: la logica è una proprietà della realtà.
Sono i simboli logici usati dall'uomo (le lettere, i simboli per descrivere i numeri, etc...) ad essere umani, ma la logica che rappresentano è reale, altrimenti non ci sarebbe una spiegazione migliore per spiegare perchè funziona la tecnologia e perchè la realtà presenta un ordine logico e non caotico.
Quote:
Originariamente inviata da Jes
io vorrei poter dire esiste Dio esiste solo uno spirito.. sarebbe troppo facile il fatto è che è più semplice credere che l'uomo sia solo un ammasso di cellule perchè in questo trovo una risposta..
non è così scontato: dire che la coscienza sia un epifenomeno delle cellule e nient'altro sposterebbe solo il problema all'analisi di cosa sono le cellule.
Il teorema di Godel poi ha dimostrato come sia bassa la plausibilità che la coscienza possa essere uno stato completamente immanente alle cellule.
Quote:
Originariamente inviata da Jes
infatti io penso perchè se viene lesionata una parte del cervello noi perdiamo una capacità? perchè una persona che ha difetti genetici resta menomata e non può sviluppare la personalità di una persona normale?
perdere delle facoltà non vuol dire perdere l'esistenza.
Immagina che perdiamo piano piano tutte le parti del cervello, una dopo l'altra, finchè le perdiamo tutte... a questo punto sei sicura che ci sia il nulla? Magari avremmo perso solo i sensi fisici che ci fanno captare la realtà con quei sensi particolari del cervello.
Quote:
Originariamente inviata da Jes
ok potresti dirmi tutti hanno uno spirito.. va bene.. ma se quello spirito esiste perde totalmente la personalità fuori dal corpo.. perde la memoria.. e che cosa resta? una luce? che cosa sono io senza il mio carattere, il mio modo di essere il mio modo di ragionare? non sn forse identica ad altre insulse luci? ?
Lasciamo perdere termini come "spirito" che evocano figure che confondono le idee.
Puoi però definire la tua essenza, come quella proprietà da cui derivano tutte le tue proprietà, in questo caso, noi perdiamo tutte le nostre proprietà (che definiscono la nostra identità) solo se perdiamo la nostra essenza (e l'essenza non è qualcosa di metafisico, è quella proprietà concreta da cui derivano tutte le altre)
Quote:
Originariamente inviata da Jes
abbiamo una scadenza fa parte delle vita l'uomo non vuole accettarlo per istinto di conservazione ma il fatto è che noi un giorno moriremo e non saremo più niente.. il nostro corpo ritornerà terra e poi fiori alberi piante..
l'individualità non esiste siamo una immensa massa che ora si divide ora si riunisce il fatto è che tutto questo per me non ha senso perchè vorrei restare un individuo per sempre ma non mi sarà possibile non ci sarà possibile.
Non è l'istinto di conservazione che mi fa rifiutare la tesi che la coscienza cessa con la morte, è la logica.
Non esiste nessun passaggio logico, nei modelli scientifici ortodossi, che permetta di dedurre che la coscienza cessi con la morte del cervello.
Inoltre, non ha senso dire che qualcosa diventa nulla, perchè il nulla non esiste, è solo un segno, un simbolo che tracciamo per definire l'assenza di qualcosa.
Sono sottigliezze logiche, ma il fatto che siano sottigliezze non vuol dire che siano meno logiche dell'affermazione 1+1=2.

Il teorema di Godel dimostra che nessun sistema assiomatico può raggiungere le proprietà della coscienza (tipo la proprietà di costruire continui meta-linguaggi): questo implica che la cosicenza non può essere la risultante di un processo immanente del cervello, ma che ci debba essere un collegamento tra due livelli diversi (infatti Godel esprimeva questo fatto dicendo che il cervello è un calcolatore connesso a uno spirito).

La logica è universale, i simboli sono casuali e soggettivi.
Le lettere che ci stiamo scambiando sono simboli casuali, ma le deduzioni logiche che rappresentano sono oggettive.
Per questo i corpi fisici vengono chiamati "corpi logici".
La coerenza è una proprietà logica, questo significa che un sistema di pensiero che permette un incoerenza non può essere reale (non gli si può associare un corpo logico).
Anche un sistema logico coerente può essere falso, se non è associato a un corpo logico (la teologia può essere coerente, ma non ha corpo logico).

Sicuramente la coscienza umana ha un limite a cui tende senza raggiungerlo: questo limite non può essere il nulla.
Possiamo dire che questo limite è qualcosa, senza sbilanciarci a tentare di dire cos'è, così non cadiamo nell'errore di costruire teorie senza corpo logico.
Ma il limite è una certezza, e è una certezza anche il fatto che il limite non può essere il nulla.
09-01-2008 20:40
Jes
Quote:
Forse è vero che le persone non possono sapere cosa è giusto e cosa è sbagliato, però possono sapere con certezza cosa è coerente e cosa è incoerente... non è una garanzia di verità ma almeno è un filtro per una buona quantità di errori.
Forse io inconsciamente sto tentando di convincerti a cambiare idea, ma forse tutti, quando comunicano, cercano inconsciamente di far cambiare idea agli altri, anche se non sono molto certo di quest'ultima affermazione
cerco di osservare i fatti nel modo più naturale possibile non so se questo è giusto o sbagliato però è l'unico modo secondo il mio pensiero per avvicinarmi alla raltà delle cose.. la filosofia e le sue regole non mi aiuta perchè è lo stesso uomo ad averla inventata questi sono ragionamenti umani.. io cerco di avvicinarmi il più possibile a qualcosa che di ragionamenti uomani non ha niente cioè la natura per questo devo perdere ogni pregiudizio umano per avvicinarmi ad essa.
io vorrei poter dire esiste Dio esiste solo uno spirito.. sarebbe troppo facile il fatto è che è più semplice credere che l'uomo sia solo un ammasso di cellule perchè in questo trovo una risposta..
infatti io penso perchè se viene lesionata una parte del cervello noi perdiamo una capacità? perchè una persona che ha difetti genetici resta menomata e non può sviluppare la personalità di una persona normale?
ok potresti dirmi tutti hanno uno spirito.. va bene.. ma se quello spirito esiste perde totalmente la personalità fuori dal corpo.. perde la memoria.. e che cosa resta? una luce? che cosa sono io senza il mio carattere, il mio modo di essere il mio modo di ragionare? non sn forse identica ad altre insulse luci?
abbiamo una scadenza fa parte delle vita l'uomo non vuole accettarlo per istinto di conservazione ma il fatto è che noi un giorno moriremo e non saremo più niente.. il nostro corpo ritornerà terra e poi fiori alberi piante..
l'individualità non esiste siamo una immensa massa che ora si divide ora si riunisce il fatto è che tutto questo per me non ha senso perchè vorrei restare un individuo per sempre ma non mi sarà possibile non ci sarà possibile.
09-01-2008 16:37
HurryUp forse sembra che i miei discorsi siano astratti perchè la quantità di dati che elaboro nella mia mente sono talmente tanti che sfugge la loro attinenza con la realtà, ma le mie deduzioni sono uguali a quelle che farei per concludere che 1+1=2, infondo non riesco a non considerare anche la tua filosofia di vita una teoria sulla vita, nel momento in cui ne parli (la traduci in simboli verbali, cioè in operazioni logiche).
Restare ancorati alla realtà impone di non poter fare deduzioni come la mancanza di senso della realtà, perchè questa deduzione, per essere fatta, presuppone un'astrazione dalla realtà e un giudizio generale su di essa.
Forse è vero che le persone non possono sapere cosa è giusto e cosa è sbagliato, però possono sapere con certezza cosa è coerente e cosa è incoerente... non è una garanzia di verità ma almeno è un filtro per una buona quantità di errori.
Forse io inconsciamente sto tentando di convincerti a cambiare idea, ma forse tutti, quando comunicano, cercano inconsciamente di far cambiare idea agli altri, anche se non sono molto certo di quest'ultima affermazione.
Beh comunque, che io inconsciamente voglia convincerti o meno, quello che dovevo dire l'ho detto
09-01-2008 16:09
Jes
Re: Mal che andrà, lo ripeto, sarà un successo.

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Originariamente inviata da HurryUp2
Quote:
Originariamente inviata da Jes
Quote:
Originariamente inviata da HurryUp2
Quote:
Originariamente inviata da Jes
io credo che la vita non abbia un senso moriremo e non saremo più niente.. quindi ogni persona si viva la vita un pò come vuole senza farsi troppe seghe mentali.. faccia quello che si sente quello per cui è ispirata..
la vita è una sola una grande opportunità per noi che possiamo viverla..
io penso che ogni persona vive la vita a suo modo.. magari tante persone che ora sn morte avranno realizzato tante cose.. altre nessuna.. ma il fatto è che le cose che queste persone hanno realizzato o non hanno realizzato non hanno nessun significato.. però gli hanno procurato della gioia del piacere.. della sofferenza del dolore.. tanti sentimenti.. non chiediamoci come sarà il viaggio ma concentriamoci sul presente su noi stessi sulla nostra felicità..
la vita è una sola vissuta in modo diverso da tante persone.. non esiste una vita sbagliata perchè la vita in se non ha senso esiste solo una vita che ci può dare della felicità.. ma quella felicità la possiamo avere solo restando noi stessi e vivendo la vita che dentro di noi vogliamo.
Su questo devo dissentire fortemente. Sono d’accordo sul fatto che non dobbiamo frustrare la nostra mente a cercare di spiegare cosa succederà dopo la morte (non sappiamo ancora che tipo di processo è quello che chiamiamo “io”, come si genera dal cervello, figuriamoci se possiamo intuire “cosa” diventerà dopo la morte).
Però sono contrario anche all’affermazione che la realtà non abbia un senso.
Se togliamo il senso alla realtà togliamo il fondamento ontologico all’essere. Se identifichiamo nel nulla il senso della realtà produciamo un assurdo, perché il nulla è solo un operatore logico, che esiste solo se esiste “qualcosa”, quindi non c’è scampo: non si può dire che la vita non ha senso: sarebbe un salto mortale nell’assurdo.

Sul piano induttivo poi, Godel ha fatto notare come sia più plausibile credere che dopo la morte ci sia qualcosa piuttosto che il nulla, con questa argomentazione:

“la parte più consistente e soddisfacente dell’apprendimento avverrà nella prossima vita, facendo tesoro dei ricordi, memorie latenti, e comprendendo per la prima volta il senso delle nostre esperienze. L’essenza umana deve esistere in qualche modo, o esisterà. Non si capisce altrimenti perché Dio non abbia fatto le persone in modo che esse comprendessero nel modo giusto la loro condizione fin dall’inizio”.

E ricordo che Godel usava termini come “essenza” e “Dio” in accezione logica/formale, non romantica emotiva, cioè, è un’argomentazione forte dal punto di vista logico, non solo dal punto di vista dell’emozionalità intuitiva.

Il fondamento logico di queste induzioni lo percepiremo sicuramente nel momento della morte, quando la nostra mente non potrà più distrarsi con altri pensieri, fingendo di non essere interessata al problema! C’è chi invece queste riflessioni le fa molto prima di morire, cioè si prepara psicologicamente, non aspetta che arrivi il giorno fatale per pensarci.

Secondo me però non si tratta di una banale questione intellettuale, perché il punto di vista nichilistico ha anche effetti pratici, per esempio, se si crede che la realtà non abbia un senso, sarebbe facile giustificare l’etica basata sulla vendetta (e viceversa sarebbe sarebbe anche difficile non giustificarla), rispetto a etiche che percepiamo come più civili.
posso darti torto come ragione.. nel senso che non si trova una risposta a quello che ci sarà dopo. questa è la mia filosofia di vita.. credendo fortemente alla scienza.. sono atea convinta credo che dopo la morte non ci sia niente..
la vita non ha senso per me.. cioè noi siamo solo corpo non abbiamo un' anima.. questo è il mio pensiero.. tuttora io non accetto l'annientamento del mio essere.. però sarebbe come non guardare in faccia la realtà se non lo pensassi
può darsi che la vita abbia un senso.. per me non ne ha perchè se avesse un senso noi non saremmo annientati dopo la morte.. quello che abbiamo fatto è stato solo il piacere di fare qualcosa, una passione la voglia di possesso la voglia di realizzazione il fatto è che queste cose hanno un valore momentaneo per noi ma non un valore assoluto per la vita stessa.

"perchè guardare un film se poi deve finire? non c'è un motivo, non c'è un vero significato.. solo per il piacere di guardarlo"
vale lo stesso concetto per la vita.
Quando si finisce di guardare un film si è ancora esistenti, se mai non esisti più al livello immedesimato con i personaggi del film, ma a un livello superiore continuo a esistere.
Il fatto è che l'affermazione che non ci sia un senso nell'essere porta a dei paradossi logici, se credi nella scienza credi anche nella logica.
Con il teorema di Godel si è scoperto che il concetto di dimostrabilità è più debole del concetto di verità.
Le implicazioni di questo fatto sono che non è detto che se una cosa è indimostrabile (per esempio, il senso della vita) quella cosa non è vera.
E poi resta il problema che il nulla è un operatore logico (simile al "non").
Una cosa non può trasformarsi in un operatore logico (una casa non può diventare un "se", una molecola non può diventare un "ma", il mondo non può diventare un "non", o un "non essere"), se dico che il mondo diventa un non essere, faccio una confusione di livelli, questo è quello che mi dice la logica, volevo solo fartelo notare.
tu avrai sicuramente ragione e io avrò sicuramente torto.. però questa è la mia filosofia di vita io credo in questo. non credo molto alle teorie che parlano della vita perchè nessuna persona sa cosa è giusto e sa cosa e sbagliato.(e poi molte volte queste teorie sono l'una il contrario dell'altra)
mi baso sui fatti sulla natura (roba più tecnica) e per me è così.
09-01-2008 15:39
HurryUp2
Re: Mal che andrà, lo ripeto, sarà un successo.

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Originariamente inviata da Jes
Quote:
Originariamente inviata da HurryUp2
Quote:
Originariamente inviata da Jes
io credo che la vita non abbia un senso moriremo e non saremo più niente.. quindi ogni persona si viva la vita un pò come vuole senza farsi troppe seghe mentali.. faccia quello che si sente quello per cui è ispirata..
la vita è una sola una grande opportunità per noi che possiamo viverla..
io penso che ogni persona vive la vita a suo modo.. magari tante persone che ora sn morte avranno realizzato tante cose.. altre nessuna.. ma il fatto è che le cose che queste persone hanno realizzato o non hanno realizzato non hanno nessun significato.. però gli hanno procurato della gioia del piacere.. della sofferenza del dolore.. tanti sentimenti.. non chiediamoci come sarà il viaggio ma concentriamoci sul presente su noi stessi sulla nostra felicità..
la vita è una sola vissuta in modo diverso da tante persone.. non esiste una vita sbagliata perchè la vita in se non ha senso esiste solo una vita che ci può dare della felicità.. ma quella felicità la possiamo avere solo restando noi stessi e vivendo la vita che dentro di noi vogliamo.
Su questo devo dissentire fortemente. Sono d’accordo sul fatto che non dobbiamo frustrare la nostra mente a cercare di spiegare cosa succederà dopo la morte (non sappiamo ancora che tipo di processo è quello che chiamiamo “io”, come si genera dal cervello, figuriamoci se possiamo intuire “cosa” diventerà dopo la morte).
Però sono contrario anche all’affermazione che la realtà non abbia un senso.
Se togliamo il senso alla realtà togliamo il fondamento ontologico all’essere. Se identifichiamo nel nulla il senso della realtà produciamo un assurdo, perché il nulla è solo un operatore logico, che esiste solo se esiste “qualcosa”, quindi non c’è scampo: non si può dire che la vita non ha senso: sarebbe un salto mortale nell’assurdo.

Sul piano induttivo poi, Godel ha fatto notare come sia più plausibile credere che dopo la morte ci sia qualcosa piuttosto che il nulla, con questa argomentazione:

“la parte più consistente e soddisfacente dell’apprendimento avverrà nella prossima vita, facendo tesoro dei ricordi, memorie latenti, e comprendendo per la prima volta il senso delle nostre esperienze. L’essenza umana deve esistere in qualche modo, o esisterà. Non si capisce altrimenti perché Dio non abbia fatto le persone in modo che esse comprendessero nel modo giusto la loro condizione fin dall’inizio”.

E ricordo che Godel usava termini come “essenza” e “Dio” in accezione logica/formale, non romantica emotiva, cioè, è un’argomentazione forte dal punto di vista logico, non solo dal punto di vista dell’emozionalità intuitiva.

Il fondamento logico di queste induzioni lo percepiremo sicuramente nel momento della morte, quando la nostra mente non potrà più distrarsi con altri pensieri, fingendo di non essere interessata al problema! C’è chi invece queste riflessioni le fa molto prima di morire, cioè si prepara psicologicamente, non aspetta che arrivi il giorno fatale per pensarci.

Secondo me però non si tratta di una banale questione intellettuale, perché il punto di vista nichilistico ha anche effetti pratici, per esempio, se si crede che la realtà non abbia un senso, sarebbe facile giustificare l’etica basata sulla vendetta (e viceversa sarebbe sarebbe anche difficile non giustificarla), rispetto a etiche che percepiamo come più civili.
posso darti torto come ragione.. nel senso che non si trova una risposta a quello che ci sarà dopo. questa è la mia filosofia di vita.. credendo fortemente alla scienza.. sono atea convinta credo che dopo la morte non ci sia niente..
la vita non ha senso per me.. cioè noi siamo solo corpo non abbiamo un' anima.. questo è il mio pensiero.. tuttora io non accetto l'annientamento del mio essere.. però sarebbe come non guardare in faccia la realtà se non lo pensassi
può darsi che la vita abbia un senso.. per me non ne ha perchè se avesse un senso noi non saremmo annientati dopo la morte.. quello che abbiamo fatto è stato solo il piacere di fare qualcosa, una passione la voglia di possesso la voglia di realizzazione il fatto è che queste cose hanno un valore momentaneo per noi ma non un valore assoluto per la vita stessa.

"perchè guardare un film se poi deve finire? non c'è un motivo, non c'è un vero significato.. solo per il piacere di guardarlo"
vale lo stesso concetto per la vita.
Quando si finisce di guardare un film si è ancora esistenti, se mai non esisti più al livello immedesimato con i personaggi del film, ma a un livello superiore continuo a esistere.
Il fatto è che l'affermazione che non ci sia un senso nell'essere porta a dei paradossi logici, se credi nella scienza credi anche nella logica.
Con il teorema di Godel si è scoperto che il concetto di dimostrabilità è più debole del concetto di verità.
Le implicazioni di questo fatto sono che non è detto che se una cosa è indimostrabile (per esempio, il senso della vita) quella cosa non è vera.
E poi resta il problema che il nulla è un operatore logico (simile al "non").
Una cosa non può trasformarsi in un operatore logico (una casa non può diventare un "se", una molecola non può diventare un "ma", il mondo non può diventare un "non", o un "non essere"), se dico che il mondo diventa un non essere, faccio una confusione di livelli, questo è quello che mi dice la logica, volevo solo fartelo notare.
09-01-2008 15:14
Jes
Re: Mal che andrà, lo ripeto, sarà un successo.

Quote:
Originariamente inviata da HurryUp2
Quote:
Originariamente inviata da Jes
io credo che la vita non abbia un senso moriremo e non saremo più niente.. quindi ogni persona si viva la vita un pò come vuole senza farsi troppe seghe mentali.. faccia quello che si sente quello per cui è ispirata..
la vita è una sola una grande opportunità per noi che possiamo viverla..
io penso che ogni persona vive la vita a suo modo.. magari tante persone che ora sn morte avranno realizzato tante cose.. altre nessuna.. ma il fatto è che le cose che queste persone hanno realizzato o non hanno realizzato non hanno nessun significato.. però gli hanno procurato della gioia del piacere.. della sofferenza del dolore.. tanti sentimenti.. non chiediamoci come sarà il viaggio ma concentriamoci sul presente su noi stessi sulla nostra felicità..
la vita è una sola vissuta in modo diverso da tante persone.. non esiste una vita sbagliata perchè la vita in se non ha senso esiste solo una vita che ci può dare della felicità.. ma quella felicità la possiamo avere solo restando noi stessi e vivendo la vita che dentro di noi vogliamo.
Su questo devo dissentire fortemente. Sono d’accordo sul fatto che non dobbiamo frustrare la nostra mente a cercare di spiegare cosa succederà dopo la morte (non sappiamo ancora che tipo di processo è quello che chiamiamo “io”, come si genera dal cervello, figuriamoci se possiamo intuire “cosa” diventerà dopo la morte).
Però sono contrario anche all’affermazione che la realtà non abbia un senso.
Se togliamo il senso alla realtà togliamo il fondamento ontologico all’essere. Se identifichiamo nel nulla il senso della realtà produciamo un assurdo, perché il nulla è solo un operatore logico, che esiste solo se esiste “qualcosa”, quindi non c’è scampo: non si può dire che la vita non ha senso: sarebbe un salto mortale nell’assurdo.

Sul piano induttivo poi, Godel ha fatto notare come sia più plausibile credere che dopo la morte ci sia qualcosa piuttosto che il nulla, con questa argomentazione:

“la parte più consistente e soddisfacente dell’apprendimento avverrà nella prossima vita, facendo tesoro dei ricordi, memorie latenti, e comprendendo per la prima volta il senso delle nostre esperienze. L’essenza umana deve esistere in qualche modo, o esisterà. Non si capisce altrimenti perché Dio non abbia fatto le persone in modo che esse comprendessero nel modo giusto la loro condizione fin dall’inizio”.

E ricordo che Godel usava termini come “essenza” e “Dio” in accezione logica/formale, non romantica emotiva, cioè, è un’argomentazione forte dal punto di vista logico, non solo dal punto di vista dell’emozionalità intuitiva.

Il fondamento logico di queste induzioni lo percepiremo sicuramente nel momento della morte, quando la nostra mente non potrà più distrarsi con altri pensieri, fingendo di non essere interessata al problema! C’è chi invece queste riflessioni le fa molto prima di morire, cioè si prepara psicologicamente, non aspetta che arrivi il giorno fatale per pensarci.

Secondo me però non si tratta di una banale questione intellettuale, perché il punto di vista nichilistico ha anche effetti pratici, per esempio, se si crede che la realtà non abbia un senso, sarebbe facile giustificare l’etica basata sulla vendetta (e viceversa sarebbe sarebbe anche difficile non giustificarla), rispetto a etiche che percepiamo come più civili.
posso darti torto come ragione.. nel senso che non si trova una risposta a quello che ci sarà dopo. questa è la mia filosofia di vita.. credendo fortemente alla scienza.. sono atea convinta credo che dopo la morte non ci sia niente..
la vita non ha senso per me.. cioè noi siamo solo corpo non abbiamo un' anima.. questo è il mio pensiero.. tuttora io non accetto l'annientamento del mio essere.. però sarebbe come non guardare in faccia la realtà se non lo pensassi
può darsi che la vita abbia un senso.. per me non ne ha perchè se avesse un senso noi non saremmo annientati dopo la morte.. quello che abbiamo fatto è stato solo il piacere di fare qualcosa, una passione la voglia di possesso la voglia di realizzazione il fatto è che queste cose hanno un valore momentaneo per noi ma non un valore assoluto per la vita stessa.

"perchè guardare un film se poi deve finire? non c'è un motivo, non c'è un vero significato.. solo per il piacere di guardarlo"
vale lo stesso concetto per la vita.
09-01-2008 02:41
HurryUp2
Re: Mal che andrà, lo ripeto, sarà un successo.

Quote:
Originariamente inviata da Jes
io credo che la vita non abbia un senso moriremo e non saremo più niente.. quindi ogni persona si viva la vita un pò come vuole senza farsi troppe seghe mentali.. faccia quello che si sente quello per cui è ispirata..
la vita è una sola una grande opportunità per noi che possiamo viverla..
io penso che ogni persona vive la vita a suo modo.. magari tante persone che ora sn morte avranno realizzato tante cose.. altre nessuna.. ma il fatto è che le cose che queste persone hanno realizzato o non hanno realizzato non hanno nessun significato.. però gli hanno procurato della gioia del piacere.. della sofferenza del dolore.. tanti sentimenti.. non chiediamoci come sarà il viaggio ma concentriamoci sul presente su noi stessi sulla nostra felicità..
la vita è una sola vissuta in modo diverso da tante persone.. non esiste una vita sbagliata perchè la vita in se non ha senso esiste solo una vita che ci può dare della felicità.. ma quella felicità la possiamo avere solo restando noi stessi e vivendo la vita che dentro di noi vogliamo.
Su questo devo dissentire fortemente. Sono d’accordo sul fatto che non dobbiamo frustrare la nostra mente a cercare di spiegare cosa succederà dopo la morte (non sappiamo ancora che tipo di processo è quello che chiamiamo “io”, come si genera dal cervello, figuriamoci se possiamo intuire “cosa” diventerà dopo la morte).
Però sono contrario anche all’affermazione che la realtà non abbia un senso.
Se togliamo il senso alla realtà togliamo il fondamento ontologico all’essere. Se identifichiamo nel nulla il senso della realtà produciamo un assurdo, perché il nulla è solo un operatore logico, che esiste solo se esiste “qualcosa”, quindi non c’è scampo: non si può dire che la vita non ha senso: sarebbe un salto mortale nell’assurdo.

Sul piano induttivo poi, Godel ha fatto notare come sia più plausibile credere che dopo la morte ci sia qualcosa piuttosto che il nulla, con questa argomentazione:

“la parte più consistente e soddisfacente dell’apprendimento avverrà nella prossima vita, facendo tesoro dei ricordi, memorie latenti, e comprendendo per la prima volta il senso delle nostre esperienze. L’essenza umana deve esistere in qualche modo, o esisterà. Non si capisce altrimenti perché Dio non abbia fatto le persone in modo che esse comprendessero nel modo giusto la loro condizione fin dall’inizio”.

E ricordo che Godel usava termini come “essenza” e “Dio” in accezione logica/formale, non romantica emotiva, cioè, è un’argomentazione forte dal punto di vista logico, non solo dal punto di vista dell’emozionalità intuitiva.

Il fondamento logico di queste induzioni lo percepiremo sicuramente nel momento della morte, quando la nostra mente non potrà più distrarsi con altri pensieri, fingendo di non essere interessata al problema! C’è chi invece queste riflessioni le fa molto prima di morire, cioè si prepara psicologicamente, non aspetta che arrivi il giorno fatale per pensarci.

Secondo me però non si tratta di una banale questione intellettuale, perché il punto di vista nichilistico ha anche effetti pratici, per esempio, se si crede che la realtà non abbia un senso, sarebbe facile giustificare l’etica basata sulla vendetta (e viceversa sarebbe sarebbe anche difficile non giustificarla), rispetto a etiche che percepiamo come più civili.
07-01-2008 15:11
CrazyHorse
Quote:
Originariamente inviata da xanaxworship
new guarda che i calci in culo non li prendi solo te, li prendono tutti, fanno male ma si sopravvive.i fobici secondo me cercano di evitarli il piu possibile nascondendosi in un angolo , e alla fine si pigliano un "enorme" calcio in culo.poi tt e relativo.c'è gente che ormai ha smesso anche di sognare e non ha piu rabbia ne un pò di passione,non mi sento di biasimarli assolutamente.io spero di non finire cosi, mi aiuta molto la rabbia e il desiderio a cercar di migliorarmi e guardagnarmi il diritto"alla vita"ironicamente parlando. :wink:
è inutile nascondersi, non si può dire fermate il mondo voglio scendere.
anzi secondo me qualche calcio in culo può servire anche per spronarsi,
per far si che la prossima volta il calcio non lo si prenda più.

Ciao
07-01-2008 12:49
Jes
Re: Mal che andrà, lo ripeto, sarà un successo.

Quote:
Originariamente inviata da LH
Ho capito che, non dico tutti ma, certamente, qualcuno, ha frainteso il senso più profondo del mio post.
Quello che intendevo dire è che, come, correttamente, ricordava il professor Keating ne "L'attimo fuggente", un bel film che è stato, recentemente, ritrasmesso in occasione delle festività natalizie: <<...siamo cibo per i vermi ragazzi>>.
La fobia sociale - parlo, soprattutto, di quella generalizzata e presente in una forma tutt'altro che lieve - non è una malattia brutta...è
terribile...è tragica...è assolutamente mostruosa.
Se non vi sforzate di combatterla duramente...potreste ritrovarvi, in futuro, vecchi, malati e decrepiti...forse rinchiusi in uno squallido
ospizio...e, la, vi posso assicurare che n'avrete molto di tempo per comtemplare la pateticità della vita (...se, così, la si potrà definire)
che avrete sprecato durante la vostra giovinezza...sarà stata come sabbia che vi sarà, inesorabilmente, scivolata fra le dita...ed, in
mano, non vi sarà rimasto nulla.
Poi - è solo questione di tempo - finirete in una fredda e muta tomba...e cosa sarà rimasto di voi?
Niente.
Questo volete?
Non vi piace l'dea di divertirti con una prostituta...allora ve ne propongo un'altra che è, pure, del tutto esente da spese: fatevi un bel giro
in un cimitero...non quello del vostro paesino (...se avete la sfortuna di vivere in uno di quei, deprimenti, luoghi dimenticati da Dio)...quello
di una città: un grande campo santo.
Soffermatevi a pensare a tutte quelle persone morte...guardatele attentamente, quelle lapidi: sono li come testimoni di vite che hanno
lottato, finchè hanno potuto, per conquistare i propri obbiettivi...persone che, si suppone, hanno vissuto a pieno la propria esistenza
finchè ne hanno avuta una.
Questo non significa affatto che abbiano, indubbiamente, ottenuto quel che volevano ma, cristo, almeno hanno goduto dell'opportunità di
darsi da fare per tentare di riuscirci...e - chi lo sa? - forse, alcuni di loro, ce l'hanno fatta.
Se non vi date una mossa, per voi, nemmeno un nome e due date saranno visibili su quell'orribile contenitore di cemento, che ospiterà quel
che rimarrà del corpo che, pigramente, lasciate a poltrire di fronte al monitor di un computer.
Non so voi...ma, io, ne ho abbastanza di perseverare nell'autocommiserarmi mentre, la vita, mi attraversa senza toccarmi.
Ho già buttato fin troppo tempo.
La prossima volta che mi innamorerò di una ragazza, prima o poi, glielo confesserò...certo, sarò talmente teso, nuovamente schiavo della
mia timidezza e ridicolo che, molto probabilmente, quella mi riderà in faccia ed avrò collezionato l'ennesimo, frustrante, fallimento...ma,
almeno, ci avrò provato.
La prossima volta che, uno stronzo, vorrà farsi beffe del mio, apparentemente mite, temperamento...gli risponderò a dovere o gli romperò
la mandibola con un pugno: non essendo un esperto di arti marziali, probabilmente non ci riuscirò...ma, però, avrò fatto il possibile.
La prossima volta che avrò paura di fare qualcosa...allora la farò: si fotta la mia timidezza...e, la mia ansia paralizzante, che venga...la
aspetterò.
Mal che andrà, quando e se, in un lontano domani, sarò un solitario e cagionevole ottuagenario e, qualcuno, vorrà sapere cosa n'avrò
fatto, della mia vita, prima di finire parcheggiato in una triste struttura pubblica...definitivamente dimenticato; forse, per una volta, mi
sentirò orgoglioso di me stesso e gli dirò: <<Ho combattuto...>>.
Spero potrete dirlo anche voi.

Bye.

PS: caaarrrpeee...caaarrrpeee diiieeemmm.
io credo che la vita non abbia un senso moriremo e non saremo più niente.. quindi ogni persona si viva la vita un pò come vuole senza farsi troppe seghe mentali.. faccia quello che si sente quello per cui è ispirata..
la vita è una sola una grande opportunità per noi che possiamo viverla..
io penso che ogni persona vive la vita a suo modo.. magari tante persone che ora sn morte avranno realizzato tante cose.. altre nessuna.. ma il fatto è che le cose che queste persone hanno realizzato o non hanno realizzato non hanno nessun significato.. però gli hanno procurato della gioia del piacere.. della sofferenza del dolore.. tanti sentimenti.. non chiediamoci come sarà il viaggio ma concentriamoci sul presente su noi stessi sulla nostra felicità..
la vita è una sola vissuta in modo diverso da tante persone.. non esiste una vita sbagliata perchè la vita in se non ha senso esiste solo una vita che ci può dare della felicità.. ma quella felicità la possiamo avere solo restando noi stessi e vivendo la vita che dentro di noi vogliamo.
07-01-2008 04:08
LH
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Originariamente inviata da Fear
Ps: anche la svastica nazista graficamente può essere bella però questo fatto non giustifica il fatto che me la scelga come simbolo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
E perchè no? Uno, volendo, potrebbe adottarlo per il, semplice ed unico, motivo che lo troverebbe bello esteticamente...certo, probabilmente, poi, altri non vedrebbero la scelta di buon occhio ma, uno, potrebbe anche strafottersene di quel che pensano gli altri...per un sociofobico, ad esempio, forse potrebbe costituire un'interessante esercizio di desensibilizzazione.
Personalmente non disprezzo la svastica...se fossi stato al posto del vecchio Adolfo, probabilmente non avrei cercato di sterminare gli ebrei...ma tutto il genere umano, me compreso.
Follia? Ma certo! Chi ha mai detto il contrario...? Non per niente frequento uno psichiatra...non a caso, in circa 3 anni, non è riuscito a far gran che... :]
06-01-2008 22:09
vetro
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new guarda che i calci in culo non li prendi solo te, li prendono tutti, fanno male ma si sopravvive.i fobici secondo me cercano di evitarli il piu possibile nascondendosi in un angolo , e alla fine si pigliano un "enorme" calcio in culo.
06-01-2008 21:05
Fear
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Originariamente inviata da LH
Quote:
Originariamente inviata da Fear
Ps.: prima di adottare certi simboli magari pensaci un pò imho
Quel simbolo è un pentacolo rovesciato che, i satanisti, chiamano "sigillo di Baphomet"...ho pensato più di un po' prima di adottarlo.
A dir la verità lo uso, più che altro, perchè lo trovo bello...infatti, come già ho detto, non sono un satanista...però simpatizzo.
va bè!!! ognuno ha le simpatie che si merita :wink:

Ps: anche la svastica nazista graficamente può essere bella però questo fatto non giustifica il fatto che me la scelga come simbolo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
06-01-2008 20:38
xanaxworship new guarda che i calci in culo non li prendi solo te, li prendono tutti, fanno male ma si sopravvive.i fobici secondo me cercano di evitarli il piu possibile nascondendosi in un angolo , e alla fine si pigliano un "enorme" calcio in culo.poi tt e relativo.c'è gente che ormai ha smesso anche di sognare e non ha piu rabbia ne un pò di passione,non mi sento di biasimarli assolutamente.io spero di non finire cosi, mi aiuta molto la rabbia e il desiderio a cercar di migliorarmi e guardagnarmi il diritto"alla vita"ironicamente parlando. :wink:
06-01-2008 20:34
TheSorrow interessante...
ma in fondo penso che o bene o male tutti abbiamo lottato contro i nostri problemi e le nostre fobie, anche con l aiuto di psic/medicine, ma che molti pochi ne siano usciti.. lottare senza arrendersi mai è difficile, sopratutto quando continui a sbattere la testa contro gli stessi muri, senza mai riuscire a superarli nemmeno un po.. in questo caso, non sarebbe + onorevole smettere di combattere, e accettare la situazione in cui ci troviamo, cercando di trarre il meglio da quel poco che abbiamo ora, invece che sperare sempre che un domani le cose miglioreranno?
06-01-2008 20:24
affetto hai detto tutto new...la pemso proprio come te!
06-01-2008 19:27
LH
Quote:
Originariamente inviata da Fear
Ps.: prima di adottare certi simboli magari pensaci un pò imho
Quel simbolo è un pentacolo rovesciato che, i satanisti, chiamano "sigillo di Baphomet"...ho pensato più di un po' prima di adottarlo.
A dir la verità lo uso, più che altro, perchè lo trovo bello...infatti, come già ho detto, non sono un satanista...però simpatizzo.
06-01-2008 17:57
xanaxworship son d'accordo con te.cm nell altro post.bisogna vivere e lottare , non per un ideale del cazzo, una filosfia, un idea, ma solo per se stessi.

il simbolo penso sia un pentacolo rovesciato, a meno che la memoria non mi inganna.con tt gli anni passati ad ascoltare metal estremo credo di saperne qualcosa.ma non conosco il significato preciso del simbolo.a livello esoterico o filosofico.
06-01-2008 16:46
Fear
Quote:
Originariamente inviata da pure_truth2
Condivido tutto. Anche il simbolo.
scusa l'ignoranza ma potresti gentilmente spiegarci qualcosa del simbolo cosè, cosa rappresenta ecc.

Grazie
06-01-2008 15:37
K
Quote:
Originariamente inviata da Fear
certo una battaglia combattuta è una vittoria in se indipendentemente dal risultato
Non posso aggiungere altro! Parole sante :wink:
06-01-2008 15:12
pure_truth2 Condivido tutto. Anche il simbolo.
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