Si infatti la protesta è politica più che di categoria, troverai diversi costituzionalisti e magistrati favorevoli al referendum, ah no, i tuoi bias ti indirizzano da altre parti
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Originariamente inviata da muttley
Stranamente quelli che la pensano in un certo modo non sono politicizzati
Una professoressa ordinaria di Diritto costituzionale presso l’Università di Torino basta come competenza o è politicizzata anche quella?
Si infatti la protesta è politica più che di categoria, troverai diversi costituzionalisti e magistrati favorevoli al referendum, ah no, i tuoi bias ti indirizzano da altre parti
Stranamente quelli che la pensano in un certo modo non sono politicizzati
Si infatti la protesta è politica più che di categoria, troverai diversi costituzionalisti e magistrati favorevoli al referendum, ah no, i tuoi bias ti indirizzano da altre parti
Barbero è smentito da magistrati stessi non politicizzati, è come se un magistrato volesse spiegare a Barbero che il medioevo inizia nel 1200 e finisce nel 1400, verrebbe ridicolizzato.
Ovviamente i magistrati non politicizzati sono solo quelli per il NO. Se un magistrato è per il SI è necessariamente politicizzato
Quindi non è una questione di essere competenti o meno della materia e di seguire solo i pareri di chi è competente, visto che anche tra chi lavora in ambito giurisprudenziale (diciamo così) non c'è accordo sul giudizio del quesito referendario. La motivazione della competenza è una non-motivazione, di fatto.
20-01-2026 17:19
Sasuke
Re: Forum Cafè
Barbero è smentito da magistrati stessi non politicizzati, è come se un magistrato volesse spiegare a Barbero che il medioevo inizia nel 1200 e finisce nel 1400, verrebbe ridicolizzato.
20-01-2026 15:17
Winston_Smith
Re: Forum Cafè
Tutti possono esprimere un parere sul referendum, ci mancherebbe. Altrimenti potrebbero votare solo i giuristi. Solite minchiate di chi è a corto di argomenti.
20-01-2026 11:42
muttley
Re: Forum Cafè
19-01-2026 09:46
muttley
Re: Forum Cafè
Poco fa, con un intervento magistrale, lo storico Alessandro Barbero ha spiegato perché voterà No al referendum sulla riforma della giustizia.
Un intervento che smonta la propaganda, entra nel cuore della riforma e mostra con chiarezza come venga indebolita l’indipendenza della magistratura e alterato l’equilibrio dei poteri disegnato dalla Costituzione:
“Studiando un po' da vicino la questione, una cosa che mi è venuta voglia di dire è questa.
Intanto che il referendum non è sulla separazione delle carriere fra pubblici ministeri e giudici. La separazione di fatto c'è già. Già adesso il magistrato che prende servizio decide in quale dei due ruoli lavorare e può cambiare una sola volta nella vita e pochissimi lo fanno.
Al centro della riforma c'è la distruzione del Consiglio Superiore della Magistratura così come era stato voluto dall'Assemblea Costituente.
E allora spieghiamoci. Il CSM, si abbrevia così, il Consiglio Superiore della Magistratura, è l'organo di autogoverno dei magistrati, con funzioni anche disciplinari. Cioè fa qualcosa che prima, sotto il regime fascista, faceva il ministro della giustizia.
Era il ministro, cioè il governo, cioè la politica, che sorvegliava la magistratura e che nel caso la sanzionava.
I padri costituenti vedevano benissimo che la separazione dei poteri è una garanzia indispensabile di democrazia, che il cittadino non è sicuro se si trova davanti inquirenti e giudici che prendono ordini dal governo e che possono essere puniti dal governo.
Per questo la Costituzione prevede che il CSM sia composto per due terzi da magistrati ordinari, eletti dai colleghi, e per un terzo da professori di giurisprudenza e avvocati di grande esperienza, i cosiddetti membri laici, eletti dal Parlamento.
Il CSM è la garanzia che la magistratura sarà sì in contatto col potere politico, ascolterà le ragioni del governo, ma sarà libera nelle sue scelte. Non dovrà obbedire agli ordini.
La riforma indebolisce il Consiglio Superiore della magistratura, intanto perché prevede che sia sdoppiato: uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri. E che al di sopra del CSM ci sia un altro organo disciplinare, separato, anch'esso composto da rappresentanti dei magistrati e da membri di nomina politica.
Ma soprattutto la riforma prevede che in tutti questi organi i membri togati, come si dice, cioè quelli che rappresentano i magistrati, e che finora erano eletti dai colleghi, ebbene, la riforma prevede che siano tirati a sorte.
La giustificazione di questa misura pazzesca che non si usa in nessun organo di grande responsabilità, la giustificazione è che la magistratura è politicizzata e che quando vota la magistratura elegge i rappresentanti delle sue diverse correnti. E questo si vorrebbe evitarlo.
A me però, a me, a molti, sembra che un CSM, anzi due, anzi tre organismi, dove i membri magistrati sono tirati a sorte, mentre il governo continua a scegliere quelli che nomina lui, mi sembra che questi organismi saranno per forza di cose organismi dove il peso della componente politica sarà molto superiore. Dove di fatto il governo potrà di nuovo, come in uno stato autoritario, dare ordini ai magistrati e minacciarli di sanzioni.
Ora, naturalmente chi è favorevole alla riforma può benissimo dire, come infatti molti dicono, che va bene così, è proprio questo che vogliamo. Uno Stato moderno ed efficiente deve funzionare così.
Io la penso diversamente e per questo voterò no. E alla fine ho deciso che poteva aver senso che provassi a spiegare pubblicamente le ragioni per cui lo farò”.