Prato, 13 aprile 2026 – Nemmeno un cognome italiano nei primi dieci più diffusi fra i residenti in città. Secondo i dati dell’anagrafe aggiornati al 31 dicembre 2025, Gori è il più ricorrente e si colloca al dodicesimo posto, dopo 11 cognomi cinesi. Era il più diffuso 15 anni fa. I numeri parlano, lo fanno anche i cognomi. Nei primi venti oltre a Gori resiste solo Rossi, il ventesimo. Nel 2010 i cognomi italiani erano quattro tra i primi dieci (c’erano anche Innocenti e Lombardi) e altri otto tra i primi venti (nell’ordine Baldi, Guarducci, Bartolini, Melani, Cecchi, Rosati, ****** e Martini).
La varietà dei cognomi cinesi è molto più limitata di quelli italiani, questo va sottolineato, ma i numeri dicomo che i Gori oggi sono 892 e 15 anni fa erano 1.103, dunque 222 in meno; per i Rossi il calo è di 100 persone, per gli Innocenti di 118 e per i Lombardi 98, per limitare i dati ai quattro cognomi italiani più diffusi. Primi in classifica nel 2025 i Chen: sono 2.899, in 15 anni 1.859 in più; al secondo gli Hu: 2.378, rispetto al 2010 1.425 in più; al terzo i Lin: 2.121, 1.470 in più. Seguono Wang, Zhang, Huang, Li, Zheng, Zhou, Wu e Xu, quindi Gori.
Altri numeri. A fine 2025 i residenti a Prato erano 196.308, di cui 51.004 di origine straniera (il 26%) e 33.301 cinesi (il 17%). Nel 2010 gli iscritti all’anagrafe erano 188.011, quasi 8.300 in meno di oggi, tra questi gli stranieri erano 28.402 (il 15%) e i cinesi 11.882 (solo il 6.3%). In 15 anni i cinesi sono aumentati di 21.419 residenti e sono quasi triplicati; gli stranieri nel complesso sono 22.602 in più, con un aumento dell’80%. Gli italiani sono diminuiti di 14.305 unità. Cinesi a parte, l’incremento più rilevante in 15 anni è dei pakistani: sono quasi 2.900, il 47% in più. Prato si conferma la città con la più alta incidenza di popolazione straniera in Italia, quasi tripla rispetto alla media italiana di fine 2024, pari al 9,1% (dati Istat). Un primato che detiene da anni.
C’è sempre da ricordare che questi numeri riguardano solo i residenti, ovvero una parte dei cittadini di origine straniera che vivono a Prato, a cui vanno sommati i regolari non iscritti all’anagrafe e soprattutto i clandestini, non quantificabili per definizione. Le stime della procura parlano di un sommerso di circa 15mila cinesi e 10mila irregolari di altre etnie a livello provinciale, quindi presumibilmente un’ipotetica presenza in città di almeno 20mila abitanti in più di origine straniera. Questi dati non possono avere un riscontro preciso, ma porterebbero gli immigrati oltre le 70mila presenze e in rapporto alla popolazione totale (clandestini compresi) oltre quota 33%, ovvero uno su tre. Quello che si può dire con certezza, sempre in base ai numeri dell’anagrafe, è che inversioni di tendenza sulla crescente presenza di cittadini stranieri sono al momento improbabili, salvo emigrazioni dei cinesi presenti, magari per ragioni economiche. E questo per un motivo molto semplice: gli italiani sono mediamente molto più vecchi e fanno meno figli, al contrario dei cittadini di origine straniera. Lo dicono i dati dell’anagrafe, grazie ai quali si può calcolare che il 21.9% dei residenti immigrati ha meno di 19 anni e solo il 4.8% ne ha più di 65. Proporzioni ben diverse per gli italiani, con solo il 15% di under 19 e il 29.3% di over 65, cioè quasi un residente su tre.
Se Chen, Hu, Lin e Wang hanno sostituito Rossi, Gori, Innocenti e Lombardi tra i cognomi più diffusi, i nomi restano in gran parte italiani: ai primi cinque posti tra gli uomini ci sono Andrea, Alessandro, Marco, Francesco e Lorenzo, tra le donne Giulia, Maria, Francesca, Sara e Elena. Nessun nome non italiano tra i primi venti maschili e femminili. Se si considerano solo i residenti stranieri per gli uomini la classifica è Muhammad, Matteo, Andrea, Kevin e Alessio (con Wei e Ali in posizione 11 e 12); per le donne Elena, Sofia, Angela, Elisa e Maria (con Xiaoyan e Lili all’ottavo e nono posto). I nomi più diffusi fra i nati nel 2025 sono Edoardo, Lorenzo, Leonardo, Alessandro e Niccolò; Sofia, Vittoria, Aurora, Bianca e Camilla.
Uno sguardo alle richieste di cittadinanza italiana. Nel 2025 sono state 818, meno di quelle registrate nel 2016, con il record di 1.133, e nel 2021 con 1.025. Sono inferiori anche alla media degli ultimi quattro anni, pari a 861. Le flessioni riguardano tutte le tipologie: i matrimoni, i figli che acquistano la cittadinanza in seguito a quella del genitore, le residenze stabili in Italia. Per i cinesi le acquisizioni sono sempre molto basse: nel 2025 solo 43, il 5% del totale, mentre la quota dei cinesi sul totale degli stranieri residenti supera il 65%, e questo perché la Repubblica Popolare non consente la doppia cittadinanza. Fra i cinesi diventati italiani l’anno scorso tre su quattro sono neodiciottenni nati e ininterrottamente residenti in Italia, che hanno scelto il nostro Paese.
Nel complesso il 30% delle nuove acquisizioni riguarda i residenti di origine albanese (244), seguiti da pakistani (140) e rumeni (86). Le nuove cittadinanze non hanno potuto compensare il calo complessivo dei residenti italiani: in un anno 2.114 in meno, di media quasi sei al giorno, un saldo negativo superiore a quello del 2024, che era stato di 1.837 unità. Anche nel 2025 meno nascite e più decessi, con un saldo che in statistica si definisce naturale di meno 1.089, ma è negativo anche il saldo migratorio, la differenza tra chi arriva qui e chi cambia residenza, con meno 1.025. Per la popolazione straniera i due saldi sono invece entrambi positivi: più 257 il saldo naturale e più 1.587 quello migratorio. Da tanti anni è così. E continuerà ad esserlo con ogni probabilità.
12-04-2026 08:46
gaucho
Re: Problema migranti
Su un gommone di ritorno e via, mi sta venendo voglia di votare Vannacci
ci mancavano gli amici di muttley a creare problemi in italia
Però sono bianchi, quindi gli si perdona tutto.
11-04-2026 08:47
3stm
Re: Problema migranti
Quote:
Petardi lanciati nel bosco scatenano incendio a Santa Caterina Valfurva, in Valtellina: oltre 10 ettari distrutti. Denunciati quattro turisti inglesi per rogo colposo
ci mancavano gli amici di muttley a creare problemi in italia
Ma come, prima Svezia, poi Danimarca, adesso la Germania, sono tutte dittature fasciste? Chiedo per un amico
10-04-2026 19:32
Gufetto
Re: Problema migranti
Ci pakano le penzioni!!1!
Quote:
IL CONTO È ARRIVATO. Da remigrazione a rimpatrio, cambia solo la durezza del termine. Ma la strada è stata imboccata. A farlo per prima è stata la Germania. Poi toccherà all'Italia, dove i numeri sono impietosi: sulla sicurezza, su sanità e pensioni già al limite sotto il peso di chi prende solo senza versare.
Il paese che nel 2015 spalancò le porte a oltre un milione di siriani al grido di "Wir schaffen das" oggi ne rispedisce indietro novecentomila. E per trattare la resa ha scelto un interlocutore singolare: Ahmed al Sharaa, presidente ad interim della Siria, lo stesso che fino al 2016 comandava al Nusra su mandato diretto di al Qaeda.
Dieci milioni di dollari di taglia americana sulla testa, rimossa giusto in tempo per la foto alla Cancelleria. L'uomo che contribuì a generare la crisi dei rifugiati siriani oggi viene ricevuto con gli onori per riprenderseli.
Il problema non è la mano tesa. È quello che la mano tesa ha prodotto in vent'anni di politiche migratorie senza governo e senza criterio.
La Germania ha accolto oltre dieci milioni di immigrati. Tre milioni di turchi concentrati in quartieri dove il tedesco non si parla. Un milione e duecentomila ucraini ammessi con corsia preferenziale al Bürgergeld, il sussidio di cittadinanza, senza obbligo di lavorare.
Per anni l'inserimento lavorativo è rimasto sotto il 25 per cento: solo dopo l'introduzione forzata del programma Job-Turbo il dato ha raggiunto il 51. Senza la frusta, nessuno si muoveva. Dal primo aprile 2025 Berlino ha chiuso il rubinetto per i nuovi arrivi, abbassando il sussidio da 563 a 441 euro. Troppo tardi e troppo poco, ma il segnale è inequivocabile: il sistema non regge.
Non regge nemmeno in Italia, dove la favoletta dell'immigrazione come risorsa si schianta contro i numeri con la violenza di un treno merci.
Stranieri residenti: il 9 per cento della popolazione. Denunciati, fermati o arrestati nel 2024, secondo i dati del Ministero dell'Interno: il 34,7 per cento del totale nazionale. Per furti con strappo, rapine e scippi si supera il 60. Violenze sessuali: 43 per cento, che tra i giovani sale al 60. Il settanta per cento di questi reati porta la firma degli irregolari, meno dell'uno per cento della popolazione. Senza detenuti stranieri le carceri italiane non sarebbero sovraffollate. Un dettaglio che nessun garantista sembra interessato a discutere.
Le rimesse verso i paesi d'origine hanno toccato nel 2024 gli 8,3 miliardi di euro. Dato ufficiale della Banca d'Italia. Quello reale, comprensivo dei trasferimenti informali stimati dalla stessa Banca d'Italia, oscilla tra 9,5 e 12 miliardi. Ricchezza generata in Italia e trasferita altrove. Il solo Bangladesh incassa 1,4 miliardi. La Cina, che nel 2011 ne riceveva 3 miliardi per canali tracciabili, nel 2024 ne dichiara 4 milioni: il resto è evaporato in circuiti informali che la Guardia di Finanza fatica persino a individuare.
Il cuore del paradosso è lo stato sociale. Il reddito medio annuo del lavoratore straniero in Italia è 16.693 euro: una fascia che versa appena il 23 per cento dell'IRPEF pur rappresentando quasi tre quarti dei contribuenti.
Il 51 per cento dei pensionati stranieri percepisce pensioni assistenziali pure, senza aver versato un solo euro di contributi: costo annuo, 1,44 miliardi.
Il 30 per cento delle famiglie con almeno uno straniero vive in povertà assoluta, il che significa accesso massiccio a sussidi, sanità gratuita, case popolari, liste d'attesa che si allungano per tutti gli altri.
Il meccanismo è perfetto nella sua perversione. Entri con lo status di rifugiato o con un visto turistico che non scade mai nei fatti. Accedi allo stato sociale. Mandi a casa il denaro. Se qualcuno prova a rimpatriarti, attivi quindici mesi di ricorsi legali garantiti dal sistema che stai prosciugando. In Germania un esperto di diritto migratorio ha calcolato che se tutti i siriani cui venisse revocata la protezione facessero ricorso, i tribunali resterebbero paralizzati per anni.
Le nostre regole usate come scudo da chi non ne rispetta nessuna.
Non sono risorse. Sono spese. Chi ripete il contrario mente sapendo di mentire, o non sa leggere un bilancio.
C'è chi sull'immigrazione non vuole rimpatri perché sull'immigrazione ci guadagna. "Tu c'hai idea quanto ce guadagno sugli immigrati? Il traffico de droga rende de meno": non lo diceva un editorialista, lo diceva Salvatore Buzzi intercettato dai ROS nel cuore di Mafia Capitale.
Cooperative, appalti, centri d'accoglienza: un fiume di denaro pubblico senza gare e senza controlli. Il business non si è fermato con Buzzi. Si è spostato.
Oggi chi difende l'accoglienza senza limiti non lo fa per umanità: lo fa per interesse, economico ed elettorale. Per informazioni chiedere alla moglie di Soumahoro, il paladino dei braccianti entrato alla Camera con gli stivali di gomma e il pugno chiuso, poi uscito nel silenzio quando moglie e suocera sono finite a processo per aver trasformato i fondi dell'accoglienza in vacanze e griffe.
Fatto eleggere da Fratoianni e Bonelli, gli stessi che hanno poi candidato alle europee Lucano e la Salis. E dato che c'era, Fratoianni ha piazzato alla Camera anche la moglie.
Si obietterà: le piazze. I cortei. Le proteste che puntualmente accompagnano ogni decisione sui rimpatri, da Berlino a Copenhagen. I giornali di sinistra europei non perderanno un secondo a stabilire il parallelo: rimpatri uguale deportazioni, Europa uguale Trump, democrazia in pericolo.
Il paragone è falso. O, peggio, è fatto in malafede.
Persino negli Stati Uniti, il paese che incise "Datemi i vostri stanchi, i vostri poveri" sulla Statua della Libertà, il 50 per cento della popolazione vuole la deportazione degli irregolari e il 73 riconosce che entrare senza permesso è violare la legge. Le proteste americane non contestano il principio: contestano i metodi. Chi confonde il bisturi con la mannaia lo fa per scelta, non per errore.
L'Europa ha fatto il medico pietoso per vent'anni. Accoglienza senza condizioni, permessi senza verifiche, stato sociale senza limiti. La piaga è diventata purulenta. Adesso che qualcuno impugna finalmente il bisturi, il paziente strilla.
Eppure la diagnosi era sotto gli occhi di tutti. Quando il governo Meloni firmò l'accordo con l'Albania per i rimpatri, l'Europa progressista gridò alla barbarie. Tribunali mobilitati, editoriali indignati, interrogazioni a Bruxelles. L'Italia era "disumana."
Meno di due anni dopo la Germania annuncia il rimpatrio di novecentomila siriani trattando con un ex comandante di al Qaeda, e la parola è "pragmatismo."
La Danimarca revoca i permessi. La Svezia deporta i somali e lo rivendica come modello. I Paesi Bassi dichiarano l'emergenza nazionale. Stessa sostanza, vocabolario diverso. Due pesi, una misura: quella che l'Italia aveva già adottato, da sola, sotto il fuoco incrociato di mezza Europa.
Qualcosa si è rotto nel discorso pubblico europeo e non sarà riparato. L'accoglienza illimitata è morta. Non l'ha uccisa l'estrema destra. Non l'ha uccisa il populismo.
L'hanno uccisa i numeri, la pressione insostenibile su sanità e pensioni, il fallimento totale dell'integrazione, la rabbia silenziosa di milioni di cittadini che hanno smesso di credere alla favoletta del multiculturalismo a costo zero.
La parola è rimpatri. Oggi si pronuncia sottovoce. Domani si urlerà.
Autore: Roberto Riccardi
Ma quindi per gli americani Parmitano potrebbe essere il primo nero ad andare sulla luna?
Il primo mediorientale
10-04-2026 16:14
Syd90
Re: Problema migranti
Quote:
Originariamente inviata da 3stm
Ma quindi per gli americani Parmitano potrebbe essere il primo nero ad andare sulla luna?
Hahahaaha
10-04-2026 15:39
3stm
Re: Problema migranti
Quote:
Originariamente inviata da muttley
Bob Odenkirk (l'attore che interpreta Saul Goodman) è troppo ariano per sembrare un italiano.
L'italiano medio assomiglia più a Donzelli
Ma quindi per gli americani Parmitano potrebbe essere il primo nero ad andare sulla luna?
10-04-2026 13:08
Hassell
Quote:
Originariamente inviata da gaucho
A parte che è il concetto che conta nel meme.. Non per forza la risorsa deve essere nera, basta che venga qua a farsi mantenere e imputridire le città, devi lavorare sul tuo razzismo represso
Lavorare sul mio razzismo represso? Intendi portarlo alla luce come fate voi? 😁
10-04-2026 12:58
muttley
Re: Problema migranti
Bob Odenkirk (l'attore che interpreta Saul Goodman) è troppo ariano per sembrare un italiano.
L'italiano medio assomiglia più a Donzelli
10-04-2026 12:51
gaucho
Problema migranti
Quote:
Originariamente inviata da Hassell
Non sanno nemmeno fare il meme, manco una "risorsa" vera avevano per la foto sopra, e idem quella sotto, chi hanno messo? Un avvocato?
Ah ma è il concetto che conta, giusto.
A parte che è il concetto che conta nel meme.. Non per forza la risorsa deve essere nera, basta che venga qua a farsi mantenere e imputridire le città, devi lavorare sul tuo razzismo represso
10-04-2026 12:32
Hassell
Quote:
Originariamente inviata da gaucho
Non sanno nemmeno fare il meme, manco una "risorsa" vera avevano per la foto sopra, e idem quella sotto, chi hanno messo? Un avvocato?
Ah ma è il concetto che conta, giusto.
10-04-2026 12:09
Syd90
Re: Problema migranti
Quote:
Originariamente inviata da gaucho
Roba da matti
O bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
Questi ti prendono a bastonate se vai vicino alle loro roulotte in un posto abusivo e noi rischiamo il carcere se ci difendiamo quando vengono a rubarci in casa