Stai sovrapponendo due leggi diverse. Il DDL Zan era una legge penale contro le aggressioni, non una riforma dell'anagrafe.
In Italia, l'accesso agli spogliatoi è regolato dal sesso riportato sui documenti. Se un maschio biologico con documenti maschili entra in uno spogliatoio femminile, commette un illecito oggi e lo avrebbe commesso anche con il DDL Zan. Allontanarlo o chiamare la sicurezza non è transfobia, è far rispettare il regolamento e la privacy.
Il DDL puniva chi aggredisce o istiga a colpire una persona per strada o sul lavoro, non chi difende la separazione degli spazi basata sul sesso biologico. Il diritto penale interviene sui comportamenti violenti, non sulla gestione degli spogliatoi o sulle tue opinioni sulla biologia.
Esattamente questo era il disegno di legge.
Poi qualcuno lo avversa per ideologia.
Qualcun altro perché forse lo ha frainteso.
Oggi 19:32
Sikerhoof
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Originariamente inviata da hypnos688
Forse non ti è chiara la questione
La molestia è la presenza stessa della donna trans in spogliatoio femminile, e nell'atto di denudarsi davanti ad una bambina, ragazzina o ragazza che si ritrova dei genitali maschili laddove non dovrebbero essercene.
Quindi si, trattandosi di identità di genere violata e di violenza si tratterebbe di discriminazione, e transfobia.
Le donne trans hanno accesso a bagni o spogliatoi femminili proprio in virtù del loro presunto genere.
Quindi per la legge opporsi a quella che è a tutti gli effetti una molestia, è transfobia. Un crimine d'odio.
Perché è una donna trans.
Un qualasiasi maschio che facesse la stessa cosa introducendosi in uno spazio femminile verrebbe accusato di molestie o violenza sessuale.
È esattamente questo l'impianto del ddl zan.
Avvalorare un concetto demenziale come quello dell'identità di genere, almeno così come imposto dalla comunità lgbt, senza minimamente poterlo mettere in discussione. Altrimenti si finisce alla gogna o in un tribunale.
Stai sovrapponendo due leggi diverse. Il DDL Zan era una legge penale contro le aggressioni, non una riforma dell'anagrafe.
In Italia, l'accesso agli spogliatoi è regolato dal sesso riportato sui documenti. Se un maschio biologico con documenti maschili entra in uno spogliatoio femminile, commette un illecito oggi e lo avrebbe commesso anche con il DDL Zan. Allontanarlo o chiamare la sicurezza non è transfobia, è far rispettare il regolamento e la privacy.
Il DDL puniva chi aggredisce o istiga a colpire una persona per strada o sul lavoro, non chi difende la separazione degli spazi basata sul sesso biologico. Il diritto penale interviene sui comportamenti violenti, non sulla gestione degli spogliatoi o sulle tue opinioni sulla biologia.
Oggi 19:17
Sikerhoof
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Originariamente inviata da hypnos688
E perché è dovuta passare sotto le maglie della legge?
Perché ha espresso una realtà biologica, e alla comunità trans la realtà non piace?
Il caso Forstater che citi dimostra esattamente l'opposto di quello che credi.
Non è stato un processo penale: Maya Forstater non è mai finita sotto le maglie della legge per un reato di odio. Non è stata indagata né processata. È stata lei a fare causa al suo datore di lavoro che non le aveva rinnovato il contratto. Il tribunale non doveva decidere se lei fosse colpevole di un crimine, ma se il suo licenziamento fosse discriminatorio.
E ha stabilito di sì: che le sue idee sono protette.
La legge ha protetto lei, non "i deliri". Senza quella legge, l'azienda avrebbe potuto licenziarla senza conseguenze.
Oggi 19:15
hypnos688
Re: Condividiamo notizie
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Originariamente inviata da Sikerhoof
Il caso che descrivi riguarda molestie o atti osceni, che sono già reati e tali resterebbero. L'identità di genere non è una "licenza di molestia" e non garantisce l'impunità: se una persona (trans o meno) spaventa o molesta una minore in uno spogliatoio, commette un reato.
Se un padre interviene per proteggere la figlia, la legge applica la legittima difesa, che il DDL Zan non avrebbe minimamente toccato. Un giudice non valuterebbe l'intervento del padre come "transfobia", ma come reazione a una condotta molesta.
Forse non ti è chiara la questione
La molestia è la presenza stessa della donna trans in spogliatoio femminile, e nell'atto di denudarsi davanti ad una bambina, ragazzina o ragazza che si ritrova dei genitali maschili laddove non dovrebbero essercene.
Quindi si, trattandosi di identità di genere violata e di violenza si tratterebbe di discriminazione, e transfobia.
Le donne trans hanno accesso a bagni o spogliatoi femminili proprio in virtù del loro presunto genere.
Quindi per la legge opporsi a quella che è a tutti gli effetti una molestia, è transfobia. Un crimine d'odio.
Perché è una donna trans.
Un qualasiasi maschio che facesse la stessa cosa introducendosi in uno spazio femminile verrebbe accusato di molestie o violenza sessuale.
È esattamente questo l'impianto del ddl zan.
Avvalorare un concetto demenziale come quello dell'identità di genere, almeno così come imposto dalla comunità lgbt, senza minimamente poterlo mettere in discussione. Altrimenti si finisce alla gogna o in un tribunale.
Oggi 18:38
zoe666
Re: Condividiamo notizie
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Originariamente inviata da Sikerhoof
Se invece dici "non affittate casa a quella persona perché è trans", stai compiendo un atto discriminatorio che danneggia la vita reale, non solo l'emotività.
atto discriminatorio già punibile per la legge, se ti viene negato un diritto per questioni di razza, religione, orientamento sessuale, etc, c'è già una normativa che prevede che tu possa segnalare la cosa e venire aiutato.
Però ad esempio se io voglio crearmi una associazione di donne biologiche con cui riunirmi e farla riconoscere dallo stato, se vieto l'ingresso a un uomo "che si sente donna", con un dll zan in vigore rischio di essere tacciata di discriminazione.
Però alla fine ci sta che ciascuno rimanga sulle proprie opinioni e dubito se ne possa venire a capo, ti auguro una buona serata.
Oggi 18:37
Sikerhoof
Re: Condividiamo notizie
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Originariamente inviata da hypnos688
E anche sulla violenza o sulla discriminazione bisognerebbe intendersi...
Se una donna trans pretendesse di entrare in uno spogliatoio femminile spogliarsi davanti ad una bambina o una ragazzina, terrorizzandola, e dovesse essere cacciato energicamente o picchiato dal padre della ragazzina...sarebbe violenza e/o odio transfobica?
O una reazione contro un molestatore?
Protetto da una presunta identità di genere...
Il caso che descrivi riguarda molestie o atti osceni, che sono già reati e tali resterebbero. L'identità di genere non è una "licenza di molestia" e non garantisce l'impunità: se una persona (trans o meno) spaventa o molesta una minore in uno spogliatoio, commette un reato.
Se un padre interviene per proteggere la figlia, la legge applica la legittima difesa, che il DDL Zan non avrebbe minimamente toccato. Un giudice non valuterebbe l'intervento del padre come "transfobia", ma come reazione a una condotta molesta.
Oggi 18:22
Sikerhoof
Re: Condividiamo notizie
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Originariamente inviata da zoe666
il realtà il paragone non regge perchè è diverso che qualcuno mi denunci perchè lo sto seguendo giornalmente e mi piazzo sotto casa sua ( stalking ) rispetto a se dico qualcosa che lo fa stare male emotivamente.
In Italia il danno emotivo non è un reato penale.
L'istigazione all'odio non scatta perché qualcuno si sente offeso, ma solo se le tue parole spingono concretamente altri a commettere violenze o a negare diritti (come l'accesso al lavoro o alla salute). Se dici "non sono d'accordo con il concetto di genere", non stai istigando a nessuna violenza. Se invece dici "non affittate casa a quella persona perché è trans", stai compiendo un atto discriminatorio che danneggia la vita reale, non solo l'emotività.
Oggi 18:20
hypnos688
Re: Condividiamo notizie
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Originariamente inviata da Sikerhoof
Stai descrivendo gli eccessi della "cancel culture" e dei regolamenti aziendali privati, che sono cose diversissime da una legge penale.
In un tribunale italiano non conta se qualcuno si sente offeso o emotivamente scosso. Il reato di istigazione all'odio richiede che ci sia un incitamento concreto a compiere atti di violenza o di discriminazione (come negare un servizio o un diritto). Dire "i sessi sono due" può farti bannare da un forum o renderti impopolare in certi ambienti, ma non potrà mai essere un reato, perché non esorta nessuno a compiere violenze.
Il caso della biologa conferma il contrario: se ti riferisci a Maya Forstater, il tribunale inglese le ha dato ragione proprio perché ha stabilito che la sua opinione è degna di rispetto in una società democratica.
Il vuoto interpretativo che temi è lo stesso che esiste per ogni legge. Anche oggi un giudice deve decidere se un tuo insulto a un vicino è "ingiuria" o "libertà di critica". Ma la legge penale è l'estrema ratio: interviene sui pestaggi e sulle campagne d'odio organizzate, non sulle discussioni biologiche.
Eh. E quanto c'è voluto per essere assolta?
E perché è dovuta passare sotto le maglie della legge?
Perché ha espresso una realtà biologica, e alla comunità trans la realtà non piace?
Oggi 18:16
hypnos688
Re: Condividiamo notizie
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Originariamente inviata da Sikerhoof
Stai descrivendo gli eccessi della "cancel culture" e dei regolamenti aziendali privati, che sono cose diversissime da una legge penale.
In un tribunale italiano non conta se qualcuno si sente offeso o emotivamente scosso. Il reato di istigazione all'odio richiede che ci sia un incitamento concreto a compiere atti di violenza o di discriminazione (come negare un servizio o un diritto). Dire "i sessi sono due" può farti bannare da un forum o renderti impopolare in certi ambienti, ma non potrà mai essere un reato, perché non esorta nessuno a compiere violenze.
Il caso della biologa conferma il contrario: se ti riferisci a Maya Forstater, il tribunale inglese le ha dato ragione proprio perché ha stabilito che la sua opinione è degna di rispetto in una società democratica.
Il vuoto interpretativo che temi è lo stesso che esiste per ogni legge. Anche oggi un giudice deve decidere se un tuo insulto a un vicino è "ingiuria" o "libertà di critica". Ma la legge penale è l'estrema ratio: interviene sui pestaggi e sulle campagne d'odio organizzate, non sulle discussioni biologiche.
E anche sulla violenza o sulla discriminazione bisognerebbe intendersi...
Se una donna trans pretendesse di entrare in uno spogliatoio femminile spogliarsi davanti ad una bambina o una ragazzina, terrorizzandola, e dovesse essere cacciato energicamente o picchiato dal padre della ragazzina...sarebbe violenza e/o odio transfobica?
O una reazione contro un molestatore?
Protetto da una presunta identità di genere...
Oggi 18:15
zoe666
Re: Condividiamo notizie
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Originariamente inviata da Sikerhoof
Stai descrivendo gli eccessi della "cancel culture" e dei regolamenti aziendali privati, che sono cose diversissime da una legge penale.
In un tribunale italiano non conta se qualcuno si sente offeso o emotivamente scosso. Il reato di istigazione all'odio richiede che ci sia un incitamento concreto a compiere atti di violenza o di discriminazione (come negare un servizio o un diritto). Dire "i sessi sono due" può farti bannare da un forum o renderti impopolare in certi ambienti, ma non potrà mai essere un reato, perché non esorta nessuno a compiere violenze.
Il caso della biologa conferma il contrario: se ti riferisci a Maya Forstater, il tribunale inglese le ha dato ragione proprio perché ha stabilito che la sua opinione è degna di rispetto in una società democratica.
Il vuoto interpretativo che temi è lo stesso che esiste per ogni legge. Anche oggi un giudice deve decidere se un tuo insulto a un vicino è "ingiuria" o "libertà di critica". Ma la legge penale è l'estrema ratio: interviene sui pestaggi e sulle campagne d'odio organizzate, non sulle discussioni biologiche.
in realtà il caso della biologa mi da ragione, non torto. Lei ha dovuto combattere per anni per vedersi dare ragione, è questa la follia.
Paradossalmente, casi come questo sono perfetti per il controllo sociale. Se c'è una legge che specifica in modo fumoso che ci può essere discriminazione se si intacca la sfera interiore e di significato soggettivo di una persona, allora è la fine. La università e i luoghi di lavoro, pur di apparire vicini alla prerogativa della massa e dell'inclusivo, agiranno licenziando le voci dissonanti, e allora pur di evitare problemi, la gente comincerà proprio a non parlarne più. Cancel culture in piena regola.
Il codice penale poi copre già, con la sezione degli aggravanti, la parte relativa alle violenze fisiche su specifiche categorie. Non era quello l'obiettivo del ddl zan, quanto più blindare l'ideologia che c'è alla base di tutta questa pantomima.
Oggi 18:11
hypnos688
Re: Condividiamo notizie
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Originariamente inviata da Sikerhoof
Il timore di finire in tribunale ingiustamente è comprensibile, ma la verità è che il rischio zero non esiste per nessuna legge. Già oggi chiunque potrebbe denunciarti per diffamazione o stalking solo perché non condivide le tue idee, costringendoti a pagarti un avvocato. Eppure non chiediamo di abolire il reato di diffamazione.
Le leggi servono a proteggere chi viene pestato o discriminato; se smettessimo di fare leggi per paura delle denunce infondate, dovremmo smettere di legiferare su tutto.
Ma io non voglio nemmeno lontanamente rischiare di farmi rovinare la vita da un esaltato trans o gay per il solo fatto di denunciare i suoi deliri o per essermi opposto alla sua ideologia.
Avallato e sostenuto dalla legge.
Qui non si discute di pestare qualcuno...al di là che potrebbe essere manipolato anche questo, si parla di una discriminazione che non esiste
Oggi 18:00
Sikerhoof
Re: Condividiamo notizie
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Originariamente inviata da zoe666
in realtà la legge mirava a introdurre il concetto di identità di genere come qualcosa che viene dalla propria sensibilità e solo da quella.
Quindi in un ipotetico futuro dove leggi come questa esistono, basta dire che "i sessi sono due e basta " per far si che si metta in pericolo la sicurezza emotiva altrui. ( quello che dicevo poco sopra, se lo dici in certi forum sei una terf che istiga al suicido i trans ).
L'insicurezza su cosa effettivamente diventi passabile di denuncia crea un vuoto per cui sarebbe a totale interpretazione del giudice decidere su ogni singolo caso.
Relativamente al fatto che anche se un giudice lo facesse, la cosa verrebbe ribaltata in altro grado di giudizio, beh, a parte che ci sono soldi spesi e vita rovinata così, attendendo una cosa ovvia come il rispetto di una personale opinione che non lede e non minaccia nessuno.
Ma poi ci son già diversi casi di persone licenziate dal lavoro per questo motivo ( ricordo il caso di una BIOLOGA che è stata licenziata per aver detto che i sessi in biologia sono due, cioè per aver enunciato un fatto incontrovertibile )., quindi il clima di pazzia in merito non oso immaginare come potrebbe evolversi se ci son leggi che di fatto, approvano questo crimile di polizia del pensiero orwelliano.
Stai descrivendo gli eccessi della "cancel culture" e dei regolamenti aziendali privati, che sono cose diversissime da una legge penale.
In un tribunale italiano non conta se qualcuno si sente offeso o emotivamente scosso. Il reato di istigazione all'odio richiede che ci sia un incitamento concreto a compiere atti di violenza o di discriminazione (come negare un servizio o un diritto). Dire "i sessi sono due" può farti bannare da un forum o renderti impopolare in certi ambienti, ma non potrà mai essere un reato, perché non esorta nessuno a compiere violenze.
Il caso della biologa conferma il contrario: se ti riferisci a Maya Forstater, il tribunale inglese le ha dato ragione proprio perché ha stabilito che la sua opinione è degna di rispetto in una società democratica.
Il vuoto interpretativo che temi è lo stesso che esiste per ogni legge. Anche oggi un giudice deve decidere se un tuo insulto a un vicino è "ingiuria" o "libertà di critica". Ma la legge penale è l'estrema ratio: interviene sui pestaggi e sulle campagne d'odio organizzate, non sulle discussioni biologiche.
Oggi 17:45
zoe666
Re: Condividiamo notizie
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Originariamente inviata da Sikerhoof
Il timore di finire in tribunale ingiustamente è comprensibile, ma la verità è che il rischio zero non esiste per nessuna legge. Già oggi chiunque potrebbe denunciarti per diffamazione o stalking solo perché non condivide le tue idee, costringendoti a pagarti un avvocato. Eppure non chiediamo di abolire il reato di diffamazione.
Le leggi servono a proteggere chi viene pestato o discriminato; se smettessimo di fare leggi per paura delle denunce infondate, dovremmo smettere di legiferare su tutto.
il realtà il paragone non regge perchè è diverso che qualcuno mi denunci perchè lo sto seguendo giornalmente e mi piazzo sotto casa sua ( stalking ) rispetto a se dico qualcosa che lo fa stare male emotivamente.
Son proprio due cose diverse, dire che non esiste il rischio zero non è una scusante per continuare a far leggi che invece di evitare che gente subisca processi a cavolo, aumenta questa probabilità creando nuove casistiche di dubbio e aleatorità del reato.
Oggi 17:36
Sikerhoof
Re: Condividiamo notizie
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Originariamente inviata da hypnos688
Io non voglio aspettare che siano le corti d'appello, la cassazione o salcazzo a ribaltare una qualsivoglia sentenza di condanna favorevole ai deliri lgbt
E nemmeno voglio beccarmi una denuncia, finire davanti ad un pm o in un'aula di tribunale dovendomi pagare un avvocato a causa dell'approvazione di una legge fascistoide promulgata per censurare le idee contro la comunità lgbt, e per riempire l"ego di una massa di invasati che vorrebbe censurare in massa chiunque non si sottometta a tali deliri.
Non deve esserci a priori la benché minima possibilità.
E per questo giustamente il ddl è saltato. Anche e soprattutto per questi motivi.
Il timore di finire in tribunale ingiustamente è comprensibile, ma la verità è che il rischio zero non esiste per nessuna legge. Già oggi chiunque potrebbe denunciarti per diffamazione o stalking solo perché non condivide le tue idee, costringendoti a pagarti un avvocato. Eppure non chiediamo di abolire il reato di diffamazione.
Le leggi servono a proteggere chi viene pestato o discriminato; se smettessimo di fare leggi per paura delle denunce infondate, dovremmo smettere di legiferare su tutto.
Oggi 17:15
zoe666
Re: Condividiamo notizie
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Originariamente inviata da Sikerhoof
Il DDL Zan non avrebbe mai obbligato nessuno a usare espressioni come "persone con mestruazioni" né avrebbe cancellato la parola "donna": il codice penale si occupa di atti violenti e istigazione, non di imporre scelte lessicali o censurare il dibattito biologico.
in realtà la legge mirava a introdurre il concetto di identità di genere come qualcosa che viene dalla propria sensibilità e solo da quella.
Quindi in un ipotetico futuro dove leggi come questa esistono, basta dire che "i sessi sono due e basta " per far si che si metta in pericolo la sicurezza emotiva altrui. ( quello che dicevo poco sopra, se lo dici in certi forum sei una terf che istiga al suicido i trans ).
L'insicurezza su cosa effettivamente diventi passabile di denuncia crea un vuoto per cui sarebbe a totale interpretazione del giudice decidere su ogni singolo caso.
Relativamente al fatto che anche se un giudice lo facesse, la cosa verrebbe ribaltata in altro grado di giudizio, beh, a parte che ci sono soldi spesi e vita rovinata così, attendendo una cosa ovvia come il rispetto di una personale opinione che non lede e non minaccia nessuno.
Ma poi ci son già diversi casi di persone licenziate dal lavoro per questo motivo ( ricordo il caso di una BIOLOGA che è stata licenziata per aver detto che i sessi in biologia sono due, cioè per aver enunciato un fatto incontrovertibile )., quindi il clima di pazzia in merito non oso immaginare come potrebbe evolversi se ci son leggi che di fatto, approvano questo crimile di polizia del pensiero orwelliano.
Oggi 16:36
hypnos688
Re: Condividiamo notizie
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Originariamente inviata da Hassell
Il ddl non è passato per il semplice fatto che una parte dell'elettorato (quasi tutto quello di destra e alcuni anche di sinistra) non avrebbe accettato di dover portare ulteriore rispetto alla comunità lgbt che i più denigrano e considerano un errore di natura.
È tutto qui.
Esatto. Ma il rispetto che voi avreste preteso insieme ad una minoranza di invasati, si sarebbe chiamata sottomissione.
Verso chi nega la biologia e veicola boiate MISOGINE e antiscientifiche. Calpestando i diritti delle VERE donne.
La comunità lgbt non merita alcun rispetto.
Il rispetto lo meritano le singole persone indipendentemente dell'orientamento sessuale.
Il resto sono ideologia e politica.
Oggi 16:32
hypnos688
Re: Condividiamo notizie
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Originariamente inviata da Sikerhoof
Può darsi che alcuni attivisti abbiano visioni estreme, ma in una democrazia le leggi non le scrivono i militanti e le sentenze non le emettono le piazze. Le scrive il Parlamento e le applicano i magistrati basandosi sulla Costituzione.
Se un giudice provasse a condannare qualcuno per una semplice opinione biologica o antropologica, quella sentenza verrebbe ribaltata in Appello o in Cassazione in pochi mesi, perché violerebbe l'articolo 21 della Costituzione. Il pericolo di cui parli è smentito dai fatti: sono trent'anni che esiste la Legge Mancino sulla religione, eppure nessuno è mai finito in galera per aver criticato un dogma o una fede, nonostante esistano militanti religiosi molto agguerriti.
Io non voglio aspettare che siano le corti d'appello, la cassazione o salcazzo a ribaltare una qualsivoglia sentenza di condanna favorevole ai deliri lgbt
E nemmeno voglio beccarmi una denuncia, finire davanti ad un pm o in un'aula di tribunale dovendomi pagare un avvocato a causa dell'approvazione di una legge fascistoide promulgata per censurare le idee contro la comunità lgbt, e per riempire l"ego di una massa di invasati che vorrebbe censurare in massa chiunque non si sottometta a tali deliri.
Non deve esserci a priori la benché minima possibilità.
E per questo giustamente il ddl è saltato. Anche e soprattutto per questi motivi.
Oggi 16:30
Hassell
Quote:
Originariamente inviata da Sikerhoof
Può darsi che alcuni attivisti abbiano visioni estreme, ma in una democrazia le leggi non le scrivono i militanti e le sentenze non le emettono le piazze. Le scrive il Parlamento e le applicano i magistrati basandosi sulla Costituzione.
Se un giudice provasse a condannare qualcuno per una semplice opinione biologica o antropologica, quella sentenza verrebbe ribaltata in Appello o in Cassazione in pochi mesi, perché violerebbe l'articolo 21 della Costituzione. Il pericolo di cui parli è smentito dai fatti: sono trent'anni che esiste la Legge Mancino sulla religione, eppure nessuno è mai finito in galera per aver criticato un dogma o una fede, nonostante esistano militanti religiosi molto agguerriti.
Il ddl non è passato per il semplice fatto che una parte dell'elettorato (quasi tutto quello di destra e alcuni anche di sinistra) non avrebbe accettato di dover portare ulteriore rispetto alla comunità lgbt che i più denigrano e considerano un errore di natura.
È tutto qui.
Oggi 16:03
Sikerhoof
Re: Condividiamo notizie
Quote:
Originariamente inviata da hypnos688
Stai descrivendo ciò che tu avresti, forse, voluto, ma non ciò che vuole la comunità lgbt.
Ed è solo questo che conta
Per I militanti lgbt TUTTO quello che ho descritto è discriminazione,istigazione alla violenza, o violenza. Ergo la legge l'avrebbero voluta per punire chiunque manifestasse tali pensieri.
Per loro TUTTE DISCRIMINAZIONI.
Ecco il problema.
Poi si. Io metto in discussione la buonafede e l'imparzialità dei giudici. Soprattutto su questi temi.
Quindi il pericolo sarebbe stato doppio.
Può darsi che alcuni attivisti abbiano visioni estreme, ma in una democrazia le leggi non le scrivono i militanti e le sentenze non le emettono le piazze. Le scrive il Parlamento e le applicano i magistrati basandosi sulla Costituzione.
Se un giudice provasse a condannare qualcuno per una semplice opinione biologica o antropologica, quella sentenza verrebbe ribaltata in Appello o in Cassazione in pochi mesi, perché violerebbe l'articolo 21 della Costituzione. Il pericolo di cui parli è smentito dai fatti: sono trent'anni che esiste la Legge Mancino sulla religione, eppure nessuno è mai finito in galera per aver criticato un dogma o una fede, nonostante esistano militanti religiosi molto agguerriti.
Oggi 15:33
Sikerhoof
Re: Condividiamo notizie
Quote:
Originariamente inviata da zoe666
il ddl zan era una porcata, e lo dico da lesbica.
Il famigerato articolo 4 che proteggerebbe la libertà di espressione rimane vaghissimo. Quale parola comporta pericolo alla categoria?
ricordiamo che parte della propaganda senza senso attualmente in voga quando si critica il concetto di genere e di biologia asserisce che se lo fai, instighi automaticamente al suicidio i trans.
Era una esaltazione alla propaganda di genere e allo psicocrimine, dove qualsiasi dissidenza ( spesso, legittima ) sul genere poteva diventare reato.
Era una legge fatta male, banalmente.
Oltretutto, ragionanando per assurdo e utilizzando questo ddl al contrario, negare il corpo femminile in quanto "il genere è un construtto sociale" diventa anch'esso un possibile crimine contro le donne e passabile di reato. Negare le voci femminili, le declinazioni ( ricordiamo "le persone con mestruazioni", le persone in gravidanza" perchè era errato dire donne perchè potevano anche essere non donne, in quel mondo contorto ) è una discriminazione.
Per assurdo, era discriminante anche lo stesso ddl, visto con le maglie larghe che volevano dare alla confezione della legge.
Il DDL Zan non avrebbe mai obbligato nessuno a usare espressioni come "persone con mestruazioni" né avrebbe cancellato la parola "donna": il codice penale si occupa di atti violenti e istigazione, non di imporre scelte lessicali o censurare il dibattito biologico.
In un tribunale italiano non basta un’opinione sgradita per fare un reato; serve un pericolo concreto di violenza, e nessuna critica al concetto di genere può essere trasformata automaticamente in istigazione solo perché qualcuno si offende. Paradossalmente, visto che il testo citava esplicitamente il "sesso", quella legge avrebbe offerto per la prima volta una tutela specifica proprio contro la misoginia e le violenze sulle donne in quanto tali.
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