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Discussione: Una cena dal sapore amaro Rispondi alla discussione
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10-09-2024 16:23
Varano
Re: Una cena dal sapore amaro

Finché gli introversi sono una minoranza intorno al 10/20% della popolazione è normale sentirsi diversi ed essere discriminati da chi vuole fare il simpatico.
Purtroppo fanno tante battaglie sulla body positivity ma sul carattere e sull'introversione mai nulla...non ne parla nessuno.
10-09-2024 08:14
dottorzivago
Re: Una cena dal sapore amaro

Da anni lo sai come rispondo a questi commenti?

Come mai parli poco? Io amo il silenzio
Sei timido? Tantissimo
Quando entravo a lavorare i primi tempi,dopo che mi.ero un po' sciolto lo dicevo prima io....."mi raccomando oggi silenzio eh" "iniziate a parlare dopo le 10 che sono rincoglionito dal.sonno"
Ricordo inoltre un episodio: neo assunta affiancata dalla collega,erano entrambe accanto al mio computer mentre lavoravano al suo. Questa non si chetava mai e diceva proprio "io parlo sempre non mi zittisci mai" con quella voce da oca come dire,sono tanto simpatica perché parlo....la mia collega l aveva già preparata dicendole che io parlavo poco ma dopo questa sua affermazione serio mi giro verso di lei e le.dico"non è un punto a tuo favore.... sappilo" e mi rigiro verso il monitor.

Ormai è una mia battaglia contro l equazione parlare tanto = simpatico

Di episodi come il tuo.potrei scrivere un libro. Gli episodi più toccanti sono stati da adulti mentre io ero un adolescente. Ricordo ancora l allenatore di calcio che davanti a tutti mi diceva "zivago parli sempre,come.mwi? Si sente solo te. Stai un po' zitto ecc....." In un ambiente che già odiavo per il bullismo che subivo
09-09-2024 18:10
Bellatrix
Re: Una cena dal sapore amaro

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Originariamente inviata da Mollusco Visualizza il messaggio
Aggiungerei anche il comportamento degli altri presenti che, da quello che ha riportato Escluso, non mi pare si siano sforzati tanto di solidarizzare con l'opener....potevano almeno dissociarsi da questo commento bastardo....
Nel mio caso hanno anche "colpito" gli altri di fronte a me per prendermi di rimbalzo.
Solo che qualche settimana fa non ci ho visto più e ho salutato.
09-09-2024 18:07
Bellatrix
Re: Una cena dal sapore amaro

Quoto quasi tutte le vostre esperienze.
E vedo che é un male comune quello che molte persone hanno di sottolineare con arroganza un atteggiamento riservato perdendo la bella occasione di tacere.
Ci vorrebbe, si, un pò di coraggio e rispondere a tono.
Vorrei tanto averne.
08-09-2024 18:17
SMS94
Quote:
Originariamente inviata da Escluso Visualizza il messaggio
Terminata la cena il gruppo si raccoglie per i saluti, questa persona che era seduta accanto a me saluta tutti uno per uno e quando è il mio turno se ne esce con "Salutiamo il muto". Una parte del gruppo ride di gusto a questa "battuta" e qualcun altro accompagna con frasi del tipo "E' vero, non ti abbiamo mai sentito".
Purtroppo commenti del genere sono capitati anche a me in passato, anche da parte di persone che conoscevo.
Ho risolto evitando di partecipare a praticamente tutte le situazioni di quel tipo, sinceramente se per avere una vita sociale devo passare del tempo con persone con cui non mi diverto e se devo essere costretto a subire le loro battutine solo perché io non sono estroverso come loro preferisco stare da solo...
08-09-2024 16:45
Mollusco
Re: Una cena dal sapore amaro

Quote:
Originariamente inviata da Escluso Visualizza il messaggio
Si, non solo non hanno solidarizzato ma hanno tutto sommato appoggiato un'uscita di questo tipo. Mi stupisce che certi comportamenti vengano socialmente accettati e ben visti, come se fosse considerato normale e alla fine anche giusto il prendersi gioco di qualcuno che ha tempi e modi diversi rispetto alla maggior parte delle persone...
Io ormai ho compreso che l'essenza della socialita' e' piu' competitiva che comunicativa. Ossia si cerca piu' di prevalere sull'altro, di fare bella figura spesso a sue spese, di far vedere quanto si e' fighi, piu' che di stare bene in compagnia e creare un clima piacevole.

Questo ovviamente in astratto, poi ci sono molte realta' ibride, molte vie di mezzo, e anche altre (poche) in cui prevale l'aspetto comunicativo, ma il problema e' che non lo sappiamo in anticipo, dobbiamo sperimentare e per gente come noi non e' facile.
08-09-2024 16:14
Escluso
Re: Una cena dal sapore amaro

Quote:
Originariamente inviata da Mollusco Visualizza il messaggio
Aggiungerei anche il comportamento degli altri presenti che, da quello che ha riportato Escluso, non mi pare si siano sforzati tanto di solidarizzare con l'opener....potevano almeno dissociarsi da questo commento bastardo....
Si, non solo non hanno solidarizzato ma hanno tutto sommato appoggiato un'uscita di questo tipo. Mi stupisce che certi comportamenti vengano socialmente accettati e ben visti, come se fosse considerato normale e alla fine anche giusto il prendersi gioco di qualcuno che ha tempi e modi diversi rispetto alla maggior parte delle persone...
08-09-2024 15:09
Mollusco
Re: Una cena dal sapore amaro

Quote:
Originariamente inviata da Keith Visualizza il messaggio
Ma se arriva lo stronzo della situazione, alla cena sociale o di lavoro, uno/a che neanche conosco.. allora lì scatta la violenza.. sempre verbale, si capisce.
Aggiungerei anche il comportamento degli altri presenti che, da quello che ha riportato Escluso, non mi pare si siano sforzati tanto di solidarizzare con l'opener....potevano almeno dissociarsi da questo commento bastardo....
08-09-2024 14:15
Keith
Re: Una cena dal sapore amaro

Quote:
Originariamente inviata da pokorny Visualizza il messaggio
Il solito violento...
magari. è il complimento migliore che mi si possa fare, ma lo sai tu come lo so io che non è così.

Queste considerazioni sul mutismo poi dipende anche chi te le fa. Avevo un mio zio che nei pranzi di famiglia mi diceva sempre "ma non avrai parlato un po' troppo?" oppure se dicevo qualcosa "Ohh, Keith ha parlato, stappiamo una bottiglia" e tutti a bere ed io ero felice di questo XD! Ma lo diceva in modo bonario, con il sorriso, e gli altri nessuno rideva, al massimo qualche sorriso. Ma da lui lo accettavo perché era si un uomo un po' rozzo e non dotato di grande sensibilità, come alcune persone di una volta, però era anche molto generoso ed amava molto i suoi nipoti, in particolare me.

Ma se arriva lo stronzo della situazione, alla cena sociale o di lavoro, uno/a che neanche conosco.. allora lì scatta la violenza.. sempre verbale, si capisce.
08-09-2024 13:47
pokorny
Re: Una cena dal sapore amaro

Quote:
Originariamente inviata da Keith Visualizza il messaggio
Io se dovesse ricapitare lo farò.
Tanto dal momento che sei stato canzonato e definito come "il muto" e tutti ridono, in quel gruppo sociale sei ridicolizzato, bruciato, in poche parole finito.. tanto vale almeno togliersi il dente e andarsene senza portarsi il male dentro.
Il solito violento...
08-09-2024 12:54
Keith
Re: Una cena dal sapore amaro

Quote:
Originariamente inviata da Lory Visualizza il messaggio
Io non sopporto più situazioni del genere. È quasi arrivato il momento in cui risponderò in malo modo a queste osservazioni!
Io se dovesse ricapitare lo farò.
Tanto dal momento che sei stato canzonato e definito come "il muto" e tutti ridono, in quel gruppo sociale sei ridicolizzato, bruciato, in poche parole finito.. tanto vale almeno togliersi il dente e andarsene senza portarsi il male dentro.
08-09-2024 12:49
Fluxetina
Re: Una cena dal sapore amaro

Racconto che mi ha fatto molto male perché mi riporta alla mente episodi simili.
Credo che il problema principale sia l'esposizione e l'approfondimento di un discorso di medio/lungo termine e non solo di una botta e risposta.
08-09-2024 12:26
Tragopan
Re: Una cena dal sapore amaro

Capisco benissimo la tua situazione e anche a me sono state rivolte frasi simili, sia da bambino che in età adulta, anche (o forse soprattutto) dai parenti.

L'ultimo episodio è successo durante la settimana scorsa, durante la pausa caffè a lavoro. C'è un gruppetto che è un po' la colonna portante, dove sono tutti molto loquaci e hanno sempre la battuta pronta. Ho sempre parlato abbastanza, anch'io mi sono sforzato di interagire e credo di non essere visto proprio come taciturno, ma l'altro giorno, appunto, una frase detta da un mio collega mi ha lasciato amareggiato, un senso di rabbia e delusione. C'era frastuono davanti alle macchinette e una collega ha detto una cosa mettendo di mezzo il mio nome e guardandomi, non certo per dire una cosa contro di me, anzi, forse per coinvolgermi. Dato che però c'era casino mi sono limitato a guardare nella sua direzione e l'altro collega dice "Eh ma [il mio nome] non parla" e l'altra ha chiuso gli occhi facendo una risatina e mi sono limitato a dire "Io ascolto", in modo simpatico e scherzoso. Anch'io mi sono sentito come se, nonostante gli sforzi di interagire, comunque c'è sempre qualcosa che fa trasparire la mia timidezza.
Neanche farlo apposta, poco dopo, sempre nella stessa stanza relax, un altro collega bontempone ha tirato in ballo un altro collega che era lì, dicendo anche a lui che è uno che parla poco (o non parla mai), dicendo una cosa tipo "ah ci siamo dimenticati di X. Eh ma non parla mai!", o una cosa del genere e X ha detto una cosa tipo "Quando devo parlare, parlo, ma se non ho niente da dire sto zitto" o una cosa del genere.

Purtroppo anche i miei genitori non sono esenti da questo "vizio", dato che più di una volta, in presenza di bambini che parlano poco, hanno detto cose simili e dentro di me ogni volta penso "chissà se quel bambino sta provando rabbia come succedeva a me?", scruto il suo viso e vorrei tanto potergli dire "tranquillo, ti capisco benissimo, non sei solo e non sei sbagliato".

Detto questo, probabilmente, questi due colleghi che se ne sono usciti con queste frasi poi sono anche brave persone, semplicemente non si rendono neanche conto di quello che fanno, così come i miei genitori. Credo che gli manchi quella sensibilità che solo chi è o chi è stato timido può capire, venendo incontro all'altra persona.
08-09-2024 11:25
Lory
Re: Una cena dal sapore amaro

Quote:
Originariamente inviata da Escluso Visualizza il messaggio
Ciao a tutti, vorrei farvi presente una situazione che ho vissuto recentemente e che mi ha portato a delle amare riflessioni.
Ormai sono rimasto senza nessun amico e quindi nell'ultimo periodo ho cercato di partecipare a eventi organizzati in cui si riuniscono persone sconosciute, anche per il solo intento di migliorare le mie abilità sociali. Sono sempre stato un tipo piuttosto introverso, naturalmente più portato alla riflessione e all'ascolto che all'esposizione, non è un mistero quindi che in determinati contesti faccio fatica. Quello che però proprio non riesco a capire è l'atteggiamento di certe persone verso il mio modo di essere. Nonostante nei gruppi mi sforzi di parlare e partecipare il più possibile c'è sempre qualcuno che mi si rivolge con frasi del tipo "Ma tu sei timido vero?" "Tu sei uno che parla poco" "Non ti fai sentire". Queste frasi mi fanno male, mi fanno sentire sbagliato e inadatto, come se dovessi giustificarmi per quello che sono. Ho vissuto queste circostanze per tanto tempo durante l'adolescenza ma non pensavo che si ripetessero anche nell'età adulta, dove si presuppone che le persone siano più mature e in grado di cogliere determinate sfumature. A quanto pare mi sbagliavo.
Qualche settimana fa mi trovavo a uno di questi eventi, si trattava di una cena, io ero seduto accanto a una persona, di circa 15 anni più grande di me. Durante la serata abbiamo quella che a me sembra una piacevole conversazione, ci scambiamo pareri, l'ascolto, la faccio parlare delle sue passioni, alla fine mi dice che mi considera un tipo introverso ed equilibrato. Terminata la cena il gruppo si raccoglie per i saluti, questa persona che era seduta accanto a me saluta tutti uno per uno e quando è il mio turno se ne esce con "Salutiamo il muto". Una parte del gruppo ride di gusto a questa "battuta" e qualcun altro accompagna con frasi del tipo "E' vero, non ti abbiamo mai sentito". Io indosso un sorriso cercando di nascondere il mio disagio in questa circostanza. Piano piano ho cominciato a sentirmi l'anima che si disperdeva in mille pezzi. Sono tornato a casa, mi sono messo a letto e ho iniziato a piangere, lacrime che mi rigavano il volto e si infrangevano sul cuscino. Il mondo era ancora lì a ricordarmi che sono diverso, che avrei sempre fatto fatica a integrami nei contesti, non importava quanto mi sforzassi per venire incontro a determinate esigenze. Come faccio a ricostruirmi una vita da zero se nei circoli sociali finisco sempre per passare come lo "strano" di turno? Ho la sola colpa di essere quello che sono. Forse devo rassegnarmi, smettere di inseguire la serenità come un miraggio e limitarmi a cercare di essere meno triste. E' una situazione difficile da accettare, ma è l'unica che per il momento mi spetta.
Io non sopporto più situazioni del genere. È quasi arrivato il momento in cui risponderò in malo modo a queste osservazioni!
08-09-2024 09:14
Maffo
Re: Una cena dal sapore amaro

Quote:
Originariamente inviata da Escluso Visualizza il messaggio
Ciao a tutti, vorrei farvi presente una situazione che ho vissuto recentemente e che mi ha portato a delle amare riflessioni.
Ormai sono rimasto senza nessun amico e quindi nell'ultimo periodo ho cercato di partecipare a eventi organizzati in cui si riuniscono persone sconosciute, anche per il solo intento di migliorare le mie abilità sociali. Sono sempre stato un tipo piuttosto introverso, naturalmente più portato alla riflessione e all'ascolto che all'esposizione, non è un mistero quindi che in determinati contesti faccio fatica. Quello che però proprio non riesco a capire è l'atteggiamento di certe persone verso il mio modo di essere. Nonostante nei gruppi mi sforzi di parlare e partecipare il più possibile c'è sempre qualcuno che mi si rivolge con frasi del tipo "Ma tu sei timido vero?" "Tu sei uno che parla poco" "Non ti fai sentire". Queste frasi mi fanno male, mi fanno sentire sbagliato e inadatto, come se dovessi giustificarmi per quello che sono. Ho vissuto queste circostanze per tanto tempo durante l'adolescenza ma non pensavo che si ripetessero anche nell'età adulta, dove si presuppone che le persone siano più mature e in grado di cogliere determinate sfumature. A quanto pare mi sbagliavo.
Qualche settimana fa mi trovavo a uno di questi eventi, si trattava di una cena, io ero seduto accanto a una persona, di circa 15 anni più grande di me. Durante la serata abbiamo quella che a me sembra una piacevole conversazione, ci scambiamo pareri, l'ascolto, la faccio parlare delle sue passioni, alla fine mi dice che mi considera un tipo introverso ed equilibrato. Terminata la cena il gruppo si raccoglie per i saluti, questa persona che era seduta accanto a me saluta tutti uno per uno e quando è il mio turno se ne esce con "Salutiamo il muto". Una parte del gruppo ride di gusto a questa "battuta" e qualcun altro accompagna con frasi del tipo "E' vero, non ti abbiamo mai sentito". Io indosso un sorriso cercando di nascondere il mio disagio in questa circostanza. Piano piano ho cominciato a sentirmi l'anima che si disperdeva in mille pezzi. Sono tornato a casa, mi sono messo a letto e ho iniziato a piangere, lacrime che mi rigavano il volto e si infrangevano sul cuscino. Il mondo era ancora lì a ricordarmi che sono diverso, che avrei sempre fatto fatica a integrami nei contesti, non importava quanto mi sforzassi per venire incontro a determinate esigenze. Come faccio a ricostruirmi una vita da zero se nei circoli sociali finisco sempre per passare come lo "strano" di turno? Ho la sola colpa di essere quello che sono. Forse devo rassegnarmi, smettere di inseguire la serenità come un miraggio e limitarmi a cercare di essere meno triste. E' una situazione difficile da accettare, ma è l'unica che per il momento mi spetta.
Quelli sono i commenti che la gente fa per fare un po' di baldoria, mi dispiace che ti abbia fatto sentire a disagio, avrebbe far stato male anche me, però cerca di vederlo nel contesto in cui eravate, una serata per socialoni che non si conoscono, è normale risultare un po' timidello in un contesto così, probabilmente in altri contesti più familiari riusciresti ad essere molto più spontaneo
08-09-2024 08:44
pokorny
Re: Una cena dal sapore amaro

Quote:
Originariamente inviata da Crepuscolo Visualizza il messaggio
Poi però passi per quello molto permaloso e continuerebbero a parlare male di te. È sempre difficile capire quale sia la cosa giusta da fare in queste situazioni. Secondo me la cosa migliore è rispondere con una battuta ma senza far vedere di essersela presa come invece accade nel tuo esempio.
A questo c'è rimedio. Diretto allo stronzo di turno: "forse non avrò parlato molto con te e da questa battuta stupida capisco di averci visto giusto, ma con gli altri ho avuto una conversazione assolutamente normale [non sarà stato vero ma intanto difficilmente faranno la brutta figura di dire che non è stato vero]".

Il problema è la prontezza di spirito. Da zero assoluto sono riuscito a svilupparla al 40% ma il minimo sindacale per vivere è 80% quindi sì, avrei sicuramente detto qualcosa del genere ma con zero arguzia e parole un po' contorte.
08-09-2024 08:11
Crepuscolo
Re: Una cena dal sapore amaro

Quote:
Originariamente inviata da Hassell Visualizza il messaggio
Bisognerebbe avere la prontezza di spirito di rispondere "di solito parlo un sacco, ma persone con argomenti più noiosi dei vostri non ne avevo mai incontrate" e poi andarsene senza voltarsi. Ah ah
Poi però passi per quello molto permaloso e continuerebbero a parlare male di te. È sempre difficile capire quale sia la cosa giusta da fare in queste situazioni. Secondo me la cosa migliore è rispondere con una battuta ma senza far vedere di essersela presa come invece accade nel tuo esempio.
08-09-2024 00:12
L innominato
Re: Una cena dal sapore amaro

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Originariamente inviata da Escluso Visualizza il messaggio
Ciao a tutti, vorrei farvi presente una situazione che ho vissuto recentemente e che mi ha portato a delle amare riflessioni.
Ormai sono rimasto senza nessun amico e quindi nell'ultimo periodo ho cercato di partecipare a eventi organizzati in cui si riuniscono persone sconosciute, anche per il solo intento di migliorare le mie abilità sociali. Sono sempre stato un tipo piuttosto introverso, naturalmente più portato alla riflessione e all'ascolto che all'esposizione, non è un mistero quindi che in determinati contesti faccio fatica. Quello che però proprio non riesco a capire è l'atteggiamento di certe persone verso il mio modo di essere. Nonostante nei gruppi mi sforzi di parlare e partecipare il più possibile c'è sempre qualcuno che mi si rivolge con frasi del tipo "Ma tu sei timido vero?" "Tu sei uno che parla poco" "Non ti fai sentire". Queste frasi mi fanno male, mi fanno sentire sbagliato e inadatto, come se dovessi giustificarmi per quello che sono. Ho vissuto queste circostanze per tanto tempo durante l'adolescenza ma non pensavo che si ripetessero anche nell'età adulta, dove si presuppone che le persone siano più mature e in grado di cogliere determinate sfumature. A quanto pare mi sbagliavo.
Qualche settimana fa mi trovavo a uno di questi eventi, si trattava di una cena, io ero seduto accanto a una persona, di circa 15 anni più grande di me. Durante la serata abbiamo quella che a me sembra una piacevole conversazione, ci scambiamo pareri, l'ascolto, la faccio parlare delle sue passioni, alla fine mi dice che mi considera un tipo introverso ed equilibrato. Terminata la cena il gruppo si raccoglie per i saluti, questa persona che era seduta accanto a me saluta tutti uno per uno e quando è il mio turno se ne esce con "Salutiamo il muto". Una parte del gruppo ride di gusto a questa "battuta" e qualcun altro accompagna con frasi del tipo "E' vero, non ti abbiamo mai sentito". Io indosso un sorriso cercando di nascondere il mio disagio in questa circostanza. Piano piano ho cominciato a sentirmi l'anima che si disperdeva in mille pezzi. Sono tornato a casa, mi sono messo a letto e ho iniziato a piangere, lacrime che mi rigavano il volto e si infrangevano sul cuscino. Il mondo era ancora lì a ricordarmi che sono diverso, che avrei sempre fatto fatica a integrami nei contesti, non importava quanto mi sforzassi per venire incontro a determinate esigenze. Come faccio a ricostruirmi una vita da zero se nei circoli sociali finisco sempre per passare come lo "strano" di turno? Ho la sola colpa di essere quello che sono. Forse devo rassegnarmi, smettere di inseguire la serenità come un miraggio e limitarmi a cercare di essere meno triste. E' una situazione difficile da accettare, ma è l'unica che per il momento mi spetta.
Ciao Escluso ti capisco alla perfezione infatti il post potrei benissimo averlo scritto io, quello li poteva risparmiarsi quell uscita finale è stata veramente di cattivo gusto.
Anche a me purtroppo in varie situazioni durante le occasioni sociali come a te mi è stato fatto notare il fatto che non parlavo, non nego che anche a me ha fatto male ma ormai col tempo mi sono rassegnato.
07-09-2024 22:54
Keith
Re: Una cena dal sapore amaro

Quote:
Originariamente inviata da Hassell Visualizza il messaggio
rispondo mandando semplicemente a fan*ulo [emoji23]
e' già qualcosa
07-09-2024 22:53
Hassell
Re: Una cena dal sapore amaro

Quote:
Originariamente inviata da Keith Visualizza il messaggio
Magari. Se sapessimo rispondere così non saremmo persone con handicap della sfera sociale. E poi anche riuscendolo a dire nessuno ti starebbe a sentire perché si è già scatenata una fragorosa generale e tutta l'attenzione è verso il bullo.
Lo so lo so. Magari fossi riuscito a umiliare così certi miei interlocutori stronzi ah ah.
Di solito quando mi trattano male non me ne sto zitto ma non sono così arguto, rispondo mandando semplicemente a fan*ulo [emoji23]
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