Originariamente inviata da Non registrato
1.Come si sceglie un professionista? E dove lo trovo? E come si distinguono quelli bravi dai mangia soldi?
Un tempo si veniva indirizzati dal medico di base verso una figura utile al nostro caso specifico, oggi non so se funziona ancora così. Forse il metodo migliore di scelta è quello del consiglio di qualcuno che ci è già stato.
Purtroppo per distinguere se bravo o mangiasoldi credo l'unica sia provare almeno un paio di sedute.
2,Differenza tra pubblico e privato?
Oltre alla ovvia differenza di costo, dipende molto, non dare per scontato che nel pubblico siano meno preparati perché non è così. Forse però gestendo spesso una mole più ampia di pazienti, nel pubblico, se la tua non è una situazione estrema di bisogno, i tempi sono dilatati e a me è capitato di sentirmi dire, una volta trovata una sorta di stabilità, di proseguire con altri "più liberi" il percorso.
3.Costi? immagino sia cosa da ricchi
E' una vita che non vado, si passa dal pubblico in cui paghi il ticket (ipotizzo 40 euro), al privato onesto (70/80?) per poi salire a cifre vertiginose.
Qui chiedo l'aiuto del pubblico, non vorrei dare info errate.
4.Ogni psicologo avrà i suoi approcci quindi come si fa a saperli prima?
Come dicevo prima, prima di andarci se conosci qualcuno che te lo consiglia e ci è stato potrà dirti che ha per esempio modi gentili o è severo ecc., ma l'unico modo è sperimentarlo sulla tua pelle. C'è poco da fare.
5.Andare in terapia vuol dire andare dallo psicologo o sono cose diverse?
Credo che andare in terapia o in analisi si riferisca a un percorso più lungo e intimo che all'andare per un breve periodo da uno psicologo, ma non sono sicuro di darti la risposta esatta, vado a braccio (aiuto da casa per favore).
6.Posso scegliere il metodo d'approccio del tipo che non voglio assumere farmaci? Perchè ho l'impressione che sia la cosa più facile per la maggior parte dei professionisti, t'imbottiscono con le pasticche e tanti saluti con gli occhi sul cruciverba
Certamente, puoi dire subito che non intendi far uso di farmaci e vuoi fare un percorso del genere. Anche se, questa è mia opinione personale, puoi scegliere anche la via di mezzo, ovvero dire, voglio usare per il più breve tempo possibile farmaci, una volta che supererò il momento culminante voglio risolvere in altro modo. Ma questo è molto soggettivo e dipende anche da molti altri fattori.
7.Esistono professionisti che possono portare all'eutanasia?
In Italia no, almeno credo, visto che non è una scelta praticabile. Magari esistono pure, che si appoggiano all'estero.
Ma sinceramente credo che quella sia l'ultima carta per un professionista, per definizione lui dovrebbe spingere verso l'altra riva.
8.Si possono fare colloqui online?
Sì, esistono diversi servizi con conversazioni in videochiamata (tra l'altro in alcuni la prima è gratuita). Potrebbero essere un modo di spezzare un po' il ghiaccio se ti trovi meglio.
9.Si rimane macchiati? nel senso che poi l'informazione che si è in cura a chi arriva perchè non ci credo al fatto che non lo possano sapere i datori di lavoro o persone che lavorano nella sanità o in farmacia e ti cercano sui loro portali e lo scoprono, ma anche per la richiesta di un porto d'armi lo sanno e poi te lo negano
Sono medici e sono tenuti alla riservatezza, ovviamente se poi vai in farmacia a prendere gli psicofarmaci e ti vede la gente hai poco da farci.
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