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Discussione: L’introversione e la vulnerabilità al trauma Rispondi alla discussione
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02-08-2023 06:45
Kitsune
Re: L’introversione e la vulnerabilità al trauma

Riassumendo han creato un acquario perché le tartarughe d'acqua sono la maggior parte delle tartarughe e quelle di terra che sono una minoranza devono adattarsi e riconciliarsi altrimenti sviluppano dei problemi.
Capito.
02-08-2023 03:14
Keith
Re: L’introversione e la vulnerabilità al trauma

Anche un mio parente è introverso però ha una vita soddisfacente e una posizione lavorativa di successo. Però, come mi ha detto lui stesso, vive sul filo del rasoio, è incline a periodi depressivi, pur non essendo un depresso conclamato. Mi disse infatti che è la discrepanza fra quello che vorrebbe lui (periodi di relax, contemplazione, hobby nerd) e le pressioni della società e della famiglia, alle quali non si può sottrarre, a creare in lui il disagio.

Io rispetto a lui da una parte sto meglio perché col tempo mi sono ritagliato una vita su misura per me, come un'abito fatto a mano, quindi sono più a mio agio di lui, però non ho le cose che ha lui.
Vedete che questa introversione, in una società che spinge all'estroversione, è molto spesso causa di problemi. C'è anche però chi ci sta bene, ma bisogna essere molto abili, ascoltare se stessi e non cedere alle pressioni, riuscendo però comunque a districarsi nella jungla. vivere da estroverso è più facile, basta che segui la corrente.
02-08-2023 02:07
David Brent
Re: L’introversione e la vulnerabilità al trauma

Quote:
Originariamente inviata da Madame du Barry Visualizza il messaggio
L'introversione di base non è un vero problema.
Ovviamente non avrai i mega gruppi o tutte le uscite serali che ha un estroverso, ma ho conosciuto molte persone introverse nelle mia vita e tutte non avevano problemi nel socializzare, avevano sempre quei 2-3 amici su cui contare.
Nel mio caso credo che la forte timidezza sia stata la condanna più grande, mai curata in età adolescenziale si è trasformata in fobia sociale per un grande lasso di tempo, fino ad oggi entrato pienamente nel disturbo evitante di personalità.
Quindi di base sono d'accordo che le patologie colpiscono più facilmente gli introversi, ormai sono decine gli studi che lo confermano, ma la problematica che crea patologie più severe (a mio parere) è la timidezza.
Lei blocca in tutto.
L'introversione da sola non crea tutte queste problematiche.
oh finalmente dighelooooo, l'introversione è solo un'INCLINAZIONE, non esiste un disturbo chiamato introversione, non esiste una patologia chiamata introversione, non esiste un disturbo chiamato introversione. L'introversione non si cura, nessuno è mai andato in terapia per l'introversione. Significa soltanto ricaricare le energie più da soli che con gli altri. L'introversione NON è la fobiasociale, non è ansia sociale, non è qualcosa di invalidante. Essere fobici o evitanti non è uguale ad essere introversi. Io ho mille paranoie e zero amici e sono stato emarginato tutta la mia vita, eppure andrei a ballare tutte le sere, avessi amici. Un mio amico che di amici ne ha non ama le folle e preferisce serate tranquille a casa con la fidanzata. Lui è introverso, io estroverso. Io ho disturbi psicologici, lui no. Ma non è che io divento introverso e lui estroverso. Grazie per averlo scritto
02-08-2023 01:09
Madame du Barry
Re: L’introversione e la vulnerabilità al trauma

L'introversione di base non è un vero problema.
Ovviamente non avrai i mega gruppi o tutte le uscite serali che ha un estroverso, ma ho conosciuto molte persone introverse nelle mia vita e tutte non avevano problemi nel socializzare, avevano sempre quei 2-3 amici su cui contare.
Nel mio caso credo che la forte timidezza sia stata la condanna più grande, mai curata in età adolescenziale si è trasformata in fobia sociale per un grande lasso di tempo, fino ad oggi entrato pienamente nel disturbo evitante di personalità.
Quindi di base sono d'accordo che le patologie colpiscono più facilmente gli introversi, ormai sono decine gli studi che lo confermano, ma la problematica che crea patologie più severe (a mio parere) è la timidezza.
Lei blocca in tutto.
L'introversione da sola non crea tutte queste problematiche.
02-08-2023 00:29
Keith
Re: L’introversione e la vulnerabilità al trauma

Quote:
Originariamente inviata da Varano Visualizza il messaggio
Per me chi nasce tondo non muore quadrato, meglio sviluppare le cose in cui si riesce decentemente magari grazie all'introversione.
Ma senza aspettarsi la luna
Ho provato anche con la rassegnazione.. non funziona. La rassegnazione è la morte dell'anima.
01-08-2023 23:52
Varano
Re: L’introversione e la vulnerabilità al trauma

Per me chi nasce tondo non muore quadrato, meglio sviluppare le cose in cui si riesce decentemente magari grazie all'introversione.
Ma senza aspettarsi la luna

Inviato dal mio moto g32 utilizzando Tapatalk
01-08-2023 23:11
Vespa1976 La domanda fondamentale allora diventa questa...

Si tratta di una malattia psicologica risolvibile con la terapia?
Oppure parliamo di una condizione irreversibile, in quanto fisiologicamente parte del nostro essere, quindi inscindibile da noi stessi?
Possiamo solo conviverci e forse, parzialmente, migliorare? Magra consolazione direi...

Ma in fondo, a cosa serve torturarsi la mente per avere una risposta che comunque non cambierebbe la nostra esistenza, il nostro essere.

Abbiamo solo due possibilità...
accettare quello che siamo e condannarci ad una vita con poche soddisfazioni oppure tentare comunque di combattere la propria natura, fintantoché abbiamo la forza per farlo...
01-08-2023 22:30
anahí Il nesso causale per me è proprio nell'altra direzione. Persone che hanno sofferto molto il rapporto con figure importanti tenderanno a chiudersi e trovare più difficile provare piacere nell'interazione con gli altri
01-08-2023 21:47
Warlordmaniac
Re: L’introversione e la vulnerabilità al trauma

Quote:
Originariamente inviata da Artemis_90 Visualizza il messaggio
Beh è normale, l'introversione non è una malattia, è una specifica configurazione cerebrale, cioè si nasce così, ma nonostante sia un naturale orientamento dell'individuo un'introverso che vive in un mondo creato ad hoc per gli estroversi non può che soffrire e ammalarsi più facilmente. Jung diceva che l'individuo è nevrotico quando non è in linea la propria natura, cioè se una persona non può essere se stessa ma deve cambiarsi per adeguarsi alla società diventa nevrotica.

Se il mondo fosse strutturato a misura di introverso, ad essere "malati" sarebbero gli estroversi. Difatti non è che gli introversi sono automaticamente malati e gli estroversi automaticamente sani, anche gli estroversi possono ammalarsi se costretti ad andare contro il proprio temperamento, si è visto durante la pandemia, milioni di estroversi in crisi tanto che hanno pure dovuto varare il bonus psicologico, a nessuno è mai fregato niente della psicologia ma quando sono stati gli estroversi a subire una situazione "contro la loro natura" e ne hanno risentito sono subito corsi ai ripari con il bonus per lo psicologo.
Ma infatti ad un certo punto il lockdown è diventato proibito perché insostenibile.
Io dicevo: "ma se si è fatto prima, perché non farlo anche ora?"
Era logico esercitarsi in lockdown ogni volta che ce ne fosse bisogno.
Tiravano fuori la scusa dell'economia che non avrebbe retto, oppure del complotto dei potenti contro la gente comune.
La verità è che gli estroversi davano segni di intolleranza alla chiusura e i neurotrasmettitori del terrore erano assuefatti alle notizie.
01-08-2023 21:40
Keith
Re: L’introversione e la vulnerabilità al trauma

Quote:
Originariamente inviata da Artemis_90 Visualizza il messaggio
ma quando sono stati gli estroversi a subire una situazione "contro la loro natura" e ne hanno risentito sono subito corsi ai ripari con il bonus per lo psicologo.
si sono presi il bonus ma dopo le riaperture hanno ricominciato a fare le loro vite normali. serviva più a noi il bonus.. che pur essendo più allenati all'isolamento ne abbiamo risentito lo stesso poiché sono andati a morire quei rapporti che definiscono "secondari" o "collaterali" non ricordo bene il termine che hanno usato.. sono quelle persone che non sono propriamente amici ma bensì conoscenti, che sono cmq fondamentali nel benessere sociale delle persone.
01-08-2023 20:38
edward00767
Re: L’introversione e la vulnerabilità al trauma

Quote:
Originariamente inviata da Black_Hole_Sun Visualizza il messaggio
Qualora certi segnali di introversione estrema vengono ignorati o sminuiti nell'adolescenza esse quasi sicuramente vanno a sfociare in psicopatologie più o meno pesanti nell'età adulta.
Concordo in pieno
01-08-2023 20:28
CongaBlicoti_96
Re: L’introversione e la vulnerabilità al trauma

Quote:
Originariamente inviata da Delta80 Visualizza il messaggio
Boh non so, quando persi i genitori non ricordo nemmeno se ero andato da uno psichiatra che mi “aiutasse”, va detto che in adolescenza feci talmente tanti casini , ricordo l’assistente sociale ma non so se aveva la stessa funzione
Tipo? ( se vuoi condividerlo ovvio)


nonostante vari traumi non sono mai stata introversa, anzi. Durante l'adolescenza (pensandoci ora ) forse ero anche un po' arrogante , ma era più che altro una maschera. Chi mi conosceva sapeva che si trattava di un meccanismo di difesa. Il problema era che non riconoscevo per niente l'autorità o per lo meno quelli che non riconoscevo come figure che potessero ricoprire un ruolo pedagogico ed educativo.
31-07-2023 16:02
Delta80
Re: L’introversione e la vulnerabilità al trauma

Boh non so, quando persi i genitori non ricordo nemmeno se ero andato da uno psichiatra che mi “aiutasse”, va detto che in adolescenza feci talmente tanti casini , ricordo l’assistente sociale ma non so se aveva la stessa funzione
31-07-2023 15:59
Brutton
Re: L’introversione e la vulnerabilità al trauma

Io sono stato estremamente introverso durante l'adolescenza, quasi a livelli di mutismo. Infatti a 20 anni è arrivata la diagnosi...
31-07-2023 15:46
vikingo
Re: L’introversione e la vulnerabilità al trauma

Esatto la sensazione di faticare il doppio rispetto a chi viene naturale..
31-07-2023 15:40
Omnia728
Quote:
Originariamente inviata da Black_Hole_Sun Visualizza il messaggio
Qualora certi segnali di introversione estrema vengono ignorati o sminuiti nell'adolescenza esse quasi sicuramente vanno a sfociare in psicopatologie più o meno pesanti nell'età adulta.
È questo il punto, la maggior parte dei problemi di introversione grave nei ragazzi dai 12 ai 19 anni vengono liquidati come semplici problemi adolescenziali, normali e fisiologici in un'età di passaggio che è difficile per tutti, quando in realtà la vita che fanno questi ragazzi non è assolutamente normale sotto ogni aspetto. Poi certamente ci può essere un grado di maturazione con il passaggio all'età adulta ma anche se riesci a migliorare un po' la qualità della tua vita (come io ho fatto) certi vuoti te li porti dietro per sempre, è come se rimanesse una sorta di stampella nella tua mente che devi utilizzare per convincerti che tu non hai niente di meno rispetto agli altri, poi ci puoi anche riuscire ma non ti verrà mai in maniera naturale, il vuoto di quegli anni rimane, più o meno grosso, ma rimane.
31-07-2023 12:47
Keith
Re: L’introversione e la vulnerabilità al trauma

Quote:
Originariamente inviata da Black_Hole_Sun Visualizza il messaggio
Qualora certi segnali di introversione estrema vengono ignorati o sminuiti nell'adolescenza esse quasi sicuramente vanno a sfociare in psicopatologie più o meno pesanti nell'età adulta.
mi piacerebbe leggere bene tutto l'articolo ma non riesco a trovare la concentrazione giusta. si parla anche di senso di colpa del ragazzo e di genitori che spingono per "normalizzarlo" inteso come farlo diventare estroverso.
E' inquietante come il 60% delle persone con disturbi sia introverso, quando questi sono appena il 10% della popolazione, ma questo già lo sapevo.
31-07-2023 12:38
Black_Hole_Sun
Re: L’introversione e la vulnerabilità al trauma

Qualora certi segnali di introversione estrema vengono ignorati o sminuiti nell'adolescenza esse quasi sicuramente vanno a sfociare in psicopatologie più o meno pesanti nell'età adulta.
31-07-2023 12:34
Keith
L’introversione e la vulnerabilità al trauma

La frequenza con cui, nella pratica psicoterapica, si ricostruisce una carriera introversa travagliata sul piano interiore è a tal punto elevata che è difficile considerarla casuale.

A livello della fascia di età che va dai 15 ai 25 anni, su 10 giovani che manifestano una situazione di disagio psicopatologico conclamato (vale a dire caratterizzato da sintomi, vissuti e comportamenti che incidono negativamente sulla qualità della vita) non meno di sei o sette appartengono allo spettro introverso. Se si considera la bassa incidenza statistica di tale spettro sulla totalità della popolazione (5-10%) non si può che rimanere sorpresi da questo dato.

Venire al mondo con un corredo genetico introverso è, dunque un fattore di rischio psicopatologico.



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