questo succede perché in depressione diventiamo le nostre paure si tingono di sospetto. Temiamo che altri possano ferirci. Essendo consapevoli della nostra fragilità, ci sentiamo anche indifesi. Per questo chi è in depressione tende in varia misura al ritiro sociale.
Ma queste sono paure preventive, del tutto teoriche, immaginarie.
Ma quando si viene realmente in contatto con gli altri, subentra la realtà. E nella realtà, si tocca con mano il grado di sensibilità e rispetto di un altro.
Questo è bene saperlo: non tutte le persone che si propongono di aiutarti, necessariamente fanno bene. Se avvertiamo modi aggressivi, invadenti o indiscreti, è meglio essere cauti.
Per esempio, molti anni fa, un amico fece un viaggio di 200 km per "aiutarmi". Si ma era un tipo invadente e così m'indusse a buttar via le medicine, prescrittemi dallo specialista, perché a suo dire erano porcherie.
Invece erano quelle che mi tenevano in vita e rischiai il suicidio. Era meglio se stava a casa sua.
Se c'é una persona che ci sta aiutando, è meglio riferirlo allo psichiatra, che è uno dei pochissimi di cui ci possiamo veramente fidare.
E fidiamoci di noi!
21-10-2015 12:40
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Re: Depressi , ma non fessi.
Caro FolleA,
è vero quel che dici. E' un esperienza comune: quando siamo in depressione, ci sentiamo impermeabili all'amore, ma molto molto sensibili all'aggressività altrui.
E c'è un aggravante: essendo la depressione la malattia della colpa, se qualcuno ci tratta male senza ragione, finiamo per convincerci che , in un modo o nell'altro, alla fine sia comunque colpa nostra.
21-10-2015 00:36
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Re: Depressi , ma non fessi.
I violenti ci possono essere. Io ho avuto un amico faceva gli " esperimenti" su di me. Mi trattava da cavia. Una sera mi fece scendere. Poi pian piano si fece seguire e prendemmo un bus fino a casa sua. Io lo seguii solo perché ero terrorizzato all' idea di rimanere solo per strada a Milano.
Alla fine osai chiedere perché mi avesse condotto lì e la risposta fu:"volevo vedere quanto fossi influenzabile".
Ne combinò altre. Ma quando mi ripresi, allontana i questo scienziato pazzo per sempre. La persona che in quel periodo terribile fu la più delicata fu una ragazza che poi è diventata mia moglie. Semplicemente si comportava con me come se la malattia non esistesse. Non mi domandava: che hai? Solo con lei non mi sentivo depresso.
Ora è lei che a volte va in depressione. Allora divento delicato come un poeta e poi cucino squisitezze, avendo cura che senta i rumori di cucina, come lo sferruzzare del coltello mentre faccio le tagliatelle mano.
20-10-2015 23:27
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Depressi , ma non fessi.
Quando siamo in depressione grave, arriviamo a smarrire il senso della realtà.
Ma non smarriamo per nulla la capacità di capire l'approccio che gli altri hanno con noi. Sappiamo ben distinguere le persone delicate da quelle aggressive; distinguiamo le persone sensibili dai grezzi. La vicinanza a persone gentili, non invadenti, discrete, ci crea un clima migliore e stiamo subito meglio.
Quando torniamo a star meglio, magari ricordiamoci di come sono andate le cose quando eravamo deboli. Anche se eravamo depressi, abbiamo visto giusto. Eravamo malati, ma per nulla scemi. Regoliamoci e magari cambiamo qualcosa della nostra vita. Se lasciamo tutto com'era, lasceremo le stesse sollecitazioni di prima. Con qualcuno basterà cambiare le regole, responsabilmente. Ma qualcuno sarà bene lasciarlo perdere, specie se ha usato modi violenti quando eravamo indifesi.
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