Si c'è un vago legame, d'altronde Love will tear us apart i Cure l'hanno anche rieseguita dal vivo, mentre mai i New Order hanno ripreso pezzi dei Cure. Ma quella appunto era un'epoca incredibilmente feconda, non farei graduatorie, erano entrambi mirabili.
PS link fixati
15-07-2014 02:11
Winston_Smith
Re: Genealogies.
Sempre in ambito The Cure - Joy Division, dico un'eresia se mi sembra che ci sia qualcosa di simile in sottofondo nelle due big hits?
The Cure grandi davvero, da un certo punto di vista restano il mio gruppo preferito, perché a 15 anni mi traghettarono verso le rive della cosiddetta musica alternativa schiudendomi più vasti orizzonti, e poi anche oggi un loro concerto ha pochi rivali, con durate pantagrueliche paragonabili solo a quelle dei Grateful Dead di Santa Claus-Garcia buonanima.
Certo dal punto di vista discografico, dopo il 92 creativamente si sono parecchio sdraiati... Qualche vampata di genio qua e là , ma poco altro. Le loro influenze sono certo eterogenee, e ci sento anch'io un po' dei Pink Floyd più introversi, ma non avevo mai pensato a Wyatt & Canterbury né tantomeno alle passacaglie ieratiche e ai funebri madrigali dell'algida valchiria della notte Nico (se non in Cold?), mentre i Velvet Underground sono stati la buia e malsana scaturigine di tutto il post punk, quindi mi pare quasi banale citarli. 17 seconds, nel suono, su ammissione dello stesso Bob, si ispira al nitore minimalista del Low berlinese di Bowie .Nel loro pop più strambo, nel periodo delle sperimentazioni lisergiche, ci trovo a volte tracce di Xtc e degli acidi e dadaisti Dukes of Stratosphear. Forse i Joy Division hanno avuto una maggiore importanza per il loro valore sorgivo: Robert Smith, alla maniera di certo Bowie, è sempre stato anche un discreto vampiro sempre pronto, con le sue labbra cariche di rossetto estroflesse in fallica proboscide, a suggere avidamente idee altrui: all'inizio il loro era un pop punk essenziale ispirato ai Buzzcocks e a Costello, poi Smith sentì Wire, Banshees, Joy Division e sterzò bruscamente in direzione di una poetica sonora molto più austera, rarefatta, espressionista, ieratica ed intensa, salvo poi tornare al pop in modo più lussuoso e stratificato, con esiti a tratti maiuscoli . Insomma affettivamente preferisco i Cure ma riconosco l'importanza seminale dei Joy Division e la grandezza di molti brani dei New Order...
Bella al riguardo questa osservazione di Mauro Roma su Ondarock: “Accanto a Ian Curtis, Robert Smith è l'altro grande "spirito guida" della cosiddetta "dark-wave" britannica. I due erano uniti dalle stesse ansie, paranoie e depressioni, ed entrambi in ogni loro opera davano l'impressione di stare soccombendo sotto il peso di un'immane tragedia esistenziale. Ma la differenza fondamentale tra i due sta proprio nel fatto che, mentre Curtis alla sua personale tragedia si arrese senza nemmeno tentare di combattere, Smith ha invece sempre lottato con tutte le sue forze per uscirne. Da qui anche la differente impostazione musicale dei rispettivi gruppi: laddove la musica dei Joy Division era gelida, inerte e di precisione geometrica, quella dei Cure è invece in costante, nevrotico tumulto: Ian Curtis cantava come un robot privato di qualsiasi emotività, il tono di Robert Smith invece era quello di un condannato a morte prossimo all'esecuzione, che cerca ansiosamente una possibile via di fuga. Smith non ha mai avuto la sconvolgente, folle lucidità e la capacità riflessiva di Ian Curtis, ma ha sempre potuto vantare un talento lirico che ha avuto pochi rivali nel rock inglese degli ultimi due decenni: i suoi flussi di coscienza così romantici (nel senso "letterario" del termine), commossi e sconsolati, hanno segnato in profondità le sensibilità di stuoli di "dark-kids".
In particolare i percorsi paralleli di Cure e New Order narrano una storia di rivalità e di furti incrociati ... Peter Hook, da poco rancoroso transfuga dai New Order, ha spesso usato uno sprezzante sarcasmo al riguardo... Nel suo memoir Unknown pleasures:inside Joy Division, riferendosi ad un concerto all'università di Canterbury dove i JD fecero da gruppo spalla ai Cure (fatto che mi colpisce, in quanto ero convinto che i Cure fossero all'epoca meno popolari dei JD), Hook scrive: “Non penso che piacessimo ai Cure, penso anzi che in un certo senso ci odiassero, perché noi siamo riusciti a rimanere fighi, credibili ed indipendenti e loro, beh, si sono svenduti un bel po'. Immagino che pensassero Vorremmo essere come i Joy Division.
In realtà è difficile stabilire chi abbia drenato più sangue all'altro o viceversa, così come dire quale sia il migliore bassista fra Hook e Gallup, visto che entrambi sono, a pari merito, coloro che hanno più innovato l'uso del basso scarno che disegna sinuosamente la struttura melodica del pezzo, anziché limitarsi alla funzione di pompante motore ritmico... ma pur ribadendo la mia massima ammirazione per entrambe le formazioni, provo ad elencare alcuni casi eclatanti...
(qui Robert si è lasciato un po' andare diciamolo, ha rippato quasi tutto come un figlio di mignotta senza neppure prendersi la briga di dissimulare la cosa...)
altra coincidenza clamorosa, dove però è difficile individuare il subdolo vampiro trattandosi di due pezzi electro usciti lo stesso anno , è quella di
(il ritmo, il riff acido e lancinante che si staglia in primo piano)
E per converso, veniamo alle appropriazioni indebite dei New Order ai danni degli odiati Cure
la più madornale, dolce vendetta di Sumner, Hook & company nei confronti del pingue miagolatore per la sua oltraggiosa Inbetween days:
che si allungano desolate sulle note di ben due brani dei NO.... A Forest è brano anticipatore come pochi di quel periodo, penso che sia stato indirettamente citato da centinaia di band, ma si faccia caso alla linea di basso gallupiana di
... difficile pensare a un riverbero casuale.
Se qualcuno volesse provare a snidare altri casi simili, si accomodi pure...
Due anni fa,a Rho, vedere gli attempati ma ancora prestanti New Order e Cure insieme nella stessa sera mi è parso una sorta di coronamento, di simbolica chiusura di un cerchio per me...
12-07-2014 16:17
Bluevelvet93
Re: Genealogies.
Anche io ave o pensato a Nico, ma a quella di Desert Shore. Comunque mi sa che posterò mercoledì.
12-07-2014 16:14
suicida
Re: Genealogies.
w la diga
11-07-2014 18:49
Bluevelvet93
Re: Genealogies.
Quote:
Originariamente inviata da suicida
Comunque a caldo ci piazzerei questa. Dico sui Cure. Ma anche tutto Saucerful. L'ho sempre considerato un disco super-dark.
Quel tono solenne, mistico, psichedelico e imponente (quasi inqueitante) mi fa venire in mente questa:
Bè, i Joy Division sono stati probabilmente il gruppo post-punk più influente di sempre. Dubito per esempio che sarebbe mai potuta nascere la coldwave senza di loro (vedasi il gruppo qua sotto). Ma anche i Cure sono stati fondamentali per il genere.
Sarà la canzone dei Cure, The Funeral Party. Comunque si potrebbe fare uno schema con tutte le derivazioni dei generi
10-07-2014 15:32
suicida
Re: Genealogies.
spaziale
10-07-2014 15:03
suicida
Re: Genealogies.
appunto un albero
10-07-2014 14:54
suicida
Re: Genealogies.
Io resto sul versante...
10-07-2014 14:45
Bluevelvet93
Re: Genealogies.
Quote:
Originariamente inviata da suicida
Non c'ho capito una mazza. Cioè Chuck Berry lo da o lo prende? E a/da chi? Stessa cosa per i Funkadelic, danno o prendono?
Per fare un altro esempio. Per me i Mogwai lo prendono anche ma non solo da Badalamenti.
Lo prendono tutti: Faust dai Silver Apples, Chuck Berry dal blues del delta e i Funkadelic dalla Fatback Band, anche se forse avrei dovuto citare Sly and the Family Stone (sono anche più bravi). Bo, su quest' ultimo però sono associazioni sul genere funk in generale più che sulla band specifica.
10-07-2014 14:38
suicida
Re: Genealogies.
una mazza.
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