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Originariamente inviata da whatever83
Credo che il giudizio negativo si basi in realtà sulla distinzione fra qualità modificabili e non, perché quello che fa male è essere discriminati (in negativo, perché quando lo si è in positivo non si lamenta mai nessuno) in base a qualcosa su cui non si ha potere di intervento.
Allora chi discrimina in base a una qualità non modificabile (come è, in larga parte, l'aspetto fisico) viene giudicato come "superficiale", per biasimarlo del dolore che in questo modo causa al discriminato (sebbene, a sua volta, il discriminante non abbia alcun potere di intervento sulle sue preferenze).
Che poi le cosiddette qualità interiori (qualunque esse siano) siano modificabili, è un'assunzione tutta da giustificare.
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Non credo sia per questo o, meglio, penso che questa sia una giustificazione a posteriori per altre motivazioni meno consapevoli.
Alla fine anche l'aspetto fisico può essere modificato abbondantemente, basta avere la voglia, l'impegno e magari le risorse economiche.
Riflettendoci di recente, penso che la differenza avvenga perché si ritiene che la maggior parte delle persone istintivamente si identificano maggiormente con le caratteristiche caratteriali e mentali che non col resto del corpo fisico. D'altra parte è anche da questa tendenza che deriva la credenza istintiva di molti nell'anima o comunque nel fatto che il mentale sia qualcosa di separato dal corpo fisico.
Su questo una buona riflessione formulata in chiave narrativa la dà il racconto
Il piacere di ciò che vedi: un documentario, di Ted Chiang.