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Originariamente inviata da Angus
Mai sentito fare discorsi del tipo "noi poveri onesti lavoratori, loro ricchi potenti ladri"? Io li sento in continuazione.
Dei ricchi, sono odiati soprattutto quelli di sinistra, considerati ipocriti: rischiano di far sentire i poveri uguali a loro, senza però aiutarli a trovare il coraggio di affermarlo davvero, di prendere atto di non avere mezzi e pretenderli o costruirli, nonché di farsi una ragione delle proprie sfighe passate. Oggi, anche il coraggio di accettare sconfitta, impotenza e solitudine. I ricchi di destra, classisti o "meritocratici", danno invece meno problemi. Confermando che il posto in cui stanno i poveri è quello giusto, e in fondo non è poi così male (nonostante quanto dicono quegli altri snob al caviale), regalano loro un'illusione utile a non farli sentire arrabbiati e disperati. Il classismo e il negazionismo tranquillizzano i poveri non meno dei ricchi. Briatore, alla fine, sta simpatico. Berlusconi lo votano. La Cirinnà è odiata.
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1) sì ma non vuol dire che si vantano della propria povertà.
Sul fatto che si possa essere ricchi senza essere ladri ho un'idea che si può intuire ma me la tengo.
2) a me non sembra che i ricchi di destra siano meno odiati di quelli di sinistra. Ma che l'ipocrisia infastidisca più della coerenza mi pare sacrosanto. (Disclaimer: sono di sinistra e odio l'accusa di radicalismo chic quando usata a sproposito, cioè quasi sempre).
Al netto di tutto, le mie considerazioni sulla frase della Cirinnà tali restano. Non ravviso motivi per cambiare idea su quanto ho scritto. Ma la cosa che ha detto mi pare talmente autogol eclatante da sembrarmi una sorta di trolling.
Che qualcuno non ci veda "niente di male" è un sintomo gravetto di come siamo messi.