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Originariamente inviata da claire
Se essere poveri non è un vanto (mai sentito in vita mia qualcuno vantarsene, sarà un caso, semmai c'è chi non se ne vergogna ed ha perfettamente ragione, o chi è orgoglioso di quello che è NONOSTANTE la povertà, e spesso anche lì ha ragione, ma è ben diverso dal vantarsi della povertà, che al massimo può essere una provocazione), non è nemmeno una colpa, così come essere ricchi non è un merito.
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Mai sentito fare discorsi del tipo "noi poveri onesti lavoratori, loro ricchi potenti ladri"? Io li sento in continuazione.
Dei ricchi, sono odiati soprattutto quelli di sinistra, considerati
ipocriti: rischiano di far sentire i poveri uguali a loro, senza però aiutarli a trovare il coraggio di affermarlo davvero, di prendere atto di non avere mezzi e pretenderli o costruirli, nonché di farsi una ragione delle proprie sfighe passate. Oggi, anche il coraggio di accettare sconfitta, impotenza e solitudine. I ricchi di destra, classisti o "meritocratici", danno invece meno problemi. Confermando che il posto in cui stanno i poveri è quello giusto, e in fondo non è poi così male (nonostante quanto dicono quegli altri snob al caviale), regalano loro un'illusione utile a non farli sentire arrabbiati e disperati. Il classismo e il negazionismo tranquillizzano i poveri non meno dei ricchi. Briatore, alla fine, sta simpatico. Berlusconi lo votano. La Cirinnà è odiata.