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Mi rendo conto che ad anni di distanza non riesco a superare determinati eventi avversi che mi hanno segnato, eventi che mi hanno impostato ancor peggio di prima in modalità "fuga" di fronte a eventi simili o che rischiano di esserlo.
Se percepisco che potrei trovarmi in situazioni simili a quella che mi ha quasi distrutto psichicamente scappo. Una volta non avrei fatto così.
Pensavo che col tempo questa cosa si sarebbe diluita, che sarebbe andata via da sé, che sarei, come si dice, migliorato. In effetti molte cose sono migliorate, ma i progressi restano insufficienti, sono ancora lontano dal tornare nelle condizioni precedenti il trauma.
Ho provato la terapia farmacologica, che ha aiutato, ho provato quella psicologica, che non è servita quasi a niente, ho provato a riflettere su me stesso con le mie sole forze, ricavandone qualcosa, ma niente di decisivo.
Purtroppo è anche questo problema che ha portato all'isolamento sociale e che mi causa un'enorme fatica nell'uscire da esso.
Giusto in questi giorni pensavo che forse dovrei rassegnarmi alla solitudine e all'incapacità raggiunta di gestire rapporti umani quali che siano.
Devo semplicemente scegliere qual è il percorso meno doloroso: una vita di contatti umani in cui continuerò a rivivere ciò che, ormai molto tempo fa, mi ha traumatizzato; oppure una fuga nella solitudine, in cui potrò avere una relativa quiete ma sarò lentamente consumato dalla mancanza di una qualche interfaccia col Mondo là fuori.
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