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Vecchio Ieri, 19:16   #1
Avanzato
 

Come li vedete i ragazzi di oggi? Rispetto a 20-30-40 anni fa rimangono appiccicati ai genitori (oppure i genitori se li tengono appiccicati) molto più a lungo. Una volta quando avevi meno di 10 anni già andavi a scuola da solo, poi nel pomeriggio prendevi la bici e andavi dai compagni che stavano nell'altra parte del paese per fare i compiti assieme oppure per giocare, oppure andavi in patronato o nel bar dei vecchi ubriaconi a giocare con i videogame. Oppure a 7 anni i genitori ti lasciavano a casa se dovevano assentarsi per un paio di ore, con la sola raccomandazione di non combinare casini e non aprire a nessuno.

Poi quando andavi alle superiori, durante le vacanze estive i più volonterosi si trovavano un lavoretto per comprarsi il motorino o da vestire.

Cose impensabili oggi. So del figlio di un mio collega che a 19 anni è andata la mamma ad iscriverlo alla scuola guida, oppure la figlia di 13 anni che non la lasciano a casa da sola neanche mezzoretta, oppure ancora la figlia che fa la seconda media a 150 metri da casa e la accompagnano tutte le mattine e poi vanno a prenderla.

Secondo voi era meglio un volta che si imparava a farsi le ossa fin da piccoli oppure oggi?
Vecchio Ieri, 19:21   #2
Esperto
L'avatar di gaucho
 

Giusto ieri in sede pubblica sentivo una madre che parlava con la scuola guida del “trauma” del figlio per non aver passato teoria che doveva prendersi un po di tempo, ma di che cazzo stiamo parlando.
Ringraziamenti da
Daytona (Ieri), Flora (Ieri)
Vecchio Ieri, 19:23   #3
Hor
Esperto
L'avatar di Hor
 

Quote:
Originariamente inviata da Patatrac! Visualizza il messaggio
Come li vedete i ragazzi di oggi?
Non li vedo perché non esco di casa.
Scherzi a parte, se il discorso non è sui "ragazzi d'oggi" in genere ma sul ritardo con cui si raggiunge l'indipendenza rispetto a un tempo, be', è un fenomeno tipico dei paesi più industrializzati, registrato un po' da tutti coloro che ne sanno.
Ma è l'effetto inevitabile della scolarizzazione sempre più estesa nel tempo e del conseguente rinvio dell'ingresso nel Mondo del lavoro, per cui i ragazzi sono economicamente dipendenti dai genitori per periodi sempre più lunghi. Tutto il resto viene da sé, anche perché l'autonomia, come tante cose umane, si dovrebbe imparare con la pratica, ma se arrivi a quindici o venti o venticinque anni senza aver fatto pratica o avendola fatta scarsa, quali risultati otterrai?

Leggevo qualche settimana fa un articolo sugli Stati Uniti, dove si sta diffondendo l'abitudine di fare i primi colloquî di lavoro accompagnati dai genitori.
Vecchio Ieri, 19:42   #4
Esperto
L'avatar di Teal
 

Sono generalmente cresciuti in un ambiente più protettivo rispetto a quello delle generazioni precedenti, questo li rende anche più fragili.

Poi oggi spesso si studia di più, ci si prende più tempo per cercare la propria strada (o almeno sono molti di più quelli che possono farlo), si vive più a lungo e si sa che si dovrà lavorare fino a 70 anni, questo ritarda l’ingresso nel mondo del lavoro.

Inoltre per le generazioni cresciute nel dopoguerra il futuro era una promessa, oggi tra declino economico, inverno demografico, crisi climatica, instabilità globale, insicurezza nelle relazioni etc. per molti il futuro sembra più una minaccia, si cresce con una prospettiva diversa.
Vecchio Ieri, 19:45   #5
Esperto
L'avatar di Axolotl~
 

Pensiamo sempre all'America.
Ringraziamenti da
claire (Ieri)
Vecchio Ieri, 19:50   #6
Principiante
 

Avranno le loro difficoltà, io non giudico.... Molti di noi ci sono passati e ci passano ancora, eppure non mi faccio preconcetti e pregiudizi nei confronti degli utenti del forum. Non conosciamo e nemmeno possiamo giudicare, io ho sempre aiutato gli altri anche a costo di non guadagnarci niente, avranno i loro tempi e i loro spazi, a volte capita di prendere come esempio un caso su un miliardo e generalizzare per tutto il resto.... Siamo persone, con le nostre fragilità e i nostri tempi, e questo vale per tutte le epoche, non si possono fare paragoni, ognuno ha la sua storia e vanno aiutati.
Vecchio Ieri, 19:54   #7
Esperto
L'avatar di Sasuke
 

Qualsiasi generazione ritiene quella successiva più fortunata o meno esposta ai sacrifici, è così da quando esiste l'uomo. Penso che anche loro e chi dopo di loro avranno una vita di sofferenze, la vita è dolore, anche se hai smartphone e scuola guida pagata.
Ringraziamenti da
Flora (Ieri)
Vecchio Ieri, 20:01   #8
idk
Esperto
L'avatar di idk
 

Quote:
Originariamente inviata da Hor Visualizza il messaggio

Leggevo qualche settimana fa un articolo sugli Stati Uniti, dove si sta diffondendo l'abitudine di fare i primi colloquî di lavoro accompagnati dai genitori.
Vecchio Ieri, 20:13   #9
Esperto
L'avatar di Keith
 

Quote:
Originariamente inviata da Patatrac! Visualizza il messaggio
Secondo voi era meglio un volta che si imparava a farsi le ossa fin da piccoli oppure oggi?
Penso fosse meglio una volta. Oggi sicuramente sono più intelligenti e informati rispetto a prima. Un 18-20 enne ha già chiaro come funziona il mondo del lavoro e gli studi da intraprendere. E' difficile che fa scelte avventate come succedeva prima.
Però sembrano anche più fragili rispetto a ieri. In pandemia molti sono andati in crisi, io mi sarei messo in garage a fare bricolage senza nessun problema come facevo ai miei tempi.
Negli anni 80-90 non c'erano problemi di depressione, adhd, etc. Si viveva e basta, ognuno faceva più o meno quello che gli pareva. Il bullismo c'era ma si risolveva sul momento, una scazzottata, una sediata sulla schiena e finiva lì.

A 10 anni mia madre già mi mandava a fare piccole commissioni, ma allora nel 1987 era anche più sicuro per le strade, non c'erano stranieri molesti o pericoli particolari.
Vecchio Ieri, 21:13   #10
Esperto
L'avatar di Crepuscolo
 

Mi fa troppo strano leggere cinquantenni che spiegano come erano cazzuti da giovani, su un forum di problemi psicologici/relazionali.
Forse voi che scrivete qui siete più simili a questi ragazzi che criticate piuttosto che ai vostri coetanei.
Vecchio Ieri, 21:22   #11
Hor
Esperto
L'avatar di Hor
 

Quote:
Originariamente inviata da Crepuscolo Visualizza il messaggio
Mi fa troppo strano leggere cinquantenni che spiegano come erano cazzuti da giovani, su un forum di problemi psicologici/relazionali.
Forse voi che scrivete qui siete più simili a questi ragazzi che criticate piuttosto che ai vostri coetanei.
Infatti io da giovane non ero affatto cazzuto, e i miei genitori hanno anche provato a farmi essere autonomo molto presto, ma con scarsi risultati.
Ma una cosa è il caso dell'utente di questo forum, un altro quello della popolazione generica.
Vecchio Ieri, 21:26   #12
Esperto
L'avatar di Mollusco
 

Quote:
Originariamente inviata da Crepuscolo Visualizza il messaggio
Mi fa troppo strano leggere cinquantenni che spiegano come erano cazzuti da giovani, su un forum di problemi psicologici/relazionali.
Forse voi che scrivete qui siete più simili a questi ragazzi che criticate piuttosto che ai vostri coetanei.
Questo sicuro, confermo.
Vecchio Ieri, 21:33   #13
Esperto
L'avatar di juan
 

A 25 anni faccio ancora parte dei ''ragazzi di oggi''? Maggiori dettagli: conosco le canzoni di tendenza su tiktok, parlo mezzo inglese e mezzo italiano, guardo i balletti delle ragazze carine nei reel di instagram, sono aggiornato su tutti i memes in circolazione, faccio roteare le pupille quando Crepet dice qualcosa.
Vecchio Ieri, 21:37   #14
Hor
Esperto
L'avatar di Hor
 

Quote:
Originariamente inviata da juan Visualizza il messaggio
faccio roteare le pupille quando Crepet dice qualcosa.
Questo è importante continuare a farlo per tutta la vita.
Io ai miei tempi lo facevo con Galimberti.
Ringraziamenti da
juan (Ieri)
Vecchio Ieri, 21:37   #15
Avanzato
 

Quote:
Originariamente inviata da Crepuscolo Visualizza il messaggio
Mi fa troppo strano leggere cinquantenni che spiegano come erano cazzuti da giovani, su un forum di problemi psicologici/relazionali.
Forse voi che scrivete qui siete più simili a questi ragazzi che criticate piuttosto che ai vostri coetanei.
Si modestamente noi 40anni fa eravamo già avanti rispetto ai nostri coetanei perchè eravamo simili ai ragazzi di oggi
Vecchio Ieri, 21:39   #16
Avanzato
 

Quote:
Originariamente inviata da Hor Visualizza il messaggio
Infatti io da giovane non ero affatto cazzuto, e i miei genitori hanno anche provato a farmi essere autonomo molto presto, ma con scarsi risultati.
Ma una cosa è il caso dell'utente di questo forum, un altro quello della popolazione generica.
Si appunto, infatti parliamo di popolazione generica
Vecchio Ieri, 22:32   #17
Avanzato
 

Ovviamente non è un thread per criticare i ragazzi di oggi, mi sembra evidente che sono così non per loro volontà ma perchè i genitori sono diventati molto più protettivi rispetto ad una volta. Quindi il pensiero mio è: Fanno bene o fanno male i genitori di oggi ad essere così protettivi con i ragazzi di oggi? Era meglio l'educazione di 30-40 anni fa?
Vecchio Ieri, 22:35   #18
Esperto
L'avatar di gaucho
 

Eh, quando c’era LVI….
Vecchio Ieri, 22:53   #19
Esperto
 

Spero siano meglio di quelli di ieri e l'altro ieri, che da adulti hanno (abbiamo) fatto piuttosto cagare. Ogni generazione è migliorata ( quando è migliorata) svincolandosi in vari modi dai dogmi e dai "valori" della precedente. Le precedenti si sentono meglio. Come non fossero figli loro questi che hanno i problemi oggi. Sentirsi "la meglio gioventù"non vuole dire esserlo.
Io non li vedo malissimo questi di oggidì.
A parte che puzzano di ormoni , ma quello è trasgenerazionale e mi domando sempre cosa ci trovassimo di così attraente in quei brufolosi regazzetti puzzoni. Ho visto la mia prima crush ( non corrisposta) l'altro ieri, é rimasto un bel ragazzo ma quando parla sembra gli manchino svariati punti di QI. Ai tempi non importava. Non mi ricordo manco che puzzasse, ma a quell'età forse siamo tutti immersi nella puzza di ascella ormonale adolescente e non la percepiamo. Credo che gli autisti dei bus per studenti liceali pendolari,specie in primavera e autunno , siano eroici. Che puzza. Ma non divaghiamo. W i giovani.
Vecchio Ieri, 22:56   #20
Esperto
L'avatar di juan
 

Mio padre è cresciuto con meno protezione di me, ma io mi reputo un essere umano migliore. Sono più intelligente di lui, ho studiato di più. Non sono rabbioso e aggressivo, ho un'equilibrio tra il maschile e il femminile che sono in me perché non sono cresciuto nella società del maschio alpha che deve sopprimere le emozioni. Mi prendo cura della salute mentale. Mio padre pur non essendo vecchio è già distrutto, dorme poco, deve tirare avanti a caffè, parla da solo in pubblico, gesticola in pubblico, non credo di averlo mai visto felice. Non farei mai a cambio con lui, lo prendo solo come modello di persona da non essere. Poi vabbè a riabilitazione c'è ad esempio un operatore coetaneo di mio padre che è una persona bellissima e mi sono molto affezionato a lui, ogni settimana non vedo l'ora di vederlo perché da grande vorrei essere così, però lui è un'artista di professione, molto sensibile, empatico, colto...quindi non lo paragonerei al 50enne medio.
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