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Vecchio 07-09-2017, 22:00   #41
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Originariamente inviata da DownwardSpiral2 Visualizza il messaggio
Sono io, non mi hai riconosciuto?
Ommioddio,lo sapevo che mi seguivi pure qua
Vecchio 07-09-2017, 22:19   #42
Esperto
L'avatar di Creeper
 

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Originariamente inviata da syd_77 Visualizza il messaggio
Infatti non ho mai capito come facciano gli altri nonostante mille errori, azzardi, a cadere sempre in piedi, a risolvere sempre tutto. Per quanto mi riguarda penso di essere poco intelligente, di non riuscire a risolvere le cose

Innanzitutto non hanno tutti i freni inibitori e la capacità di farsi tutte le seghe mentali che ci facciamo noi.
Altra cosa secondo me fondamentale, hanno un sacco di motivazioni che rendono sensati tutti gli sforzi che fanno, e ciò fa passare in secondo piano la possibilità di un eventuale fallimento.
Per loro il gioco vale sempre la candela.

Poi probabilmente hai ragione, a molti di noi manca quel tipo di intelligenza.
Vecchio 07-09-2017, 22:28   #43
Esperto
L'avatar di hermit94
 

Il problema grave è che è da due anni che,giuro,non ho un secondo di sollievo mentale né giorno né notte,sono imparanoiato tutto il tempo.Come se fossi in completo tilt..
Vecchio 07-09-2017, 22:42   #44
Esperto
L'avatar di syd_77
 

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Originariamente inviata da Marceline Visualizza il messaggio
Io azzardavo, mi buttavo, e prendevo craniate.
Perchè ero giovane ma disorientata, non vedevo il lungo termine, non ideavo in maniera logica, strutturata.
Tipo: vagabondaggio a caso, letto. Salto nella pozza in montagna da 3 metri, spiaggiamento distesa e vuoto depressivo. Colloquio a caso, assunzione, checazzstofacendodellamiavita, dimissioni.
Non sapevo che potevo osservarmi dall'esterno, l'ho imparato dialogando con alcune persone in particolare -che me ne hanno dato modo-, trovando informazioni e spunti nel virtuale, e approdando alla terapia
sei una coraggiosona
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Originariamente inviata da Gp6991 Visualizza il messaggio
Innanzitutto non hanno tutti i freni inibitori e la capacità di farsi tutte le seghe mentali che ci facciamo noi.
Si infatti questo è
Vecchio 07-09-2017, 23:59   #45
Esperto
L'avatar di hermit94
 

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Originariamente inviata da Marceline Visualizza il messaggio
Imho un po' succede a non cambiare ambiente, quindi per una mancanza di stimoli.
Se poi nemmeno si dà voce al proprio malessere, il tilt pare giustamente sintomautico :/
Hai proprio ragione...ambiente e voce del malessere che non riesce a uscire
Vecchio 08-09-2017, 01:03   #46
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L'avatar di S.Marco91
 

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Originariamente inviata da Gp6991 Visualizza il messaggio
Vero. Io ho paura ad entrare al bar a comprare una bottiglia d'acqua, questi altri fanno e disfano, iniziano a studiare, piantano li, lavorano oggi qui e domani all'estero e, soprattutto, cadono sempre in piedi qualunque cosa facciano.
Al di là della fobia sociale, io ho proprio paura, paura di tutto. Solo l'idea di andare via di casa un domani o di cercarmi un lavoro al di fuori della famiglia mi fa impazzire.
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Originariamente inviata da syd_77 Visualizza il messaggio
Infatti non ho mai capito come facciano gli altri nonostante mille errori, azzardi, a cadere sempre in piedi, a risolvere sempre tutto. Per quanto mi riguarda penso di essere poco intelligente, di non riuscire a risolvere le cose
noi spesso e volentieri non riusciamo neanche ad oltrepassare il primo gradino di Maslow, quello dei bisogni fisiologici, visto che, nel mio caso, non arriviamo alla fase "sesso".

Mi sono fatto una mia teoria: gli altri hanno degli "incentivi di mantenimento": "incentivi" perché si tratta di gratificazioni materiali, morali e sociali conseguenti un certo comportamento, "di mantenimento" poiché stabilizzano la personalità e costituiscono lo sprone motivante di certe azioni
Ad es. la ragazza: è una gratificazione ma va assecondata onde "mantenerla", il lavoro pure da gratificazioni economiche ma presuppone un certo impegno e così via.
Si tratta di mattoni piccoli e grandi "accatastati" gli uni sugli altri, quando cominci ad averne diversi (amici, donne, lavoro, stima) ti senti realizzato e perderne qualcuno non è un dramma (cascare in piedi). Viceversa sai che la presenza di certi "mattoncini" ne esclude altri: impari allora a scegliere e a capire il concetto di rischio opportunità.
Ovviamente bisogna avere delle buone fondamenta per poterci mettere sopra dei mattoncini, e spesso a noi queste mancano. Mi riferisco all'introversione e al carattere. Importante anche il terreno: la c.d. confort zone.

Io personalmente non ho nessun incentivo di mantenimento e lotto ancora al primo gradino della scala di maslow.
Vecchio 08-09-2017, 06:51   #47
Esperto
L'avatar di syd_77
 

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Originariamente inviata da S.Marco91 Visualizza il messaggio
noi spesso e volentieri non riusciamo neanche ad oltrepassare il primo gradino di Maslow, quello dei bisogni fisiologici, visto che, nel mio caso, non arriviamo alla fase "sesso".

Mi sono fatto una mia teoria: gli altri hanno degli "incentivi di mantenimento": "incentivi" perché si tratta di gratificazioni materiali, morali e sociali conseguenti un certo comportamento, "di mantenimento" poiché stabilizzano la personalità e costituiscono lo sprone motivante di certe azioni
Ad es. la ragazza: è una gratificazione ma va assecondata onde "mantenerla", il lavoro pure da gratificazioni economiche ma presuppone un certo impegno e così via.
Si tratta di mattoni piccoli e grandi "accatastati" gli uni sugli altri, quando cominci ad averne diversi (amici, donne, lavoro, stima) ti senti realizzato e perderne qualcuno non è un dramma (cascare in piedi). Viceversa sai che la presenza di certi "mattoncini" ne esclude altri: impari allora a scegliere e a capire il concetto di rischio opportunità.
Ovviamente bisogna avere delle buone fondamenta per poterci mettere sopra dei mattoncini, e spesso a noi queste mancano. Mi riferisco all'introversione e al carattere. Importante anche il terreno: la c.d. confort zone.

Io personalmente non ho nessun incentivo di mantenimento e lotto ancora al primo gradino della scala di maslow.
quando ho letto la prima riga e non avevo finito di leggere ho pensato " ma che me sta a dì a marco, che non so capace neanche de magnà?" poi ho finito e ok
Si diciamo che riescono a scegliere fra quello che più gli aggrada e non vanno in depressione se gli manca una cosa perché sanno che ne hanno un'altra
Vecchio 08-09-2017, 10:38   #48
Esperto
L'avatar di Creeper
 

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Originariamente inviata da S.Marco91 Visualizza il messaggio
Mi sono fatto una mia teoria: gli altri hanno degli "incentivi di mantenimento": "incentivi" perché si tratta di gratificazioni materiali, morali e sociali conseguenti un certo comportamento, "di mantenimento" poiché stabilizzano la personalità e costituiscono lo sprone motivante di certe azioni
Mi sembra una buona teoria.
Il problema però è: dove e come si ottengono questi incentivi?
Probabilmente anche conoscendo la risposta si arriverebbe a concludere che noi gli incentivi non possiamo permetterceli. Non c'è via di uscita da questa merda.
Vecchio 08-09-2017, 10:39   #49
Esperto
L'avatar di S.Marco91
 

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Originariamente inviata da syd_77 Visualizza il messaggio
quando ho letto la prima riga e non avevo finito di leggere ho pensato " ma che me sta a dì a marco, che non so capace neanche de magnà?" poi ho finito e ok
Si diciamo che riescono a scegliere fra quello che più gli aggrada e non vanno in depressione se gli manca una cosa perché sanno che ne hanno un'altra
Hahahaha

esatto, esemplificando è così.
Anche l'ambiente dove si cresce fa molto. E' il primo che fornisce gli incentivi/disincentivi a fare qualcosa, anche in maniera tacita. Sopratutto se sono cose scontate, quando mancano, si avverte una differenza stridente.
Ad es. io ho vissuto e vivo in un luogo lontano dalla città, in una situazione abitativa piuttosto anormale. Isolato per buona parte dell'anno. Oltre ad essere introverso quando socializzavo lo facevo a livello "stagionale" senza rapporti stabili. Questo mi ha sempre condizionato moltissimo.
Alle superiori poi vissi un momento piuttosto "social": volevo uscire il sabato, ma mi toccava concordare le uscite con mia sorella, perché secondo i miei genitori non era possibile che uscissero contemporaneamente i 2 figli (motivi di lavoro). Praticamente quelle 2 sere scarse al mese venivano viste come "enormi" concessioni dai miei, io mi in.ca.zzai e in breve uscii pochissimo di casa.
Vecchio 08-09-2017, 11:20   #50
Esperto
L'avatar di S.Marco91
 

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Originariamente inviata da Gp6991 Visualizza il messaggio
Mi sembra una buona teoria.
Il problema però è: dove e come si ottengono questi incentivi?
Probabilmente anche conoscendo la risposta si arriverebbe a concludere che noi gli incentivi non possiamo permetterceli. Non c'è via di uscita da questa merda.
Gli incentivi nascono, come dicevo sopra, dall'ambiente in cui si cresce, prima familiare e poi sociale. Dopo i primi incentivi, nascono quelli via via più complessi, è un circolo virtuoso che si autoalimenta. Intendiamoci non c'entra nessuna considerazione di carattere economico (a meno di situazioni di forte disagio). La famiglia può o meno creare un terreno fertile, può o meno dosare gli incentivi, può o meno costituire lo sprone a migliorarsi, o a scappare. A sua volte dipende poi dal milieu in cui si è formata questa stessa famiglia.
Va poi considerato in senso relativo: bisogna fare la proporzione tra quello che si potrebbe concretamente ottenere e quello che potenzialmente è ottenibile.
Nel mio caso, ad es.: materialmente non mi è mai mancato nulla che non potesse essere comprato e "consumato" fuori dal rigido schema familiare. Cioè poco sopra i bisogni fisiologici. Apparentemente non ci è mancato nulla. Per il resto (amici, casa, uscite, vacanze) poteva mancare tutto, perché c'era un motivo "superiore" che lo impediva.
Magari sono cose ridicole e banali, però poteva essere fondamentali impegnarsi per cose anche piccole, per formare il "carattere". Ovviamente devono essere cose appropriate all'eta e non, come nel mio caso, un senso di responsabilità assurdo che ti fa diventare "serio" da bambino.
Vecchio 08-09-2017, 11:41   #51
Esperto
L'avatar di S.Marco91
 

Gli incentivi si evolvono dai precedenti, in un ciclo virtuoso in cui si incastrano gli uni con gli altri.
Poi alla fine si beneficia pure dell'effetto diversificazione: avendo molteplici aspetti della vita di cui ritenersi soddisfatti, la somma dei singoli rischi, non correlati tra loro, è inferiore al rischio "complessivo" di insuccesso sociale. Si corono così meno rischi sistemici (depressioni).
Cioè se "loro" perdono una cosa, magari si consolano con un altra o "avanzano" in un determinato aspetto della vita.
Noi invece, essendo realizzati in pochi aspetti della vita, dobbiamo sempre investire moltissimo, in proporzione, in ciascun singolo aspetto che vogliamo costruire. Pertanto un insuccesso nel singolo aspetto (rifiuto del partner) può sfociare in un default sistemico: cioè ci abbattiamo moralmente e socialmente.
Vecchio 09-09-2017, 13:59   #52
Esperto
L'avatar di Boyyy82
 

episodi di depressione (di moderatà intensità) durante l'adolescenza.. -16-17 anni....poi di nuovo in crisi a 21-22 anni...
episodi vari e perlopiù brevi nel tempo (ma anche momenti di serenità e benessere), nuovo episodio da un annetto a questa parte...
c'è da dire che non ho mai toccato punte estreme (cioè da non uscire più di casa, o cose del genere), ho preso solo in un caso di depressione dei medicinali (Per 2 anni)...
Ovviamente gli episodi negativi (o positivi) hanno fatto la differenza tra i due stati d'animo...
Quindi nel mio caso credo prevalga la causa psicologica a quella organica, pero' mi accorgo di essere abbastanza vulnerabile ma allo stesso tempo, almeno in passato, bastava anche un qualcosa di positivo (tipo l'inizio di un lavoro che mi piaceva e con un ambiente di lavoro positivo). per farmi star di nuovo bene...
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