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Originariamente inviata da Anonimo.
Ecco, qua penso che ci sia un problema sulla definizione di capitalismo (magari Antonius ci può illuminare), perchè bisogna intendersi a che cosa ci riferisca con esso, e bisogna vedere se davvero il capitalista (ma ci sono diversi tipi di capitalisti come è facile intuire non si può equiparare una multinazionale a un bar) abbia sempre come intenzione l'aumento del profitto e basta e non ad esempio la realizzazione di sè attraverso l'impresa.
In questo senso bisogna evitare analisi paranoiche contro il capitalismo - e credo che Antonius sarà contento.
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Do intanto una risposta rapida. Tra il gestore del bar e quello della multinazionale a livello formale non ci sono differenze perché hanno il medesimo scopo: fare profitto grazie ai servizi che offrono. La realizzazione di sé è sempre a danno di qualcun altro, mors tua vita mea. Chi non ce la fa a competere viene lasciato indietro e nessuno si occuperà di lui (se non lo Stato, che i liberisti e i liberali vorrebbero limitare il più possibile). Pensa ai vecchi, ai malati, ai disabili; tutte categorie improduttive che vengono considerate esclusivamente come un costo e non come persone al pari delle altre.
Non ho capito poi in cosa le analisi sarebbero paranoiche.
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Originariamente inviata da Anonimo.
Ritornando a Boldrin, io non capisco perchè l'approvazione di una teoria economica debba essere accompagnata all'approvazione della Unione Europea, che ovviamente vuol dire anche questioni monetarie, giuridiche e di intelligence;
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Perché la struttura (i rapporti economici) determina la sovrastruttura (le ideologie, la cultura, ecc.).