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Discussione: Forum Politica
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Vecchio 13-12-2019, 00:02   #15964
Idiota
Esperto
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Originariamente inviata da Anonimo. Visualizza il messaggio
Premetto che al momento questa intervista non l'ho vista (ma ho visto altri video con Boldrin). Io vorrei fare una domanda circa il liberismo come modello economico: con esso si intende solo il mercato globale, che interessa tutto il mondo e in cui le aziende competono al livello globale? Oppure può esistere un liberismo "limitato"? Perchè forse si pensa solo a un certo tipo di liberismo "cattivo" e da qui nasce l'ostilità a Boldrin.
Il liberismo non può essere limitato perché secondo tale dottrina il mercato dovrebbe autoregolarsi tramite l'incontro spontaneo fra domanda e offerta, senza alcun intervento statale. La globalizzazione ha semplicemente esteso il libero mercato a tutto il mondo.

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Originariamente inviata da Anonimo. Visualizza il messaggio
Poi; questi, se non ho inteso male, ritiene anche che lo Stato non generi occupazione, ma solo il privato, ma io non vedo tanta differenze, ad esempio, se un'azienda è statale (ex Ilva pre-Riva ad es.)?
Infatti sono cazzate. Nell'URSS, dove attraverso il capitalismo di Stato si pianificava l'intera economia, non c'era lavoro?

Lascio una riflessione di Emanuele Severino sulle autentiche cause che porteranno il capitalismo alla deriva

Per incrementare il profitto il capitalismo è costretto ad alimentare la scarsità delle merci vendute, e propriamente una scarsità regolata, una loro disponibilità mediana - e variante in relazione alle richieste del mercato - tra la disponibilità totale e la disponibilità nulla. Un bene di consumo che, come l'aria, sia a disposizione di tutti non è una merce; e non lo è nemmeno un bene di consumo durevolmente introvabile. Per alimentare tale scarsità controllata delle merci il capitalismo si serve delle possibilità tecnologiche offertegli dalla scienza moderna. L'operatività tecnologica mira invece ad accrescere indefinitamente la capacità di realizzare scopi, ossia mira all'accrescimento indefinito della potenza, e pertanto tende a oltrepassare ogni limite nella produzione dei beni. Ciò significa che la tecnica mira a valicare anche quel limite che consiste nella loro scarsità. Uno dei modi di alimentare la scarsità consiste infatti nel non attivare certe possibilità operative della tecnica, nel frenare la ricerca scientifico-tecnologica, che tendendo a rendere totalmente disponibile un bene di consumo tende per ciò stesso a togliergli il suo carattere di merce, ossia il suo carattere capitalistico. Il capitalismo si serve pertanto di uno strumento - la tecnica - che nella sua essenza tende alla soppressione dell'ordinamento capitalistico.
E' quanto non si deve dimenticare quando si parla di globalizzazione economica. Il capitalismo sta diventando l'economia dell'intero Pianeta, ma servendosi della tecnica; ossia di uno strumento che, per essenza, tende a realizzare le condizioni stesse della soppressione del capitalismo, cioè le condizioni che consistono nell'eliminazione della scarsità delle merci (confrontare E. Severino, Il declino del capitalismo, Rizzoli, Milano, 1993). Una tendenza che va prendendo sempre più piede, e che da sola costituisce un motivo consistente per affermare la differenza e la contrapposizione tra capitalismo e tecnica.
Ringraziamenti da
cancellato14678 (13-12-2019), E. Scrooge (13-12-2019)
 


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