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Vecchio 26-09-2018, 21:11   #61
Esperto
L'avatar di ElsaonMars
 

gli antidepressivi
Vecchio 27-09-2018, 08:00   #62
Esperto
L'avatar di Noriko
 

Quote:
Originariamente inviata da Marco.Russo Visualizza il messaggio
Innanzitutto la cosa importante è inchiodare lo specialista alle sue responsabilità, anche per evitare il problema delle diagnosi sbagliate (ci sono caduto anche io, ma per fortuna è durata poco perché appunto l'ho messo alle strette).

1) seguire pedissequamente la prescrizione
2) non pasticciare: niente droghe o sostanze illecite, niente farmaci fuori prescrizione perché potrebbero far bene, e nel dubbio è sempre meglio informare il proprio terapeuta. Controllare anche l'uso di sostanze psicotrope legali, come alcol e caffé, e informare lo psichiatra a riguardo anche di queste. Evitare alimenti noti per alterare le funzionalità dei farmaci (es: succo di pompelmo). Leggere i bugiardini dei medicinali e rispettare le indicazioni. Nel caso di informazioni contrastanti con le indicazioni del terapeuta, chiedere delucidazioni.
3) IMPORTANTISSIMO: tenere traccia scritta di ciò che accade durante la terapia. Consiglio assolutamente un diario breve. Una cosa stringata, tipo lista di quello che si doveva fare e quello che si è fatto, di come ci si è sentiti, ma senza menarla per le lunghe tipo "Caro diario" come un adolescente in piena esplorazione poetica.
4) capire bene dove si è e dove si vuole arrivare. Immaginare situazioni concrete che dimostrano di esserci avvicinati alla propria destinazione.
Es: sono apatico e anedonico. Voglio diventare meno apatico e riuscire a trovare un po' di soddisfazione in ciò che faccio. Per come mi conosco, iscrivermi a un corso dovrebbe piacermi, anche se adesso mi sento svogliato. Se riuscissi a iscrivermi a un corso significa che sto migliorando l'apatia; se riesco a goderne significa che sto migliorando l'anedonia.
5) INCHIODARE IL TERAPISTA AI RISULTATI, SPECIE SE NON SODDISFACENTI.
Il terapista è RESPONSABILE del vostro miglioramento. Può abusare della vostra incompetenza in ambito psichiatrico per qualche mese, ma ad un certo punto la scusa del "bisogna aspettare perché si vedano gli effetti" non è più da prendere sul serio.
6) Se il terapista non accetta le proprie responsabilità va cambiato: nel caso di un terapista privato è più semplice. Nel caso di un terapista pubblico ho solo esperienze indirette di persone insoddisfatte e nessuno che sia riuscito a cambiar medico. Probabilmente l'unica è parlare con il responsabile della struttura, portare prove a sostegno dell'inadeguatezza del proprio psichiatra e minacciare cause legali per malasanità nel caso non ci sia intervento. Potrebbe forse aiutare qualche associazione che si occupa di casi di malasanità. Non ho molti consigli in quest'ambito.

Purtroppo come potete ben vedere anche curarsi richiede uno sforzo. Il paziente psichiatrico si trova in una condizione di vulnerabilità e dipendenza dall'altrui buonafede e capacità tale per cui è soggetto a rischio di abusi ed errori. Se potete farvi aiutare da una persona (parente o amico stretto) per avere una visione più oggettiva possibile potrebbe esservi di grandissimo aiuto.


Questo è il solo modo che conosco per trovare uno psichiatra in grado di aiutare. Che poi non è molto diverso dal trovare un dentista in grado di risolvere il mal di denti, o un meccanico in grado di levare quel rumore strano che fa l'auto quando si è in prima.
Molto bene Marco.Russo.
Post perfetto da tenere in grande considerazione. Grazie è utilissimo.
Vecchio 27-09-2018, 09:50   #63
Esperto
L'avatar di hermit94
 

Quote:
Originariamente inviata da Marco.Russo Visualizza il messaggio
Innanzitutto la cosa importante è inchiodare lo specialista alle sue responsabilità, anche per evitare il problema delle diagnosi sbagliate (ci sono caduto anche io, ma per fortuna è durata poco perché appunto l'ho messo alle strette).

1) seguire pedissequamente la prescrizione
2) non pasticciare: niente droghe o sostanze illecite, niente farmaci fuori prescrizione perché potrebbero far bene, e nel dubbio è sempre meglio informare il proprio terapeuta. Controllare anche l'uso di sostanze psicotrope legali, come alcol e caffé, e informare lo psichiatra a riguardo anche di queste. Evitare alimenti noti per alterare le funzionalità dei farmaci (es: succo di pompelmo). Leggere i bugiardini dei medicinali e rispettare le indicazioni. Nel caso di informazioni contrastanti con le indicazioni del terapeuta, chiedere delucidazioni.
3) IMPORTANTISSIMO: tenere traccia scritta di ciò che accade durante la terapia. Consiglio assolutamente un diario breve. Una cosa stringata, tipo lista di quello che si doveva fare e quello che si è fatto, di come ci si è sentiti, ma senza menarla per le lunghe tipo "Caro diario" come un adolescente in piena esplorazione poetica.
4) capire bene dove si è e dove si vuole arrivare. Immaginare situazioni concrete che dimostrano di esserci avvicinati alla propria destinazione.
Es: sono apatico e anedonico. Voglio diventare meno apatico e riuscire a trovare un po' di soddisfazione in ciò che faccio. Per come mi conosco, iscrivermi a un corso dovrebbe piacermi, anche se adesso mi sento svogliato. Se riuscissi a iscrivermi a un corso significa che sto migliorando l'apatia; se riesco a goderne significa che sto migliorando l'anedonia.
5) INCHIODARE IL TERAPISTA AI RISULTATI, SPECIE SE NON SODDISFACENTI.
Il terapista è RESPONSABILE del vostro miglioramento. Può abusare della vostra incompetenza in ambito psichiatrico per qualche mese, ma ad un certo punto la scusa del "bisogna aspettare perché si vedano gli effetti" non è più da prendere sul serio.
6) Se il terapista non accetta le proprie responsabilità va cambiato: nel caso di un terapista privato è più semplice. Nel caso di un terapista pubblico ho solo esperienze indirette di persone insoddisfatte e nessuno che sia riuscito a cambiar medico. Probabilmente l'unica è parlare con il responsabile della struttura, portare prove a sostegno dell'inadeguatezza del proprio psichiatra e minacciare cause legali per malasanità nel caso non ci sia intervento. Potrebbe forse aiutare qualche associazione che si occupa di casi di malasanità. Non ho molti consigli in quest'ambito.

Purtroppo come potete ben vedere anche curarsi richiede uno sforzo. Il paziente psichiatrico si trova in una condizione di vulnerabilità e dipendenza dall'altrui buonafede e capacità tale per cui è soggetto a rischio di abusi ed errori. Se potete farvi aiutare da una persona (parente o amico stretto) per avere una visione più oggettiva possibile potrebbe esservi di grandissimo aiuto.


Questo è il solo modo che conosco per trovare uno psichiatra in grado di aiutare. Che poi non è molto diverso dal trovare un dentista in grado di risolvere il mal di denti, o un meccanico in grado di levare quel rumore strano che fa l'auto quando si è in prima.
Grande
Vecchio 20-10-2018, 12:48   #64
Esperto
L'avatar di hermit94
 

Il bupropione potrebbe fare al caso mio?per chi l ha usato agisce su anedonia apatia e astenia?
Vecchio 30-10-2018, 11:37   #65
Esperto
L'avatar di hermit94
 

lo esigo,esigo il bupropione
Vecchio 30-11-2018, 13:21   #66
Esperto
L'avatar di hermit94
 

Ma secondo voi è possibile che su cinque psicofarmaci provati tra ansiolitici antidepressivi e antipsicotici io non abbia avvertito assolutamente nulla potrebbero essere stati come pastiglie di placebo,ma cosa sono un alieno?un ogm?io ho perso le speranze
Ringraziamenti da
Masterplan92 (30-11-2018)
Vecchio 30-11-2018, 15:07   #67
XL
Esperto
L'avatar di XL
 

Ma se io non provo alcun interesse positivo per le cose che posso effettivamente fare... Un farmaco può farle diventare ai miei occhi interessanti?

Provare interesse per la propria vita e quel che c'è dentro dipende da qualche molecola?

Secondo me effettivamente quel che pensiamo e vogliamo dipende da com'è fatto il cervello (quindi diffido anche dell'approccio spiritualista "basta volerlo" come se fosse un atto indipendente da tutto il resto provocato dal primo motore immobile animistico che è simile ad una divinità), però non so fino a che punto l'approccio chimico possa modificarlo.

Non è che se oggi non so suonare il pianoforte e cantare e nemmeno magari mi piace fare queste cose, esiste una "cura" chimica a base di qualche sostanza per farmi diventare musicista e apprezzare cose del genere... La pillola del musicista.
Allo stesso livello però potrebbe non essere vero nemmeno che io prendo una qualche decisione libera in tal senso per fare cose del genere, farmele piacere, e poi riuscirci, quindi dovrebbe esserci un qualche sistema persuasivo basato sulla parola per farmi fare cose del genere.

Una "cura" in tal senso forse esiste, ma bisognerà andare a modificare in altri modi e con altri sistemi le strutture cerebrali di un individuo.
Gli psichiatri sopravvalutano la chimica, molti psicologi e tutte le persone che usano questi approcci new-age dove si parla sempre di spirito, coscienza contro inconscio e così via, sopravvalutano le capacità di un individuo e della mente di autodeterminarsi.

Secondo me in questi ambiti (psicologia/psicoterapia/psichiatria) devono cercare altre strade, nuovi approcci, queste due scuole di pensiero nelle quali si è rimasti invischiati non penso che funzionino sempre. Certi psicologi attaccano la psichiatria e gli approcci farmacologici, certi psichiatri le cure basate sulla parola (la persuasione e così via), ma non è mica detto che se non funziona uno dei due approcci poi funziona l'altro, può essere anche che facciano cilecca entrambi.

Quasi nessuno sosterrebbe che con una pillola o una chiacchierata persuasiva si cura la frattura fisica di un braccio (dove magari bisognerà usare anche protesi artificiali), molti riterrebbero folle mettersi a cercare una cura del genere provando e riprovando sostanze o mettendosi a chiacchierare col cognitivo, lo psicoanalista ecc. ecc. per vedere se poi il braccio guarisce o si accomoda come desideriamo senza ingessarlo, operarlo ecc. ecc.

Perché col cervello si è subito pensato che questo tipo di cure devono funzionare nel modificarlo come ci pare? Queste idee da dove son venute fuori? Perché oggi son quasi tutti convinti che è così?

Ultima modifica di XL; 30-11-2018 a 15:48.
Vecchio 02-12-2018, 10:30   #68
Esperto
L'avatar di hermit94
 

Quote:
Originariamente inviata da XL Visualizza il messaggio
Ma se io non provo alcun interesse positivo per le cose che posso effettivamente fare... Un farmaco può farle diventare ai miei occhi interessanti?
In teoria si, perchè i farmaci andrebbero a potenziare zone del cervello e sostanze implicate nel piacere nella concentrazione ecc, quindi ad agire contro abulia anedonia apatia ecc, nella pratica purtroppo non sempre è così
Vecchio 03-12-2018, 21:13   #69
Esperto
L'avatar di captainmarvel
 

Finora ho provato il bupropione, il modafinil, il ritalin e l'efedrina.
il primo è blando anche se forse l'ho smesso troppo presto, gli altri sono piu forti.
Vecchio 04-12-2018, 09:35   #70
Esperto
L'avatar di hermit94
 

Vorrei un bel triciclico in associazione alla quetiapina per vedere se succede qualcosa
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