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Vecchio 06-12-2017, 22:51   #1
Esperto
L'avatar di zucchina
 

mi succede di distrarmi sempre più dai miei problemi, dalla mia "storia" e da cose che non vanno come dovrebbero andare o come vorrei che andassero. difficoltà concrete, lutti emotivi...anche cose importanti, significative, esistenziali.

mi distraggo soprattutto nel piacere di stare insieme al ragazzo, nell'aver voglia di far tante cose belle e nel farle.

poi a volte mi ritorna il pensiero di tante cose riguardanti la mia vita, tanti problemi rimasti insoluti, rapporti interrotti o rimasti in sospeso. cose che mi portano a provare ansia, sconforto, tristezza, paura, disperazione, angoscia.
cose che mi fanno sentire che non ho portato a termine qualcosa che era importante. questioni che mi sono trascinata dietro nel dolore per tanti anni. cose che se solo trovassero una soluzione positiva, sarebbero un gran sollievo per la mia anima. ma difficilissime e dolorose da affrontare. ma non parlo di debiti in banca o cose simili. parlo di cose molto più intime.

ma come ho detto, sempre più mi distraggo, e riesco a passare momenti piacevoli e con uno stato d'animo più leggero, esperienze di condivisione, con significati belli che ho il piacere di conoscere... sebbene siano significati che non si collegano a quelle questioni profonde di cui parlavo prima, che restano lì da parte, mentre il tempo scorre...

allora io voglio chiedere pareri su una cosa molto particolare.

quel mondo irrisolto che io a momenti dimentico distraendomi,
quei significati profondi che potrebbero confortare la mia anima...

sono quelli la vita che io farei bene ad affrontare? davvero significano molto?

finché io "vivevo" solo immersa in quelle questioni, stavo malissimo e forse perdevo il contatto con la realtà, e non riuscivo a "vivere" in altro modo. ero immobilizzata nel malessere.

adesso sento che sto vivendo in modo più sano e normale... ma non in un modo che è tutta apparenza e nessuna sostanza, perché sento che anche in questo io ci sono. e mi piace tanto esserci, è come se mi fossi ritrovata in molti modi che la malattia mi aveva fatto quasi dimenticare.

ma, dicevo, quelle questioni che ho covato dentro me per tanti anni... hanno significati reali e sempre presenti che io ci pensi oppure no, o sono solo pensieri malati che, una volta abbandonati è solo meglio perché finalmente non perderò più tempo, non sprecherò più energie mentali a soffrire tremendamente, e oltre a stare meglio mentalmente riuscirò a portare avanti un percorso di vita più concreto e reale?

so che sembra una domanda posta da una very psicotica ...qualcuno ha sensazioni simili?

cioè io mi chiedo: se una cosa non viene più pensata da adesso alla fine dei giorni, quella cosa non esiste più e dunque non ha più alcun valore e significato? oppure quella cosa rimane lì con tutta la sua importanza e urgenza di essere affrontata, e se io mi distraggo troppo .... se io mi distraggo troppo...cosa può accadere poi??

non quotare grazie.
Vecchio 06-12-2017, 23:43   #2
Esperto
L'avatar di S.Marco91
 

a me succede sempre: evito in tutti modi di pensare a qualsiasi cosa mi possa ricondurre ai miei problemi. Li elimino del tutto, eliminado ogni forma di stress.
Ma poi torna la realtà, i problemi vanno affrontati, ho solo perso un macello di tempo e sto peggio di prima
Vecchio 07-12-2017, 00:36   #3
Avanzato
 

Tutti si distraggono dai problemi per sentirsi meglio. La televisione, internet, le serie tv, i romanzi, la poesia, la musica, la pittura, il giardinaggio, la matematica, lo sport, lo studio, il lavoro... ogni attività in questa nostra vita è fatta affinché noi facciamo qualcosa (qualsiasi cosa) per distrarci e non pensare all'inevitabile. Il non fare niente, l'ozio, genera la noia. La noia è quello stato di inattività in cui si è soli con se stessi, senza distrazioni. In questa fase pensiamo ai problemi, abbiamo la lucidità di riflettere sulle questioni della vita (che non abbiamo quando ci teniamo occupati nel restante 99% della giornata) in questa fase siamo più lucidi perché privi di superflue distrazioni ci rendiamo conto che nulla è per sempre, che tutto è passeggero, che tutto quello per cui abbiamo lavorato sarà spazzato via dallo scorrere del tempo, noi scompariremo e sarà come se non fossimo mai esistiti. Gli uomini non possono sopportare questo senso di inutilità e devono inventarsi continuamente nuovi scopi per rendere sopportabile la vita, le illusioni aiutano a vivere perché senza le illusioni ci si può solo suicidare.

Ultima modifica di Ehi tu, coso...; 07-12-2017 a 00:42.
Ringraziamenti da
XL (07-12-2017)
Vecchio 07-12-2017, 01:58   #4
Esperto
 

Se ho ben capito la questione che poni è equivalente ad un hoarder che cerca di capire quali sono le cose da buttare.
Vecchio 07-12-2017, 03:30   #5
Esperto
L'avatar di Marco.Russo
 

Basta vedere l'etimo della parola "divertimento".
Il punto è capire cosa vuoi ottenere dalla tua vita; se poi queste "questioni" da cui attualmente ti stai di-vertendo saranno necessariamente da affrontarsi per poterti condurre ai tuoi obiettivi, dovrai farci i conti. Viceversa: chissene, metodo sticazzi.
Vecchio 07-12-2017, 06:14   #6
Esperto
 

Dipende, prima dal pensarci ne cavavi qualcosa di buono, ti portava a dei risultati?
Se si' ha in effetti senso chiedersi questo.
se invece erano solo seghe mentali che ti portavano a depressione non perdi nulla.. in tal caso non e' che non pensandoci poi ci dovrai pensare con gli interessi, semmai il contrario, piu' fissi la tua attenzione su qualcosa piu' questa si impossessa di te.
Basta che fai quel che ti senti.. se hai voglia di piangere piangi, se hai voglia di uscire col ragazzo esci col ragazzo.

Ultima modifica di ila82; 07-12-2017 a 06:16.
Vecchio 07-12-2017, 08:22   #7
Esperto
L'avatar di zucchina
 

non so se la difficoltà a decidere di lasciarle perdere sia il fatto che certe questioni le ho coltivate dentro per molti anni e ci sono abituata e affezionata, anche se mi hanno solo fatto fantasticare, immobilizzare e soffrire, mai vivere, mai toccare con mano e mai scoprire cose vere sbattendoci il muso.
forse è il loro potenziale ancora vivo dentro me, di ciò che potrebbero generare "se solo". ma mi sono stancata dei "se solo"
c'è anche un'altra cosa... mi pongo domande anche sul dopo la morte se ci fosse qualcosa, e io lasciassi in sospeso queste faccende, forse mi toccherebbe subirne gli effetti dopo la morte ç_ç se adesso mi posso distrarre dai rimpianti rimorsi sensi di colpa lutti e compagnia bella, ho paura per quando la mia anima sarà nuda di fronte a tutto ciò... non so se tutta quella sofferenza (come se non ne avessi già provata abbastanza) sta già da qualche parte ad aspettarmi. oppure si soffre solo quando si avverte la sofferenza in vita.
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