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Vecchio 27-06-2020, 09:51   #1
Esperto
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Salve a tutti.

Come saprete non sono riuscito a reggere alla scuola quest'anno e mi sono dimesso. Non c'era nulla da fare perché mi trovavo sull'orlo di un tracollo psicologico e poi mi avrebbero etichettato come un vero e proprio folle. Sentivo che il mio sistema nervoso non riusciva a reggere un supplizio di tali proporzioni ed ho abbandonato prima della catastrofe.

Ora ad agosto probabilmente potrei entrare di ruolo perché in questi anni fatti di compassione di alcuni colleghi ed alunni che non mi habno fatto pesare i miei gap relazionali e comportamentali, in buona parte dovuti alla FS ed alla depressione, e col sostegno di mia madre sono riuscito a superare ostacoli che in altre condizioni non sarei stato in grado di superare...Infatti ho insegnato in quattro scuole della mia città ed in una scuola di provincia per due anni. Nelle scuole della mia città, pur avendo solo spezzoni orari, ho incontrato difficoltà notevoli, mortificazioni ed umiliazioni, in una addirittura da parte dei genitori sul gruppo di Whatsapp, però sono sempre riuscito a finire l'incarico a giugno. Nell'ultima esperienza invece ho mollato a metà gennaio, tirando avanti un po' dopo Natale, giusto per prendermi qualche punto e soldo in più. Sta di fatto che ho accumulato un po' di punteggio perché sia concreta la possibilità di entrare di ruolo alle prossime immissioni che dovrebbero essere ad agosto.

Premetto che io so che potrei essere molto fortunato e potrei avere un'opportunità che altri farebbero carte false per avere. Ammetto che alcune cose sono girate favorevolmente nella mia vita quasi a volere compensare altre sfortune acute, tipo handicap psicologici nella relazione con gli altri. Ciononostante la mia condizione permane grave, io ho paura anche solo ad entrare nelle aule, oggi ancor di più alla luce di quanto accaduto Nell'ultima esperienza. Ho subito un forte trauma psicologico dall'ultima esperienza. Se penso ad una possibile immissione in ruolo con tutto quello che comporta, orario pieno, rapporti con gente di ogni tipo, colleghi alunni, preside, collaboratori del preside, genitori, bidelli, io sto malissimo, sono terrorizzato, tutti questi per me sono pensieri di morte. Anzi la morte è meglio perché ti toglie dagli affanni. Sono mesi che sto a casa. Faccio quello che posso, aiuto in casa, esco a fare qualcosa e sbrigare pratiche ma tutto questo non significa nulla ovviamente... Nei negozi i commercianti a volte non ti guardano nemmeno...E poi alcuni mi conoscono e si sono accorti dei miei problemi. Quindi ormai sanno come trattare...

Io sono ritornato a terapia da una psichiatra specializzata in disturbi dell'umore, depressione, FS e DOC.

Prendo anche farmaci, la classica terapia che si somministra in questi casi: Zoloft (1 cpr al giorno da 100 mg) e Xanax (3 cpr al giorno da 0.5 mg).

Qualche risultato l'ho visto. Sono più sereno a casa e faccio quello che posso. Inoltre, quando faccio cose che mi piacciono, l'umore sale. Il problema nasce quando penso alla scuola, al mondo del lavoro e delle interazioni sociali...

Io ho pensato che in un caso estremo come il mio l'unica soluzione è rinunciare al posto a scuola e vivere alla giornata, utilizzando in futuro i soldi che mi dovrebbero provenire dalla vendita dell'appartamento dove sto attualmente con mia madre (metà quota spetterebbe a mio fratello...). Potrebbero anche essere un 150.000 euro. Li utilizzerei per pagare i consumi delle utenze. Per la spesa, che è un po' più costosa, potrei mangiare a casa di qualcuno dei miei fratelli ed alternare con la mensa della Caritas. Infine per tutte le altre spese (qualche vestito modesto per stare a casa, il telefonino da cambiare e ricaricare, spese impreviste a casa, tipo riparazioni varie ed acquisto di nuovi elettrodomestici) potrei attingere da quel capitale che, secondo me, per trenta anni dovrebbe bastarmi a questo scopo...

In fondo non credo che vivrò oltre i 70 anni. Sarebbe una cosa non auspicabile nel mio caso...Poi, in ogni caso, si vedrà ma, intanto, per 30 anni potrei farcela tranquillamente. Invece alcuni su Internet e, poi, mia madre mi hanno assolutamente scoraggiato dall'intraprendere una strada simile, perché il denaro potrebbe svalutarsi nel giro di pochi anni ed io ritrovarmi con molti meno soldi di quelli che avevo all'inizio (considerando naturalmente che il capitale va erodendosi a livello puramente di cifra numerica a causa delle spese di cui sopra).

Io mi chiedo: supponiamo che tra 30 anni mi trovi ad avere 60.000 euro a livello di cifra numerica. Veramente lo scarto tra i ll valore effettivo dei 60.000 euro da qui a 30 anni e quello attuale, sarebbe così elevato da farmi ritrovare con pochi soldi ed a rischio di povertà assoluta? Io di questo non mi capacito! Mi sembra una cosa assurda!

Potreste darmi suggerimenti pratici, più che psicologici, per risolvere il mio problema diventato ormai solo di mera sopravvivenza fisica, in quanto ho capito che è inutile ormai coltivare speranze di alcun tipo e, poi, potreste anche spiegarmi per quale motivo tale soluzione da me ideata mi viene fortemente sconsigliata da più parti?

P. S. Mi sono dimenticato di premettere una cosa molto importante. Io una casa dove andare a stare ce l'ho. É un bivani di mia proprietà in una zona popolare della città ma dove comunque mi adeguerei a stare essendovi costretto...Mia madre lo comprò a suo tempo con in mutuo quando ancora io ero all'università perché pensava che dopo i 30 anni sarei stato autonomo facendo qualche lavoro per poi progressivamente stabilizzarmi a scuola... Purtroppo la mia eterna ed insopprimibile paura del mondo ed il mio totale senso di inadeguatezza alla relazione con gli altri ha fatto sì che io avessi problemi a trasferirmi in quella casa (anche perché non avevo un reddito sufficiente a mantenermi da solo). Dunque per molto tempo è stata affittata a vari inquilini nel corso degli anni in modo da ammortizzare il costo della rata del mutuo. Come vedete sono molto fortunato, ho anche una casa mia dove stare, ma sono un handicappato che ha paura di tutto, ho fatto figure di merda dappertutto nei posti di lavoro dove sono stato ed anzi sono stato fortunato perché alcuni colleghi mi hanno aiutato, intravedendo le mie bontà e sensibilità caratteriali...Ma, quando uno è negato per stare al mondo, non ci può proprio niente. É meglio che si faccia da parte, lasciando spazio a chi è veramente capace, anziché continuare a "fare danno" a sé ed agli altri...

Grazie

Ciao

Ultima modifica di clark; 27-06-2020 a 10:15.
Ringraziamenti da
Newage (27-06-2020)
Vecchio 27-06-2020, 10:09   #2
Principiante
L'avatar di Persistente
 

Mi dispiace che tu a causa dei tuoi disturbi non riesca a continuare un lavoro da quel che capisco già ben avviato, ho una madre insegnante e mi raccontava spesso le giornate di scuola, è un ambiente tossico per un sociofobico.

Potresti cercare di fregartene di eventuali giudizi e pettegolezzi fuori posto, fare buon viso a cattivo giuoco e come un professionista dare il massimo nell'insegnamento.

Potresti provare a continuare, poi i giorni che passano e la routine scolastica dovrebbero far passare questi tuoi problemini in secondo piano, sarebbe triste buttare tutto all'aria immagino hai sudato molto per arrivare in questa posizione.

Tuttavia se non riesci hai tutto il diritto e dovere di mandarli tutti a quel posto : tanto più che hai un bel piano b che molti (io il primo) sognerebbero
Vecchio 27-06-2020, 10:14   #3
Avanzato
L'avatar di Black_Hole_Sun
 

Quello che ti posso consigliare e di lasciar perdere l'insegnamento se ti fa stare così male, magari cercare un impiego meno impegnativo sotto certi aspetti ma che non ti provochi un tale stato di malessere. Dopotutto sei laureato quindi qualcosa trovi. Se proprio non riesci a reggere nessun tipo di lavoro potresti oltre che vendere l'appartamento fare una richiesta di invalidità per le tue patologie, da come le descrvi una piccola pensione potrebbero dartela. Io ho fatto richiesta sia per la depressione che per altre patologie croniche.
Vecchio 27-06-2020, 10:25   #4
Esperto
L'avatar di clark
 

Quote:
Originariamente inviata da Persistente Visualizza il messaggio
Mi dispiace che tu a causa dei tuoi disturbi non riesca a continuare un lavoro da quel che capisco già ben avviato, ho una madre insegnante e mi raccontava spesso le giornate di scuola, è un ambiente tossico per un sociofobico.

Potresti cercare di fregartene di eventuali giudizi e pettegolezzi fuori posto, fare buon viso a cattivo giuoco e come un professionista dare il massimo nell'insegnamento.

Potresti provare a continuare, poi i giorni che passano e la routine scolastica dovrebbero far passare questi tuoi problemini in secondo piano, sarebbe triste buttare tutto all'aria immagino hai sudato molto per arrivare in questa posizione.

Tuttavia se non riesci hai tutto il diritto e dovere di mandarli tutti a quel posto : tanto più che hai un bel piano b che molti (io il primo) sognerebbero
Tossicissimo, te lo assicuro. Lo è proprio strutturalmente, cioè anche quando le cose funzionano come dovrebbero, perché, anche a norma, un alunno è legittimato a ridicolizzarti ed a trattarti con sufficienza dal fatto che tu per primo manchi di una dote fondamentale per l'insegnamento cioè la sicurezza personale nella fase di gestione della classe, anche di fronte a comportamenti estremi degli alunni, in quanto la regola vuole che l'insegnante debba riuscire a mantenere ordine e disciplina in qualunque condizione; altrimenti è tacciabile di mancanza di professionalità e, per questo, si può essere autorizzati anche a contestarlo mancandogli del benché minimo rispetto umano della sua condizione (magari per strada queste cose non succederebbero) come forma di reazione ad una sua prima mancanza di rispetto nei confronti dell'ambiente scolastico, nel quale si presenta con caratteristiche umane, che poi, in questo mestiere, fanno parte della professionalità, inadeguate al ruolo da assolvere.

Ultima modifica di clark; 27-06-2020 a 10:30.
Vecchio 27-06-2020, 10:32   #5
Esperto
L'avatar di clark
 

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Originariamente inviata da Black_Hole_Sun Visualizza il messaggio
Quello che ti posso consigliare e di lasciar perdere l'insegnamento se ti fa stare così male, magari cercare un impiego meno impegnativo sotto certi aspetti ma che non ti provochi un tale stato di malessere. Dopotutto sei laureato quindi qualcosa trovi. Se proprio non riesci a reggere nessun tipo di lavoro potresti oltre che vendere l'appartamento fare una richiesta di invalidità per le tue patologie, da come le descrvi una piccola pensione potrebbero dartela. Io ho fatto richiesta sia per la depressione che per altre patologie croniche.
Io avevo pensato portalettere ma ti assumono a tempo determinato e poi ti mandano a quel paese...
Vecchio 27-06-2020, 10:42   #6
Avanzato
L'avatar di Black_Hole_Sun
 

Quote:
Originariamente inviata da clark Visualizza il messaggio
Io avevo pensato portalettere ma ti assumono a tempo determinato e poi ti mandano a quel paese...
Si purtroppo è così un po d'appertutto. Si può tirare avanti a lavoretti temporanei che magari poi ti garantiscono qualche mese di disoccupazione mentre cerchi altro, non è il massimo ma meglio che niente. Capisco che per una persona con il tuo livello di istruzione e il tuo curriculum può essere mortificante, ma la salute prima di tutto.
Ringraziamenti da
DeadSoul (27-06-2020)
Vecchio 27-06-2020, 10:47   #7
Esperto
L'avatar di DeadSoul
 

L' insegnamento è un lavoro proprio fuori dalla portata per un sociofobico. Per insegnare, secondo me, non basta la cultura e sapere la propria materia di insegnamento, bisogna avere proprio carattere da essere in grado di tenere a pugno una classe, cosa che, per noi, è impossibile.
Gli alunni sono crudeli, ti dico io perché ho avuto un'insegnante così, anche lei se ne assentava per mesi proprio perché l'ambiente scolastico è tossico, era troppo sensibile e gli alunni se ne approffitavano facendo confusione o quel che gli pare invece di ascoltare la lezione, più di qualche volta è uscita piangendo.
Comunque, hai mai provato a cercarti in un altro lavoro più in linea con la tua personalità? Magari uno con minor interazione sociale possibile.
Vecchio 27-06-2020, 10:48   #8
Esperto
L'avatar di Daytona
 

Hai mai pensato di dare ripetizioni? Se non ricordo male insegni matematica alle superiori,ed é pieno di somari che ne avrebbero bisogno dico superiori ma volendo potresti darne anche di analisi 1 o matematica universitaria,visto che il programmi piú o meno quelli sono. Ti fai dai 10 ai 20 all'ora,lavori qualche ora al giorno e stai a posto,senza classi,colleghi,presidi e cose del genere. Poi ovvio,se superi certe cifre dovresti dichiarare e fare qualcosa di formalmente più serio,ma per vivacchiarci alla giornata la vedrei come una buona attivitá,ansia e voglia di proseguire in questo settore permettendo
Vecchio 27-06-2020, 10:50   #9
Esperto
 

Quote:
Originariamente inviata da clark Visualizza il messaggio
Salve a tutti.


Io mi chiedo: supponiamo che tra 30 anni mi trovi ad avere 60.000 euro a livello di cifra numerica. Veramente lo scarto tra i ll valore effettivo dei 60.000 euro da qui a 30 anni e quello attuale, sarebbe così elevato da farmi ritrovare con pochi soldi ed a rischio di povertà assoluta? Io di questo non mi capacito! Mi sembra una cosa assurda!
Purtroppo sì. è moto probabile che 60000 euro di adesso tra 30 anni varranno veramente poco. Il problema è che è molto difficile investirli in sicurezza in modo da metterli al riparo dall'inflazione (a meno che non si crei uno scenario in deflazione, in certi settori i prezzi sono scesi.. le case ad esempio)
Vecchio 27-06-2020, 11:21   #10
Esperto
L'avatar di claire
 

Farsi l'invalidità e categorie protette.
Ovviamente bisogna fare un percorso e avere diagnosi.
Vecchio 27-06-2020, 11:22   #11
Esperto
L'avatar di clark
 

Quote:
Originariamente inviata da Black_Hole_Sun Visualizza il messaggio
Si purtroppo è così un po d'appertutto. Si può tirare avanti a lavoretti temporanei che magari poi ti garantiscono qualche mese di disoccupazione mentre cerchi altro, non è il massimo ma meglio che niente. Capisco che per una persona con il tuo livello di istruzione e il tuo curriculum può essere mortificante, ma la salute prima di tutto.
Sì, ma per avere la disoccupazione dovresti fare un lavoro in cui ti versano i contributi Inps, quindi si parla certamente non di un lavoro in nero...
Vecchio 27-06-2020, 11:34   #12
Esperto
L'avatar di Masterplan92
 

Io sarò costretto a farlo..mi hanno costretto a farlo..costretto ad essere un reietto relegato nell' angolino..
Vecchio 27-06-2020, 11:53   #13
Tim
Intermedio
L'avatar di Tim
 

Lascia perdere le cazzate, tieni duro e continua la tua carriera di insegnante, aiutandoti con i farmaci e la psicoterapia. Quando sei vicino al limite ti metti in malattia così ricarichi le batterie e poi ricominci. Oggi hai questa opportunità, domani forse no.
Buona fortuna.
Vecchio 27-06-2020, 12:00   #14
Avanzato
L'avatar di Black_Hole_Sun
 

Quote:
Originariamente inviata da Tim Visualizza il messaggio
Lascia perdere le cazzate, tieni duro e continua la tua carriera di insegnante, aiutandoti con i farmaci e la psicoterapia. Quando sei vicino al limite ti metti in malattia così ricarichi le batterie e poi ricominci. Oggi hai questa opportunità, domani forse no.
Buona fortuna.
Apposto. E' arrivato Iron Man ad epurare il mondo dalle cazzate.
Vecchio 27-06-2020, 12:19   #15
Esperto
L'avatar di claire
 

Quote:
Originariamente inviata da Tim Visualizza il messaggio
Lascia perdere le cazzate, tieni duro e continua la tua carriera di insegnante, aiutandoti con i farmaci e la psicoterapia. Quando sei vicino al limite ti metti in malattia così ricarichi le batterie e poi ricominci. Oggi hai questa opportunità, domani forse no.
Buona fortuna.
Appunto Clark lascia perdere le cazzate, quindi non leggere questo mes.
Questo sta qui da dieci anni, per fortuna ha scritto poco o niente finora, se taceva anche stavolta faceva un favore.

Ultima modifica di claire; 27-06-2020 a 12:21.
Vecchio 27-06-2020, 12:22   #16
Super Moderator
L'avatar di Lùthien.
 

Clark, so che chiedi altro e la mia non è una risposta che ti aspetteresti. Però hai una grande opportunità davanti. Oltre alla terapia farmacologica, perchè non prendi in considerazione l'idea di un supporto psicologico? Magari (dico magari) se non hai grossi traumi o problemi estremamente radicati la psicoterapia cognitivo-comportamentale potrebbe aiutarti molto. Trovando il terapeuta con cui sei a tuo agio, naturalmente. Se no anche un altro tipo di psicoterapia, quella con la quale ti trovi meglio. Pensaci.
Io sono la prima scoraggiata e so cosa vuol dire, ma quando leggo di persone come te che hanno opportunità non mi viene in mente di dire "lascia perdere". Io proverei e proverei ancora.

Edit: anche l'idea di cambiare lavoro e ambiente è un'idea. Però con la tua laurea non so cosa potresti trovare. E' che io ho letto che c'è chi ha capito il tuo modo di essere (magari non certo gli alunni) e quindi ho pensato che uno spiraglio ci potesse essere. Potresti insegnare all'università o dato il numero elevato di studenti avresti ancora più problemi? Lì l'ambiente credo sia molto diverso.

Ultima modifica di Lùthien.; 27-06-2020 a 12:26.
Ringraziamenti da
clark (28-06-2020)
Vecchio 27-06-2020, 12:23   #17
Tim
Intermedio
L'avatar di Tim
 

Quote:
Originariamente inviata da Black_Hole_Sun Visualizza il messaggio
Apposto. E' arrivato Iron Man ad epurare il mondo dalle cazzate.
Amico mio, anch'io sono debole, ma consigliare ad una persona di mollare un lavoro per il quale ha studiato, sofferto e fatto sacrifici per 20 anni è da irresponsabili.
Deve farsi forza cercando tutto l'aiuto possibile, non ho detto che deve essere un eroe.
Vecchio 27-06-2020, 12:37   #18
Esperto
 

Posso chiederti qual è il tuo livello di istruzione e che cosa del tuo cv renderebbe mortificante fare il portalettere?

Aggiungo che io il portalettere l’ho fatto in un paesino in riva al lago di como e, almeno d’estate, era bellissimo. ^_^

Certo io però ho un cv estremamente mediocre e un livello di istruzione se possibile ancora più indegno.

Ultima modifica di Odiotutti; 27-06-2020 a 12:42.
Vecchio 27-06-2020, 13:13   #19
Esperto
L'avatar di Pablo's way
 

E' difficile consigliarti ma direi che la prima cosa è capire dove sta il tuo limite di resistenza, oltre non ha senso andare. Il tipo di professione che fai ti dà qualche margine di manovra, ma penso tu abbia già esplorato le varie possibilità, alcuni ti hanno già dato dei suggerimenti, vanno tentate tutte le strade perché vivere senza entrate per tanti anni è difficile e c'è sempre l'incognita salute.

Io rifletterei tra le varie possibiità lavorative su quella che potrebbe essere meno compicata da sostenere e proverei a resistere un altro po' e vedere...
Vecchio 27-06-2020, 13:54   #20
Esperto
L'avatar di claire
 

Mi pare di ricordare che abbia una laurea poco spendibile al di là dell'insegnamento, oltre che non ha 20 anni.
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